I mercanti e il tempio

closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 11 mesi 7 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Milano, stazione Lambrate. Mentre aspetto il tram noto un curioso manifesto pubblicitario:

Cristo è speranza per il futuro

Non è mia intenzione mancare di rispetto a chi ha fede in Cristo, però a me Cristo è speranza per il futuro ricorda molto Dash lava più bianco e Un diamante è per sempre. Un linguaggio pubblicitario che, sinceramente, mi pare quanto di più inappropriato ci possa essere.
C’è pure un sito internet: www.informacristo.org, nel quale si scopre che c’è di peggio:

Prova Cristo

Viene in mente la cacciata dei mercanti dal tempio (Gv, 2, 14-16).
Qui però bisognerebbe cacciare i sacerdoti dal mercato.

4 pensieri su “I mercanti e il tempio

  1. Oggi, navigando nella rete, siamo entrati nel vostro sito e, con gradevole sorpresa, abbiamo visto riprodotti alcuni messaggi di InformaCristo con i relativi commenti.

    Non ci stupisce affatto l’accostamento che lei fa di Cristo a un detersivo! Lei ha centrato perfettamente l’obiettivo (?). Infatti, il nostro slogan, provocatorio, è: “Lanciare Dio come si lancia una saponetta!”. Con questo non vogliamo mancare di rispetto a Gesù Cristo. Vogliamo solo esprimere la nostra convinzione che Cristo vada portato tra le cose di tutti i giorni, utilizzando gli stessi mezzi di comunicazione che si usano per la saponetta o per i detersivi. Questo, per far capire alla gente quanto Gesù Cristo è vicino ad ognuno di noi; e quanto noi possiamo parlare di Lui, in qualsiasi luogo e momento. Non soltanto in chiesa! Per questo noi vogliamo lanciare messaggi a tutti; in particolare a chi in chiesa non ci va e che a Dio, non pensa più. Per produrre messaggi efficaci, abbiamo dovuto scegliere forma e linguaggi adatti. Anni fa è uscito il nostro primo manifesto con la parola DIO cancellata e la domanda: “Sei proprio sicuro?”. Qualcuno ha definito la nostra comunicazione come “arte di provocare, per far riflettere” e abbiamo avuto modo di constatare che il messaggio è recepito da molti. Per questo continuiamo nella strada della provocazione che fa riflettere. Un’altra caratteristica dei nostri messaggi è quella di essere aperti, proprio perché ognuno possa recepirli a modo suo. Ogni manifesto termina con la parola “Parliamone”. Con chi? Con chi si vuole, anche con noi di InformaCristo. Liberi anche di continuare poi a pensare quel che si vuole.

    Non abbiamo però capito che cosa c’entrino i mercanti del tempio e i sacerdoti da cacciare dal mercato. Per quanto ci riguarda tutto il materiale che produciamo viene offerto gratuitamente (ci autotassiamo per sostenere le spese, nessuno, proprio nessuno ci sponsorizza), perché, come diceva il fondatore dell’Associazione: il pane della fede non si fa pagare!

    Grazie per aver parlato di noi.

  2. Il riferimento biblico è molto poco esegetico: intendevo alludere alla commistione tra il linguaggio del mercato (la pubblicità) e quello del tempio (Gesù).
    Non intendevo certo alludere a (peraltro improbabili, almeno in Italia) possibilità di guadagno ricorrendo al nome di Dio.

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