Il libretto delle istruzioni

closeQuesto articolo è stato pubblicato 11 anni 3 mesi 6 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Il libretto delle istruzioni è quel simpatico fascicolo, che a volte assume le sembianze di un vero e proprio libro se non di una enciclopedia neppure tascabile, nel quale sono racchiuse le modalità di utilizzo di svariati oggetti come lavatrici, automobili, radio, computer, rasoi elettrici e così via.
L’idea è semplice: una persona potrebbe non sapere come utilizzare questi oggetti, e quindi si fornisce la possibilità di ovviare a questa mancanza attraverso una rapida lettura.

C’è una difficoltà pratica: sulle istruzioni è possibile leggere tutto ciò che è ovvio (ad esempio che è necessario collegare il rasoio elettrico alla corrente) ma non ciò che non è ovvio (ad esempio che, se non si ruota di trenta gradi la vite nascosta nel vano batteria, si prende la scossa).
A questa incresciosa situazione, alla quale sembra non esservi via d’uscita non esistendo ancora manuali per scrivere manuali intelligenti ed utili, si aggiunge una curiosa osservazione teorica: in quali casi non vi sono libretti delle istruzioni, e non si cercano nemmeno?

In primo luogo, per oggetti come martelli, cacciaviti, spazzolini per i denti e interruttori per la luce: il loro utilizzo è semplice ed immediato. Non sorgono dubbi sul da farsi per accendere la luce o martellare un chiodo, e quindi nessuno si è mai messo a scrivere istruzioni per l’uso.
Tuttavia non è l’immediatezza l’unica causa della mancanza di istruzioni: di dubbi ve ne sono molti anche quando si ha a che fare con animali domestici, figli, mogli e mariti. Eppure in questi casi non vi sono manuali d’uso: al massimo si può incontrare qualche consulente che, al primo incontro, mette ben in evidenza di non avere soluzioni infallibili.

Accudire un cane o un gatto, mantenere in piedi un matrimonio non sono operazioni chiuse, come lo possono essere farsi la barba o accendere la radio: sono una continua apertura di nuove possibilità, una evoluzione continua che un manuale non potrà mai spiegare. A meno che, ovviamente, non sia un testo ironico, scritto per allietare l’umore tra una disavventura e l’altra.

Lo stesso discorso vale per il mondo: non possono esistere delle istruzioni che spieghino come è fatto, come bisogna usarlo e cosa fare se qualcosa va storto. O sono semplici avvertenze, oppure dei testi da non prendere sul serio.

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