L’origine dell’uomo

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 9 mesi 14 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Oggi al mercato dell’antiquariato di Chiavari ho trovato un interessante libro, pubblicato nel MCMXXVI (1926) dall’editore Barion di Sesto San Giovanni. Il titolo è L’origine dell’uomo e la scelta in rapporto col sesso, l’autore è un certo Carlo Darwin.

Michele Lessona, il traduttore, così introduce il testo:

Un gentiluomo napoletano, dicesi, ebbe quattordici duelli per sostenere la preminenza del Tasso sull’Ariosto. Al quattordicesimo duello, ferito a morte, esclamò: – E dire che non ho mai letto nè l’Ariosto nè il Tasso! –
Questa è un po’ la storia degli Italiani rispetto a Darwin: molti che ne dicono male, ed anche taluni che ne dicono bene, non lo hanno mai letto.
Ed è certo che ove lo leggessero, i suoi lodatori lo loderebbero più nobilmente, ed i detrattori, a quello amore purissimo del vero che ispira in ogni parola del sommo filosofo, forse si darebbero al meditare in luogo dell’inveire, ciò che sarebbe un gran bene.
In questa traduzione ho tutto sacrificato alla fedeltà, studiandomi soprattutto di dire chiaramente quello che l’autore ha detto. Darwin esprime limpidamente i suoi concetti: ma questi sovente sono alti e nuovi, e bisogna meditare.
Io ringrazio qui l’autore del consenso suo per questa traduzione, e mi auguro pel bene della mia patria che essa sia peravere molti ed attenti lettori.

Sembra scritto ieri, e invece si tratta della (riedizione della) prima traduzione italiana di quest’opera.

8 pensieri su “L’origine dell’uomo

  1. E l’hai comprato, spero. Perché mi pare non sia proprio comunissimo. Non era nell’Index, che io sappia (anche se c’era suo nonno Erasmus), ma non credo che abbia avuto una gran diffusione in Italia.

  2. e vogliamo sottolineare che passa per filosofo?
    anche ieri sera, nel programma di a.angela su rai3, nei filmati/minifiction sul viaggio sul beagle i compagni di darwin lo chiamavano filosofo.
    😉

  3. @Alex: L’avevo notato anch’io. Credo però che sia da intendersi nel senso di “filosofo naturale”, ossia studioso della natura, come Newton (che appunto scrissi i Principi matematici di filosofia naturale). Non sapevo che questa espressione fosse sopravvissuta fino alla seconda metà dell’Ottocento…

  4. Che io ricordi, al tempo di Darwin filosofo significava qualcosa tipo “tipo molto istruito, e che fa ragionamenti logici”. Un libro “filosofico” era molto robusto dal punto di vista logico, non necessariamente filosofico on senso moderno.

Lascia un commento