Grazie

closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 1 giorno fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Una curiosità: ma sono il solo a ringraziare, a voce o con un cenno del capo, le persone che mi passano i quotidiani gratuiti fuori dalle stazioni della metropolitana?

25 pensieri su “Grazie

  1. l’unico no, ma tra i pochi a farlo sì. io ho scoperto quasi subito che per vivere meglio a milano è sempre bene non correre, sorridere e soprattutto essere gentili. funziona.

  2. Sì, di solito funziona ed è pure contagioso. Il mio minuscolo contributo a una società più serena lo do lasciando sistematicamente passare una o due auto che non hanno la precedenza in un incrocio difficile; ringraziando con un cenno del capo o della mano chi mi fa attraversare quando sono sulle strisce pedonali; non lesinando un grazie a chiunque mi presti un servizio, per quanto retribuito, come il vigile urbano, il personale del bar o del ristorante, ecc.
    Sottolineo l’uso di quel “serena”, riferito alla società, anziché “felice” – che troppo spesso odo in bocca ad economisti, sociologi, psicologi, giornalisti, politici, ecc.
    La felicità (così come l’infelicità) è situazione di solito temporanea, normalmente creatasi per contrapposizione rispetto a uno stato mentale precedente di segno opposto. La “serenità”, invece, può essere duratura nel tempo ed è un obiettivo più ragionevolmente perseguibile. Vi ricordate la storiella di quello che comprava le scarpe di due numeri inferiori, così da poter essere felice la sera, quando finalmente se le toglieva?
    Dai Ivo, orsù, un bel post di economia politica, così iniziamo a creare il primo blog-laboratorio di ricerca! E’ ora di cominciare a sfruttare per qualcosa di concreto tutta questa bella intelligenza self-disorganizated che c’è in rete. 😉

  3. hooverine: Mi consola sapere di non essere l’unico. A Milano, purtroppo, è impossibile non correre 🙁

    lector in fabula: un post di economia politica? Come regola mi sono dato di scrivere su argomenti che conosco benenon ignoro del tutto, e l’economia e la politica non rientrano tra questi.
    Le mie conoscenze di economia si fermano a: se le entrate superano le uscite=bene; se le uscite superano le entrate=male. Per la politica so che ogni tanto si fa a votare 😉

  4. Se seguissi alla lettera la tua (encomiabile)regola, dovrei starmene quasi sempre zitto! 🙂
    Ognuno puo’ dare il proprio contributo su ciò che conosce meglio. L’economia politica, o la politica economica o come altro vogliamo chiamarla, presuppone sempre una “visione del mondo”. Discutere questa “visione del mondo” presumo sia perfettamente confacente al tuo ambito d’interessi. Questa discussione può far emergere alcune scelte possibili e precluderne delle altre che sarebbero in netta contraddizione con i presupposti accolti, e così via.
    Era solo un’idea…..

  5. @Lector:
    usiamo dei termini più sintetici.

    Per esempio, invece di “Visione del mondo”
    io direi “Weltanschauung”.

    È più chiaro, no?

    (e poi dicono dei medici)

    (io non ho vergogna a scrivere di ciò che non so 😉

  6. hooverine: proverò anche io a non correre…

    farfintadiesseresani e ferrigno: se ho contato giusto, siamo almeno in cinque a ringraziare. È già qualcosa…

    Weissbach: alla fine, neppure io mi vergogno a scrivere di ciò che non so… la mia è una regola con molte eccezioni!

    lector in fabula: visto che insisti, mi spendo in qualche parola in più: qui io scrivo tutto quello che mi viene in mente, in base agli interessi del momento. Dubito che mi verranno riflessioni su temi politici ed economici, almeno a breve, ma ovviamente non si può mai dire…

  7. diciamo che al momento la popolazione prevalente è quella che non ringrazia, probabilmente la gentilezza è un carattere recessivo.

    io ringrazio pure i vari ambulanti quando declino le loro offerte, mi sembra una cosa talemnte naturale

  8. Certo, ringrazio quelli che danno quotidiani gratuiti o volantini di qualsiasi tipo.
    Evito come la peste gli spillatori di soldi, veri e falsi.

    A proposito, nelle vostre città ci sono questi tizi che si appostano subito fuori da Ricordi e chiedono soldi per la loro pseudo, inventata a tavolino, falsissima associazione benefica xyz?

  9. Ringrazio sia chi dà quotidiani che volantini di qualsiasi tipo.
    Evito come la peste quei simpatici signori spillasoldi.

    Anche nelle vostre città, subito fuori da Ricordi, si appostano tizi dall’inequivocabile provenienza partenopea che si spacciano per volontari di improbabili associazioni benefiche e che, se magari ti riufiti di regalare soldi, si incazzano pure?

  10. Ovviamente ho volontariamente scritto due commenti di seguito per dimostrare come lo stesso concetto si possa esprimere in modi diversi.
    Era anche una prova di memoria.

    Certo, sì, apposta.

  11. Non abbiamo una metropolitana, a Trieste, e non posso risponderti.
    Ci sono alcuni servizi via mare, per lo più d’estate, ma nessuno ti dà giornali.
    Al massimo c’erano- non ci sono più- a certe fermate del bus e miravano soprattutto a chi scendeva dal bus: il viaggiatore preso di sprovvista, non aveva la forza di dire di no.
    Più che un grazie, c’era uno sconcerto e perplessità: non comprendevi bene la situazione.
    ciao Ivo! Eno

    PS: Io sono noto per andare sempre a passo velocissimo, anche se sono in anticipo o per andare dal giornalaio, e tuttavia arrivo sempre in ritardo.
    Come farò?
    Boh!
    ( Forse perché esco di casa troppo tardi? neeee… 😉 )

  12. Per Eno e Kirbmarc
    Sapete qual’è l’origine della parola “freschino”, intraducibile in italiano?
    Una signora di Trieste va al mercato e chiede al pescivendolo: “Com’è oggi il pesce?” Ovviamente, lui risponde pronto: “Fresco, fresco!”. La signora annusa e replica: “Fresco, fresco…freschino!” Ho vanamente cercato un corrispondente su tutti i principali vocabolari, ma non c’è proprio.
    Ciao 🙂

  13. Non vado quasi mai a Portogruaro, solo un paio di volte alla anno.
    Neanche so che cosa sia la fiera di sant’Agnese.

    “Freschìn” vuol dire rancido o mucido o muffito, cioè né marcio né fresco.
    “Il pesce sa di rancido”: traducibilissimo.

    Come etimologia popolare e falsa, ricorda il fatto che è l’odore tipico delle cantine malareate, ma fredde, oppure delle stoviglie lasciate in un armadio a lungo senza essere lavate.

    Secondo il Boerio, cioè il dizionario del veneziano pubblicato per la prima volta a inizio ‘800 e citato da
    un dizionario del triestino, deriverebbe invece direttamente dal latino “fracesco”, forma incoativa di “fraceo”, donde i nostri “fradicio” e “fracido”.

    ciao, Eno 🙂

  14. Da noi ci sono dei bussolotti da cui ci si prende il giornale da soli…cioè, nella stazione di Mestre ci sono i bussolotti. In quella di campagna dove prendo il treno io non ci sono nè i bussolotti, nè i giornali nè l’edicola e nemmeno un caffè dove prendere qualcosa. Vivo ai confini della civiltà, questo post me ne ha fatto prendere atto.

  15. nullo: adesso funziona, grazie per la segnalazione (maledetta la mia mania di installare nuovi plugin senza testarli a fondo!)

    galatea: sarà una frase un po’ retorica, ma mi sembrano più ai confini della civiltà un posto dove non si ringrazia chi svolge un servizio che, tutto sommato, ti è utile.

    eno: mi spiace, ma l’etimologia di lector in fabula è migliore della tua, e da buon relativista non mi interessa se è falsa! 😉

    Kirbmarc: Non credevo di avere tanti lettori del nord est… devo dire che non ero mai interessato tanto alla dislocazione geografica dei miei lettori, dovrò rimediare!

  16. Per Eno:
    Vuoi mettere “Titamorti Bepi. Sto pese sa da freschin!” con “Accidenti a lei, signor pescivendolo Giuseppe. Questo pesce odora di rancido”. Tutt’altra enfasi…per il resto, hai ovviamente ragione tu. 😉

    Per Ivo:
    Grazie di cuore per il sostegno “relativista”, ma l’evidenza è nettamente a mio sfavore. 🙂

  17. Post scriptum.
    Mia moglie mi fa presente che “rancido” si traduce con “ranzego” e che non ha lo stesso significato di “freschin”. (L’ha detto dopo avermi annusato, non so se è un buon segno….)

  18. Ranzego però non è triestino: sa piuttosto di veneto.
    Esiste casomai “ranzido”/”ranzigo”.

    No, non è la stessa cosa: la frutta, il burro o l’olio possono essere rancidi, ma non freschini.
    Le due parole rancido e mucido/stantio si sovrappongono solo parzialmente in italiano, e per nulla i corrispondenti in veneto o triestino( ed evidentemente non corrispondono perfettamente ).
    Ma cmnq nel caso specifico “Pesce che sa di rancido” o “Pesce che sa di mucido” o “Pesce stantio” e “Pesse freschìn” si equivalgono.

    ( Cmnq, non sono troppo sicuro che il Boerio avesse ragione. I latini so’ lontani, mentre siora Iole al mercato è più creativa linguisticamente. 😉 O meglio: etimologia ignota. )

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