Il piacere di imbrogliare

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 10 mesi 21 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Un giovane cliente di prostitute ha dichiarato:

I don’t want them to get any pleasure, I am paying for it and it is her job to give me pleasure. If she enjoys it I would feel cheated.

Non voglio che loro provino piacere. Io sto pagando per fare sesso e il suo lavoro è darmi piacere. Se a lei piace farlo mi sentirei defraudato.

La faccenda, apparentemente, potrebbe avere un senso: se la prostituta prova piacere, è possibile immaginare che lo farebbe anche senza essere pagata, e il fatto che voglia i soldi del nostro giovane cliente potrebbe configurarsi come truffa.
Il problema è che non trovo scritto da nessuna parte che un lavoro non possa essere piacevole. Del resto, non mi sento imbrogliato se scopro che un tassista adora trascorrere il proprio tempo guidando o che cucinare è la passione di un cuoco.
Evidentemente al giovane cliente non interessa semplicemente fare sesso: lui vuole fare sesso con una persona che vorrebbe fare altro. E io mi sento imbrogliato da una persona così.

11 pensieri su “Il piacere di imbrogliare

  1. Probabilmente è un residuo della teoria marxiana del valore, quella per cui il valore di un bene o di un servizio dipende dalla fatica che incorpora la sua produzione. Il marginalismo soggettivista di Jevons e Menger spazzò via concetti del genere già alla fine del XIX secolo, ma ognitanto riaffiorano a sorpresa come se nulla fosse.

  2. @il più cattivo: Penso che non avrò problemi a seguire il tuo consiglio.

    @Broncobilly: Avevo pensato anche io all’alienazione del lavoratore, ma mi sembrava troppo.

    @Luca Massaro: Sarei curioso di conoscere i termini della discussione. In privato, se non vuoi scandalizzare gli altri 😉

    @troubledsleeper: Ho corretto il link della fonte: Feminist Philosophers, che citano i vari riferimenti.

  3. Scusandomi per la trivialità, penso che il giovane voglia “fotterla” estorcendole una prestazione sessuale, che lei non vorrebbe dare, col ricatto dei soldi; se lei provasse piacere sarebbe lui ad essere fottuto.
    Penso che sia un atteggiamento tutt’altro che minoritario tra i clienti delle prostitute, che cercano la rivalsa sulle donne che li fanno soffrire pagandone ed umiliandone delle altre.

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