Riflessione *morale

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 6 mesi 3 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Perché bere un cocktail a pochi chilometri dal luogo del devastante terremoto di Haiti è scandaloso, immorale e disgustoso mentre bere un cocktail a Milano è perfettamente normale?
In altre parole: perché un happy hour in un bar milanese non merita alcun articolo, mentre la Independence of the Seas sì?

5 pensieri su “Riflessione *morale

  1. …credo che se bevi un cocktail a Milano a Zurigo o dove ti pare, hai sicuramente già ‘espiato’ la tua partecipazione sociale al dramma, hai magari versato 2 franchi con sms o compilato un bel conto corrente a favore di…, ti senti commosso quando vedi le immagini in tv, gioisci per una nuova vita salvata,,, poi vai al bar a farti un coktail con gli amici, la tua giornata è finita, haiti sta sempre là, il tuo ‘dovere’ sociale e morale lo hai fatto il tuo più recondito e schifoso pensiero del ‘meglio loro che io’ lo anneghi in un bel coktail… se vai ad haiti invece è come andare a vedere avatar con gli occhialini 4D,,, dentro il dramma, dentro la notizia, io c’ero,,, è come pasteggiare sulle tombe,,, esempio: se muore in maniera violenta un tizio che conoscevi, ti dispiaci, piangi sei triste per la sua famiglia o ecc… poi la sera vai in pizzeria sei triste ma ormai… ecco se prendi la pizza e te la vai a mangiare nella camera ardente di tizio dove stanno riesumando i suoi resti moralmente non sei ‘socialmente’ parlando da ammirare,,, se poi l’umano a milano pensa ‘meglio loro che io’ e l’umano crocieromane a haiti affranto si dispera passa in secondo piano….

  2. Ho sempre pensato che l’elaborazione del lutto in maniera pubblica fosse un retaggio di retrogradi manifestazioni “medioevali”. Se ti va di “pasteggiare” o no è un problema tuo. Quello che può risultare dannoso è l’esibizione di fronte al dolore altrui. Tra l’aperitivo al bar o il “festino” a casa la differenza è sulla “pubblicità”, sul divenire manifesto. Poi occorre valutare lo sciacallaggio mediatico: le persone che sono sulla piattaforma, o nave che sia, danno fastidio ai benpensanti americo-europei o alle vittime della “catastrofe naturale” ???

    Un Sorriso

  3. @il più Cattivo: L’unica esibizione, qui, mi sembra essere quella dei giornali che raccontano, scandalizzati, dei turisti, quindi il fastidio, temo, sia ai benpensanti.
    Tra l’altro, Carlo Bellieni ha proposto una riflessione simile alla mia…

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