Sulla necessità del diritto naturale

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 1 mese 19 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Quali sono dunque i meriti pratici del concetto più ristretto di diritto per la decisione morale? Perché è meglio, quando si è di fronte a delel imposizioni moralmente inique, pensare «Questa non è una legge in nessun senso» [tesi del giusnaturalismo] piuttosto che «Questa è una legge ma è troppo iniqua per essere obbedita o applicata» [tesi del positivismo giuridico]? Si chiarirebbero così le idee agli uomini o li si renderebbero più pronti a disobbedire quando la morale lo esige? Si otterrebbe un modo migliore di risolvere problemi simili a quelli lasciati dietro a sé dal regime nazista? Senza dubbio le idee hanno la loro influenza: ma sembra poco probabile che lo sforzo di allenare e istruire gli uomini nell’uso di un concetto più ristretto di validità giuridica, nel quale non vi sia posto per le leggi valide ma moralmente inique [tesi del giusnaturalismo], possa portare a un rafforzamento della resistenza al male, di fronte a minacce del potere organizzato, o a una migliore comprensione di ciò che è moralmente in gioco quando si richiede obbedienza.

H. L. A. Hart, Il concetto di diritto, p. 244

Dedicato a Alex (e a Roberto, che non ho il piacere di conoscere).

5 pensieri su “Sulla necessità del diritto naturale

  1. Basta aderire a una concezione contrattualista (possibilmente “neo”) e il dilemma è immediatamente superato, senza contraddizioni e senza necessità di ricorrere ad evidenti ipocrisie per giustificare l’ingiustificabile.

  2. @lector: c’è una faccina-emoticon con un sorriso ENORME?

    @ivo: la prima volta che capiti a milano via olgettina e si possono incrociare le cose, si combina la presentazione con roberto (detto anche prof. mordacci o “il bostoniano”).
    (ps ti ho mandato l’invito per la newsletter del nostro laboratorio di seminari? è una roba su googlegroups, se non ti ho mandato l’invito fammi sapere)

  3. @–>Alex
    Il sorriso d’una faccina-emoticon può esprimere:
    a) simpatia;
    b) compassionevole sufficienza;
    c) adesione compiaciuta;
    d) divertimento a fronte d’una madornale cavolata;
    e) condivisione complice dell’affermazione;
    f) scompisciamento spudorato per la comicità involontaria riscontrata nell’interlocutore.
    L’attributo ENORME, purtroppo, non consente una migliore specificazione del soggetto, tale da permetterne l’individuazione sicura.
    Potrebbe darci un aiutino? 😀

  4. @lector e alex: Contrattualisti! (da leggersi con tono tra lo scandalizzato e il divertito).

    @alex: Molto volentieri. Non fosse che via Olgettina non mi sembra un posto dove “si passa” a meno di non volerci andare.
    La newsletter non l’ho ricevuta; direi di rimediare 😉

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