E adesso qualcosa di completamente diverso

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 9 mesi 15 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Non sono eccessivamente preoccupato per le reazioni alla dichiarazione di incostituzionalità del lodo Alfano.
Nel portafoglio ho un biglietto ferroviario, sola andata, per la Svizzera, ma vi assicuro che si tratta di una coincidenza.

Mi stupiscono un po’ le analisi che leggo un po’ ovunque.
In Italia c’è un regime – in Italia non c’è alcun regime. L’Italia è una dittatura – l’Italia non è una dittatura. Populismo – No, democrazia. Plebiscitarismo – Rispetto della volontà popolare. In Italia non c’è libertà di stampa – In Italia la stampa è libera. Eccetera eccetera eccetera.

Tutti concetti applicati, o almeno così mi sembra, come se non vi fosse alcuna possibilità di gradualità: o bianco o nero, o vero o falso, o democrazia o dittatura.
E, soprattutto, come se il regime (nel senso tecnico di forma di governo) italiano dovesse, per forza, ricadere in una delle categorie che la storia ci ha consegnato. Potrebbe anche trattarsi di qualcosa di completamente diverso, qualcosa di difficilmente comprensibile ragionando in termini di populismo, peronismo, plebiscitarismo e così via.

30 pensieri su “E adesso qualcosa di completamente diverso

  1. Tieni conto, caro Ivo, che come diceva il grande Giacomo, tre cose gli uomini non crederanno mai, ma io te ne dico solo una, in aggiunta a quelle da te sapientemente esposte:
    che all’interno di una singola entità possono essere racchiuse contemporaneamente il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, a seconda delle circostanze in cui lo si considera o degli atti o pensieri che attua. Così, per esempio, su questo fatto non posso fare a meno di verificare che vi sono aspetti sottoponibili a critica da entrambe le parti, se poi vi sono due parti e non solo ‘parti’, ognuno con la sua. Chi non riesce a farsi un’opinione per carenze informative o volitive, alla fine ‘è costretto’ dagli eventi, a schierarsi con l’una o con l’altra. Tertium non datur.

    bye

  2. Con la TV e i preti siamo proprio messi male. E poi dalle tue parti ci sono i padani. Da altre parti i mafiosi e i tarantinisti. Insomma siamo una pagina di storia molto interessante per i futuri storici, se non diventiamo un modello esportabile.

  3. Alla fine Berlusconi ha e continua ad avere il consenso popolare. Dunque nessuna dittatura, solo democrazia, con tutti i problemi che questa forma di governo può comportare. Nella Democrazia vige la regola della maggioranza, e se la maggioranza è una maggioranza di stupidi, la stupidità (o lo Stupido) va al potere; come si dice “torto comune fa Tutta Ragione”.
    Io credo che la Democrazia sia una forma di governo assai delicata, che dovrebbe presupporre strumenti per intercettare e inibire sul nascere certe opinioni potenzialmente lesive delle sue stesse istituzioni. Tipo un patentito per andare a votare, che si ottiene solo dopo aver superato un corso annuale di educazione civica. In effetti il meccanismo è lo stesso per la patente di guida: un comportamento automobilistico errato può danneggiare gravemente altre persone, come non paventare l’idea che l’uso sconsiderato del diritto al voto lo potrebbe altrettanto??
    Guarda come siamo finiti! Facciamo ridere.

  4. Zar se davvero pensi che il sistema democratico sia semplicementela dittatura della maggioranza allora Berlusconi ha fatto bene il suo lavoro in questi anni.
    Il voto è soltanto una, minima, parte del sistema democratico e la sua presenza non determina alcuna democrazia. Esistono la divisione dei poteri, la libertà di stampa, una giurisprudenza che faccia di ogni cittadino un portatore di diritti, e poi il voto.
    Esistono società, o sono esistite, in cui sia il voto ma i cittadini non hanno diritti eguali per tutti e non vi è divisione dei poteri: inutile dire che queste ultime non sono democrazie.

  5. @Fabristol: esattamente, penso proprio che Berlusconi abbia fatto bene il suo lavoro in questi anni: narcotizzando le coscienze a suon di calcio e veline. Com’è già stato detto in questo sito: Berlusconi rappresenta il soddisfacimento dei desideri dell’uomo italiano medio.
    Rispetto alla seconda questione che poni: è altrettanto vero quello che dici, una democrazia in cui non tutti hanno gli stessi diritti non è una democrazia. Però, in primo luogo ti prego di notare che la mia proposta era solo di un eguale diritto di tutti di partecipare ad un concorso annuale di educazione civica, al fine di ottenere una patente al voto. In secondo luogo, considera che alla Storia sono passate sotto il nome di Democrazia, forme di governo che di fatto non lo erano (vedi quella ateniese), ma non per questo diremmo che rispetto ad esse non siamo un po’ nostaligici.
    Fabristol, io sono assolutamente un democratico, solo dico che per tutelare la democrazia, è indispensabile un minimo senso civico (o di “giudizi ponderati” Rawls, “preferenze impersonali” Harsanyi, chiamalo come vuoi), che putroppo qui in Italia oggi non si può dar per scontato.

  6. @paopasc: Sventurata la terra in cui si deve dire «O con noi o contro di noi»!

    @Fabristol: Berlusconismo… e quali sono le differenze rispetto al “normale” populismo?

    @Juhan Perfidus: Confido nella non esportabilità

    @marcoz: Sempre meglio gli antropologi che i comici.

    @Zar: La tua proposta è interessante. Potrebbe funzionare anche solo per quanto riguarda gli eletti, senza rilasciare patentini agli elettori.
    In ogni caso, sarebbe un oltraggio al popolo, e quindi irrealizzabile (e potenzialmente pericoloso, del resto non esistono soluzioni non potenzialmente pericolose).

  7. Bè il populismo non presuppone per forza la corruzione o il controllo totale dei tre poteri o l’uso della sessualità per distogliere l’opinione pubblica dai problemi politici. Il Berlusconismo è populismo più controllo totale dei media e delle maggiori aziende italiane, corpo femminile come strumento di abnubilamento delle masse, modello berlusconiano di successo da seguire, corruzione e tante battutine.

  8. @ Ivo: …patente agli eletti… magari a punti…

    Se un ministro della giustizia che ha giurato fedeltà alla costituzione prepara e promulga (in qualità di guardiasigilli) una legge che il poliziotto che lo blocca al semaforo gli contesta di essere passato con il rosso (legge anticostituzionale), una decina di punti non dovrebbero essergli tolti?

    Quindi fuori dal gioco e ripassa al prossimo giro (magari dopo aver sostenuto un test integrativo sulla costituzione)

    Di passaggio, ma le affermazioni dell’on.Bossi non costituiscono (ancora una volta) violazione delle leggi vigenti? E non mi si venga a dire che era nell’esercizio delle funzioni di parlamentare. Minacciare o istigare alla rivolta armata è peggio che corrompere un giudice o evadere le tasse.

    Pochi sorrisi 🙁

  9. Su questo argomento, invero, non desideravo intromettermi, perché oramai, in Italia, quando si assumono posizioni non omologate, si rischia d’essere perlopiù fraintesi.
    Non v’è in corso una lotta tra democrazia e tirannide, dove da una parte sta tutto il bene e dall’altra il male.
    C’è una fazione, guidata da Carlo De Benedetti, che rappresenta, tramite Mediobanca, le trecento famiglie storiche, Vaticano incluso, detentrici del 75% circa del patrimonio mobiliare e immobiliare italiano. Dall’altra, ci sono dei capitalisti di nuova generazione, dei parvenues, dei finanzieri rampanti, di molto pochi scrupoli, probabilmente collusi addirittura con la criminalità organizzata di cui si prestano a riciclare i proventi, non accetti nel salotto buono ma avidi d’impadronirsi del potere sostanziale ancora saldamente nelle mani dell’altro gruppo e che hanno come loro referente Silvio Berlusconi.
    La guerra è tra questi due gruppi finanziari e si svolge senza alcuna esclusione di colpi; per cui tutto è possibile, anche l’improbabile.
    Democrazia, giustizia, libertà, eguaglianza, e quant’altro, sono solo dei vuoti simulacri di ciò che dovrebbero essere, utilizzati ora dall’una, ora dall’altra parte, a seconda della convenienza, per prevalere sull’avversario.
    Personalmente, non tifo per nessuno di loro.

  10. @ lector: …ma davvero??? 😉 Chi avrebbe mai immaginato tutto ciò 😉 😉

    La cosa però che non comprendo è se è tutto soltanto un vuoto simulacro, anche te stesso o sei schierato da una parte o dall’altra o sei il nulla.

    Io non solo non tifo né per mediobanca (dove mi sembra che il SB abbia messo già le mani) né per l’opposta fazione di finanzieri, ma non mi riconosco in nessuna delle due bande.

    Da inguaribile pessimista vedo però un rischio, cioé che il mondo vero (nel senso di tutti gli altri) sia in grado di sopravvivergli, in fin dei conti tutti i grandi imperi della storia sono caduti (persino il persiano, il cinese, il terzo reich e l’inglese) quindi cerco di “parteggiare” per la sopravvivenza e per una evoluzione della cultura della libertà, che con le dovute eccezioni, rende a mio immodesto modo di vedere la nostra epoca (nel senso degli ultimi 200 anni) più democratica delle precedenti.

    Sempre meno sorrisi 🙁

  11. @lector: Analisi interessante.
    Non dico il tifo – ma almeno augurarsi che “vinca” la fazione che fa meno danni, no?

    @Zar: I filosofi? Come Buttiglione e Pera?

  12. @–>Ivo
    Se si fosse nel secondo quarto del sedicesimo secolo, tu staresti con Carlo V o con Francesco I? Preferiresti essere sgozzato dai lanzichenecchi o impalato dalla cavalleria francese? Mutano i protagonisti, ma le trame, purtroppo, rimangono sempre le stesse. Non è benaltrismo, è stanchezza ….

    @–>il più Cattivo
    Non ho compreso se la tua domanda fosse retorica o effettivamente rivolta a me. In ogni caso, vale la stessa considerazione che ho espresso a Ivo.

  13. Oggi dire che uno è “antidemocratico” equivale a un insulto. Per me, semplicemente, la democrazia parlamentare è uno (credo il milgiore) degli n sistemi di governo possibili. Ne esistono altri (monarchia, aristocrazia, oligarchia, …) tutti con pro e contro.

    In teoria, e spero che nessuno sobbalzi, un sistema oligarchico potrebbe anche essere preferibile: per esempio, uno stato governato da scienziati e premi Nobel *non* eletti dal popolo avrebbe verosimilmente delle leggi migliori di quelli di un paese democratico (c’è qualcuno che è davvero soddisfatto dei nostri politici, a destra come a sinistra?).

    Il “problemino”, però, è dicidere su quali siano i criteri per formare questa ologarchia. “Io”, direbbe il papa. “Io”, direbbe Odifreddi. “Io”, direbbe Pera. Eccetera.

    In definitiva, mi pare che la democrazia, con tutti i suoi limiti (non dimentichiamo che Hitler e Mussolini sono andati al potere con il largo consenso dell’opinione pubblica), sia in pratica il migliore dei sistemi di governo possibile; le alternative mi sembrano tutte di gran lunga peggiori.

  14. @ Lorenzo Caro Lorenzo, Nietzsche credeva che la Democrazia fosse auspicabile solo come forma di governo provvisoria, perfetta per ristabilire la legalità dopo la barbarie di una tirannide o una dittatura,una sorta di “quarantena”, ma che tuttavia avrebbe dovuto essere superata da una forma di governo migliore. Forse come te e come me, egli pensava ad una oligarchia, anzi lo pensava senz’altro, nella quale le più eccellenti menti del paese si arrogano l’onere (non l’onore) di governare.
    La democrazia ateniese di fatto era una oligarchia, e infatti funzionava egregiamente direi (un po’ colonialista se vuoi, ma questa è un’altra storia…)
    Per quanto riguarda i tre nomi che fai tu, bhè ovviamente se fossimo costretti a scegliere, noi tutti qui sceglieremmo Odiffredi.

    P.S: a proposito del Berlusconismo e degli svantaggi della democrazia mi permetto di consigliare la visione del bellissimo “VIDEOCRACY” di Ghedini: agghiacciante. (vi giro il torrent?)

  15. “Forse come te e come me, egli pensava ad una oligarchia, anzi lo pensava senz’altro, nella quale le più eccellenti menti del paese si arrogano l’onere (non l’onore) di governare.”
    Eh, no, ragazzi: non ci siamo mica, neh!
    Chiunque si arroghi il diritto di chiamarsi migliore degli altri, nasconde in nuce un tiranno. Berlusconi docet. Purtroppo, quello che auspicate, sembrerebbe coincidere con l’ideale arrogante dei vertici del PD, i nuovi optimates, che proprio per questo hanno perso completamente il contatto con la gente vera, quella reale che non s’identifica proprio con la sua rappresentazione, come risultante dai sondaggi della Doxa.

  16. Per Zar. E’ da un po’ di tempo che rifletto su queste cose (democrazia vs. tirannide, religione vs. ateismo) e sono orientato verso una conclusione di questo tipo: scegliere un sistema di governo invece di un altro (oppure una religione -o nessuna religione- invece di un’altra) ha carattere, in definitiva, postulatorio.

    In poche parole, non esiste una dimostrazione della superiorità della democrazia sull’oligarchia (o dell’ateismo sulla religione). Mentre, per esempio, esistono dimostrazioni dell’infinità dei numeri primi, o prove sperimentali dell’inconsistenza del sistema tolemaico.

    Uno può benissimo dire che, dal momento che gli uomini *non* sono tutti uguali (sono diversi per intelligenza, capacità, al limite anche forza), un sistema *non* democratico sia quello migliore.

    Certo, poi si tratta di fornire argomenti contro questa posizione (e questi argomenti non mancano, e possono aiutare a scegliere un sistema piuttosto che un altro). Ma la scelta finale è, in ultima analisi, libera.

    Ciao.

  17. @ Lorenzo: scrivi:

    In poche parole, non esiste una dimostrazione della superiorità della democrazia sull’oligarchia (o dell’ateismo sulla religione).

    Io ti propongo un metodo per il quale ritengo che possa essere espressa una valutazione “scientifica”. E’ il metodo degli ultimi .

    Tra l’essere l’ultimo in una tirannia o in una democrazia cosa sceglieresti?

    Qualche accenno di sorriso

  18. @Lector la “gente vera, reale”, come la chiami tu, è la stessa che ha votato per Berlusconi, e che ha ridotto l’Italia ad un cumulo di macerie. Quelli del PD manifestano il loro disappunto rispetto ai vertici, proprio perchè, al contrario, non c’è una leadership forte e solida.
    Inoltre l’equivalenza che fai tra optimate e tirannide non la cocepisco come necessaria: l’oligarchia ateniese guidata da alcuni optimates non era affatto una tirannide, il leninismo prevedeva una discesca del comunismo dall’alto, dall’elite intellettuale.
    @Lorenzo Hai ragione. Ma io volevo seplicemente portarvi a dire questo: democrazia sì, a patto che tutti abbiano un minimo di livello culturale, di educazione, di istruzione. Altrimenti una maggioranza di stolti, può decidere democraticamente di eleggere un Presidente Fanciullo (il fanciullo eracliteo che gioca coi mondi), la cui irreponsabilità può distruggere la democrazia stessa.
    @il più cattivo il metodo degli “ultimi” più che scientifico, è intuitivo. Per rimanere lì, ti chiedo: preferiresti essere l’ultimo in un’oligarchia illuminata (come quella ateniese ancora) o l’ultimo in una democrazia come quella italiana di oggi? Vedi bene che la risposta non è già più così scontata.

  19. @–>Zar
    “la “gente vera, reale”, come la chiami tu, è la stessa che ha votato per Berlusconi”
    La uccidiamo? 😉

  20. @–>Zar
    Moi? Ma chi sono io per pretendere d’insegnare qualcosa a qualcuno? E’ già molto se riesco in qualche modo a badare a me stesso. 🙂

  21. Lector Sei solo qualcuno che ha avuto la fortuna di potersi fare alcune domande significative, tipo “Moi? Ma chi sono io per pretendere d’insegnare qualcosa a qualcuno?”. Potresti insegnare questo.
    Il punto è che l’elettorato di Berlusconi non è nemmeno solito porsi quel tipo di domanda, anzi forse alcuna domanda. Non so se mi sono spiegato. Qualsiasi obiezione tu possa fare ad una sorta di “paternalismo” (argomento di cui abbiamo già discusso) virtuoso, nei termini del “chi controllo i controllori” eccettera eccettera, permette già di identificarti come “pater” e come “controllore”.

  22. No Zar, ti ringrazio per la stima che mi accordi “al buio”, ma purtroppo la questione non è così semplice. Nel corso della mia vita ho visto troppe persone che “prima” sembravano a postissimo, venir “poi” pervase da una sorta di “delirio d’onnipotenza”, perché magari erano divenute presidenti della bocciofila di quartiere. Non sarei sicuro neppure di me stesso, sul fatto di essere totalmente immune alle tentazioni del potere; figurati riguardo agli altri.

  23. Ehì, Io sono presidente di una bocciofila. E ti assicuro che non è facile!!!!!!!!!!!!! Bisogna avere un centro profilo morale e certe capacità gestionali….
    Scherzo Lector. Ovviamente hai ragione su questo punto.

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