Prevenire è meglio che curare

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 9 mesi 25 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Come misura cautelare (che è cosa diversa dalla pena), non mi sentirei di escludere la possibilità di murare il paese di Montalto di Castro, visto quello che dichiarano alcuni abitanti a proposito dello stupro di gruppo avvenuto tempo fa, pur sperando che si tratti di esagerazioni giornalistiche (via ilfinegiustificailme).

Da un punto di vista rieducativo, sono convinto che il carcere serve a ben poco. Dubito però che la reclusione possa fare peggio del tornare a casa a incassare la solidarietà dei compaesani.

19 pensieri su “Prevenire è meglio che curare

  1. I pazzi sono dappertutto, e può anche succedere che casualmente in uno stesso posto ci sia una più alta concentrazione. Rispetto allo stupro in sé la questione è più complicata. Aspetto i commenti di qualcun’altro per intervenire su questo punto.

  2. Non penso che Montalto sia un’eccezione. Bisognerebbe informarsi e vedere che cosa succede in generale nei piccoli paesi, in casi analoghi.

  3. Dall’articolo: “Sono bravi ragazzi, mica rumeni che picchiano e uccidono…”

    Ecco il nocciolo della questione: sono “loro” ragazzi, quindi “bravi” ragazzi.

    Fossero stati albanesi,algerini o rumeni, i discorsi del Bar Sport sarebbero stati molto diversi.

    Le gioie della vita paesana.

  4. @Stefano: Non penso neppure io che Montalto costituisca una eccezione – l’idea di murare il paese a scopo preventivo è, più che altro, uno sfogo.

    @Kirbmarc: Perché paesana? In una grande città cambierebbe qualcosa?

  5. “Perché paesana? In una grande città cambierebbe qualcosa”

    No, era per mostrare come l’atmosfera da “isola felice” dei paesini (citata anche nell’articolo) sia falsa.

  6. questi tuoi “assaggi” per trovare giustificazioni plausibili alla punizione dei reati sono stimolanti. la mia posizione è molto semplice: la punizione di un reato è la risposta della società alla rottura del patto di non aggressione. è una risposta ancora blanda se la vediamo come hobbes, perché secondo lui quando un patto è infranto si ritorna allo stato di guerra, e nella guerra il più forte uccide il più debole. ma se la vediamo in un’ottica diversa, e ci basiamo un po’ su teoria dei giochi, teoria delle scelte razionali, allora diventa una risposta funzionale: come in tit for tat (per questo ho scritto quel post) si scopre che la collaborazione dove gli individui cercano solo il subottimale risulta alla fine la più produttiva per tutti (egoisti compresi), e poi si scopre che giocare anche la carta della reintegrazione del colpevole è più produttivo che eliminarlo. a patto che non ci ricada più.
    il criminale astrattamente è qualcuno che vuole più del subottimale (lasciamo da parte la genesi dell’atteggiamento criminale, ci possono essere molte cause che concorrono, ma certo l’avidità è una delle cause) e quindi è portato a infrangere il patto di non aggressione, di non usare la forza per ottenere dei beni.

    resta il dato “naturale”: siamo generalmente portati a detestare chi commette certi crimini (sarà l’evoluzione, sarà che certi crimini sono talmente dannosi per il gruppo che non è possibile reinserire il colpevole, e che i gruppi che ci hanno provato si sono estinti).

    credo che la scelta di non incarcerarli sia sbagliata per diversi motivi: la punizione è un’esigenza del gruppo che chiede una riparazione, un’espiazione prima di riammettere qualcuno. in questo consiste la valenza educativa: si crede che mostrando durezza si possa ottenere un certo effetto di deterrenza. non è certo adesione alle regole spontanea, è paura. ma non sono sicuro che sia la strada sbagliata; forse va affiancata all'”educazione civica”.

    certo nel paesello manca anche questa.

  7. Parliamo dello stupro in generale.
    Il caso Polanski – Samantha Geiger vi sembra tale?
    E’ possibile dire che il regista francopolacco abbia realmente stuprato negli anni 70′ la quattordicenne, alla luce del fatto che quest’ultima NON NUTRE alcun odio profondo e incondizionato nei confronti di chi l’ha violata; e che anzi, quasi con stima e ammirazione verso Polanski, vive felicemente alle Hawai coi soldi del patteggiamento. Non è affatto un caso equiparabile a quello del post, tuttavia mi sembra che si parli di “stupro” con troppa facilità, quando bisognerebbe innanzitutto considerare le ragioni per cui la vittima si è venuta (voluta) trovare in situazioni facilmente precipatabili. Qualcuno sa darmi una definizione di stupro esaustiva?

  8. Sig. Zar, il suo dubbio costituisce una delle basi su cui si fondano certe mentalità.
    Se una ragazza decide, una sera, di darla via a nove ragazzi, il decimo non matura alcun diritto ad avere lo stesso trattamento.

    Se poi vogliamo discutere se è il caso o no di sfoggiare platealmente un orologio d’oro, dovendo andare in una periferia degradata di qualche città, quello è un altro discorso.

    Non ho dato una definizione di strupro ma mi pare di essere stato esaustivo ugualmente.

  9. si.

    ma aggiungo lo stesso:
    1. non conosco la legge, ma immagino che si sia prevista una specifica che stabilisce che la concessione del proprio corpo per atti sessuali sia volontaria solo nel caso in cui chi concede sia perfettamente in grado di effettuare quella scelta. quindi vengono esclusi i minori (caso polanski), i minorati, e tutti quelli che sono permanenetemente o temporaneamente incapaci di decidere. se la ragazza è ubriaca, non può decidere lucidamente, quindi farci sesso, anche se sembra consenziente, è un’aggressione. (forse non lo è nel caso entrambi siano ubriachi)

    2. l’assunzione di responsabilità. io la ritengo il passaggio essenziale per la riammissione ai “gioco” della società. quei ragazzi avevano confessato, se ho capito non lo stupro ma di aver approfittato in gruppo della ragazza ubriaca e (simil)consenziente. non vedono la differenza, sono elementi pericolosi all’interno della società. spalleggiati da un demente assessore che paga loro l’avvocato e poi si presenta per essere eletto sindaco, incoraggiati e protetti da una comunità che vive irrazionalmente una situazione esecrabile, diventeranno ancora peggiori.

  10. Sig. Marcoz : “Se una ragazza decide, una sera, di darla via a nove ragazzi, il decimo non matura alcun diritto ad avere lo stesso trattamento”: io sono sempre il decimo, tutte le volte… 🙁

    alex giusta precisazione, tuttavia la cosiddetta “maturità legale” sai bene che è un fatto assolutamente convenzionale. Quella invece “reale” bhè difficile dirlo, cambia da soggetto a soggetto. Nella fattispecie, la quattordicenne del caso Polanski – a quanto ne so – anelava ad una carriera da fotomodella con molta più maturità e dimestichezza di quanto (forse) potrebbe fare altre sue coetanee.

    Ovviamente non intendo giustificare né il sig. Polanski né il branco di cui sopra. Cerco solo di integrare il dibattito con riflessioni diverse, le quali presuppongono già considerazioni vere ma qui inutili come quelle espresse dal Sig. Marcoz.

  11. Sig. Zar, sull’inutilità dei miei interventi, col sottoscritto, sfonda una porta aperta.

    Detto questo, pongo una domanda: diamo per scontato che Polanski abbia abusato*, in un modo o nell’altro, della quattordicenne: che differenza fa se ella anelava a una carriera di fotomodella e dimostrava un’età “più matura” della norma?

    *in generale, determinare se si parla con facilità o meno di stupro, lo lascerei al risultato delle indagini

  12. Sig. Marcoz Se vuole continuare ad affermare che 2+2=4 o che la Terra gira intorno al Sole faccia pure. Io invece ho dei dubbi “che fondano le basi di certe mentalità”. Detto questo non intendo proseguire oltre nel risponderLe. Non interessa a nessuno e nemmeno a me.

  13. @Ivo Silvestro

    Sempre che il weekend non porti consiglio, mi chiedo se avresti qualcosa in contrario qualora io prendessi parti di questo thread per realizzare prossimamente un post (privo di coordinate internettiane).
    Mi rimetto alla tua parola.

    Buon fine settimana

  14. @Marcoz: Fai pure (riferito al post da realizzare)

    @Alex: Ho letto il tu post sul tit for tat, e l’ho trovato molto interessante, penso che lo riprenderò.
    Rimane la fallacia naturalistica: il fatto che la strategia tit for tat si sia dimostrata evolutivamente stabile non significa che sia la migliore o la più giusta da utilizzare.

    @Zar: A quanto pare si trattò di vero stupro, non di quello che chiamano “legal rape”.
    Il rancore della vittima non mi sembra rilevante per la colpevolezza del reo

  15. @ivo: la mia idea (che credo vicina a quella di david gauthier, ma non ne sono sicuro perché ho ordinato il suo morals by agreement un mese fa e deve arrivare – è vecchiotto e di difficile reperimento) è che la teoria dei giochi possa essere usata normativamente senza fare riferimento ai valori (amorale 😉 ), ma guardando alla semplice razionalità – che è comunque un modello che ci facciamo noi, un po’ a priori e un po’ grazie all’esperienza. vale a dire che scegliamo la strategia che ci sembra portare a una massimizzazione (certo subottimale, ma date le circostanze la chiamerei comunque massimizzazione perché più di così non si può ottenere: se non collaboriamo e rinunciamo a qualcosa, rimaniamo con un pugno di mosche), ma non ci interessa se sia quella giusta o buona in assoluto. è giusta o buona se funziona; magari poteva pure essere meglio, ma se ha funzionato acquisisce uno status di “strategia buona”, riutilizzabile in casi simili con gli opportuni aggiustamenti.

    attendo il tuo post sul tft. e attendo anche una risposta dalle alte sfere per quella roba di genova, appena mi dicono ti faccio sapere.

  16. @alex: La prospettiva, di per sé, mi piace.
    Ma se la strategia migliore comportasse l’eliminazione o la riduzione in schiavitù di un certo numero di persone?
    (obiezione classica – mi sembra di riprodurre, in piccolo, la storia della riflessione morale occidentale)
    Per Genova attendo notizie.

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