Il capolavoro censurato

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 9 mesi 30 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Ufficio del direttore di una grossa e rinomata casa editrice.

Direttore: Buongiorno.

Segretaria: Buongiorno signor direttore.

Direttore: A proposito di ieri sera…

Segretaria: Sì?

Direttore: Ecco, io mi voglio augurare che quello che è successo non…

Segretaria: Non?

Direttore: Ecco… rimanga tra noi due. Insomma, perché coinvolgere altre persone, che non capirebbero.

Segretaria: Ha ragione: dal momento che sua moglie non capirebbe, meglio non farle sapere nulla.

Direttore: Esatto, esatto. Vedo che ha capito alla perfezione.

Segretaria: Non si preoccupi.

Direttore: Grazie

Segretaria: Sulla sua scrivania troverà la corrispondenza del mattino.

Direttore: Perfetto.

Segretaria: Insieme alla corrispondenza c’è anche una lettera di aumento per la sua segretaria…

Direttore: Una lettera di aumento?

Segretaria: Certo: mi sembra giusto, dopo tutti gli straordinari che deve fare per soddisfare le esigenze del direttore, un aumento di 200 euro mi sembra il minimo.

Direttore: Sì, immagino che lei abbia ragione…

Il direttore entra nel proprio ufficio e, dopo alcuni tentennamenti, firma la lettera di aumento per la segretaria. Squilla il telefono.

Segretaria: Mi scusi, signor direttore. Mi hanno appena chiamato per dirmi che il primo appuntamento di stamattina è saltato. È libero fino alle dodici.

Direttore: Bene.

Segretaria: Inoltre, è arrivato lo Scocciatore.

Direttore: Lo Scocciatore? Un’altra volta?

Segretaria: Insiste per parlare con lei. È disposto ad aspettare qua fuori tutto il giorno, se necessario.

Direttore: Non può dirgli che sono a New York per affari?

Segretaria: Lo farei, ma ha visto la sua auto posteggiata.

Direttore. Maledizione. Proprio a noi doveva capitare uno scribacchino così insistente? Senta, lo faccia passare: tanto vale affrontarlo. Mi chiama l’Archivio per farmi avere il suo manoscritto?

Segretaria: Non è necessario: ne ha con sé un paio di copie.

Pochi minuti dopo, nell’ufficio del direttore.

Scocciatore: Buongiorno, signor direttore, come sta? Tutto bene? La famiglia?

Direttore: Bene, grazie. Si accomodi, che purtroppo non ho molto tempo.

Scocciatore: E già, voi direttori, sempre pieni di impegni, con mille cose da fare…

Direttore: Mandare avanti una casa editrice non è facile, soprattutto se si hanno degli standard qualitativi elevati…

Scocciatore: Standard qualitativi elevati…

Direttore: Esatto. Senta, voglio essere franco con lei: il suo romanzo è una vera e propria schifezza. Non possiamo pubblicare una porcheria simile!

Scocciatore: La ringrazio per la sincerità. Però, se mi permette, avete pubblicato porcherie peggiori…

Direttore: Ma come si permette!

Scocciatore: Mi permetto, mi permetto.

Apre la sua borsa e tira fuori una mezza dozzina di libri

Direttore: E questi cosa sono?

Scocciatore: Libri pubblicati da questa casa editrice. Come mi dice di questo – gli porge uno dei volumi.

Direttore: arrossisce – Beh, questo… Sì, in effetti, devo convenire che non è esattamente un capolavoro…

Scocciatore: È una porcheria.

Direttore: Sì, penso che lo si possa anche definire così…

Scocciatore: E quest’altro? Porcheria. Questo qui? Anche peggio. E guardi questo: oltre al buon gusto, l’autore ignora anche la grammatica e l’ortografia. E voi avete pubblicato tutto!

Direttore: Lei ha ragione, ma guarda le cose troppo da vicino. È vero, questi libri sono delle schifezze, e dovrei vergognarmi di averle pubblicate. Però gli autori sono tutte persone famose.
Quest’uomo è in grado di sputare un nocciolo di ciliegia a distanze inimmaginabili: ha anche vinto diversi tornei. È stato invitato come opinionista in diverse trasmissioni televisive… è una celebrità, non saprà scrivere ma è una celebrità.

Scocciatore: gli fa il verso Una celebrità!

Direttore: Sì, una celebrità. E anche quest’altro lo è: trenta anni fa ha scritto un bel romanzo che ha vinto alcuni premi e dal quale hanno tratto un film. Può permettersi di pubblicare quello che vuole: il suo nome, in ogni caso, farà vendere anche l’elenco telefonico.

Scocciatore: Io invece non sono nessuno…

Direttore: Esatto: il suo nome non dice nulla. O scrive un capolavoro, il romanzo non dico del secolo, ma almeno del decennio, oppure non pubblicherà mai nulla.

Scocciatore: Mestamente prende in mano il proprio manoscritto Quindi questo romanzo…

Direttore: Lo bruci.

Scocciatore: Rimane in silenzio qualche secondo. Poi il suo volto si illumina. Bruciarlo? Metterlo al rogo? Dice sul serio?

Direttore: Beh, è un modo di dire: lo butti, si dimentichi di averlo scritto e torni al suo lavoro.

Scocciatore: No, no, no. Mi ascolti: lei ha appena avuto una idea formidabile!

Direttore: Una idea formidabile?

Scocciatore: Sì: una idea formidabile! A me non interessa diventare famoso: questo romanzo è solo un modo per lasciare un po’ di soldi ai miei figli.

Direttore: perplesso I suoi figli?

Scocciatore: Sì, i miei figli. In questi tempi di precariato, non c’è niente di meglio dei diritti d’autore di un bel best-seller.

Direttore: Già capisco… ma il suo non è un best-seller. È una porcheria!

Scocciatore: Sì. Ma, l’ha detto lei, se io fossi famoso questo libro verrebbe pubblicato e venderebbe non poco!

Direttore: Sì, ma lei non è una celebrità!

Scocciatore: Ma posso diventarlo, grazie a lei!

Direttore: Grazie a me?

Scocciatore: È molto semplice: lei acquista i diritti d’esclusiva di questo romanzo per una cifra che, se vuole, le rimborserò. A questo punto scrive ad alcuni amici e colleghi che ha scoperto un romanzo bellissimo, un autentico capolavoro, che stava già per mandare in stampa un milione di copie…

Direttore: Un milione?

Scocciatore: Vogliamo fare dieci? Va bene, dieci milioni di copie, quando ha ricevuto una telefonata…

Direttore: Una telefonata?

Scocciatore: Sì, una telefonata di qualcuno molto in alto, che le ha suggerito, che le ha caldamente consigliato di non pubblicare questo romanzo.

Direttore: Sto iniziando a capire…

Scocciatore: A questo punto, tra un po’ d’anni, diciamo dopo la mia morte, questa casa editrice potrà pubblicare il romanzo. Già vedo i titoli dei giornali: “Finalmente potremo leggere il capolavoro censurato”, “E dagli archivi spunta un libro segreto”, e tutti a chiedersi chi mai avrà ostacolato la pubblicazione del mio libro!

Direttore: Lei ha ragione, è una ottima idea. Un’occasione così non posso perderla! Passerò per un vile, ma la casa editrice guadagnerà un sacco di soldi…

Scocciatore: Non è necessario: volendo può romanza un po’ gli eventi, lasciare un diario nel quale si inventa un po’ di peripezie. I poteri forti non si accontentano che il libro non venga pubblicato, ma vogliono distruggerlo, e lei, dopo notevoli traversie, riesce a impedirlo! Alla fine, potrà persino fare la figura dell’eroe!

Direttore: compiaciuto Un eroe. Sì, mi piace. Senta, le faccio preparare un contratto standard. Io acquisto il suo romanzo per cinquemile euro, le va bene?

Scocciatore: Cinquemila? Non le sembra un po’ poco: voglio dire, se dobbiamo far credere che questo libro sia un capolavoro, dobbiamo fare le cose per bene. Quale autore venderebbe per diecimila euro un capolavoro? Per i soldi, non si preoccupi: io incasso l’assegno e poi le riporto tutta la cifra, fino all’ultimo centesimo: gliel’ho detto, lo faccio per i miei figli…

Direttore: Però se lei ci restituisce i soldi, qualcuno potrebbe accorgersene e smascherare il nostro piano. No no, dia retta a me: facciamo un bel contratto da 50000 euro, e lei si tiene tutto.

Scocciatore: Ne è sicuro?

Direttore: Sicuro, sicuro, non si preoccupi. Vuole un caffè?

Un’ora dopo, nel posteggio della casa editrice, lo Scocciatore parla al cellulare mentre cerca la propria auto.

Scocciatore: Sì, ciao tesoro, sono io. Indovina? Ha abboccato. Sì, è andato tutto bene. 50000: meglio di quanto mi aspettassi. Quando ho tirato fuori la storia dell’eroe non ha capito più nulla.
Allora ci vediamo stasera per festeggiare? Andiamo a cena in quel ristorantino in centro, quello che ti piace tanto? Lo so, volevi andarci alla decima casa editrice truffata e siamo solo a quota sette, ma le cose vanno meglio del previsto… Dai, ti saluto adesso. Ciao.

7 pensieri su “Il capolavoro censurato

  1. galatea: grazie del link.
    Se riesci a guadagnare qualcosa con questo sistema, ricordati di chi ti ha suggerito l’idea!

    capemaster: purtroppo non ho vissuto una esperienza simile a nessuno dei tre personaggi: non ho avuto un aumento di 200 euro per attività extra-lavorative, non ho lo stipendio di un manager e non sono mai riuscito a imbrogliare qualcuno per 50000 euro (e neppure per 50, ad essere sinceri).

  2. @Ivo: Eccellente! Mi hai regalato 10 minuti di assoluta allegria. Grazie!

    @FANEZA: Dissento con vigore. Il libro di De Roberto è un capolavoro. Il film no, ma è assolutamente godibile. Naturalmente, nelle sale italiane è durato il tempo di un amen 🙁 .
    Un cordiale saluto, Fulvio

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