Duemiladodici

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 1 mese 27 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Quando ero ragazzo, nel nostro gruppetto di amici estivi spesso si diceva “accadrà nel 2012” per rimarcare l’improbabilità di alcuni eventi. La caustica risposta era sempre lì, pronta ad accogliere i tuoi desideri, speranze e buoni propositi. “Vedrai che prima o poi ci mettiamo insieme!” “Sì, nel 2012”; “Ieri sera in discoteca non ho concluso niente, ma vedrai che la prossima volta…” “Sì, nel 2012”; “Quest’anno ho rischiato, meglio che mi metta a studiare.” “Sì, nel 2012”; e così via.
Dubito che tra le mia amicizie di allora ci fossero aspiranti archeologi conoscitori del calendario maya e della fine del lungo computo: il 2012 sarà stata scelto così, un po’ per caso, un po’ perché duemiladodici suona bene.

Qualche giorno fa, in libreria, mi è caduto l’occhio sul libro di Roberto Giacobbo 2012. La fine del mondo?, titolo che ovviamente ho letto pensando ai dialoghi della mia giovinezza “Ci sarà la fine del mondo!” “Sì, certo, nel 2012”.
Apro il libro e mi imbatto nella seguente frase:1

tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta del XX secolo, nell’atmosfera terrestre ha improvvisamente fatto la sua comparsa una presenza inedita: un numero sempre crescente di particelle di luce dette fotoni

Improvvisamente capisco perché, per riferirsi al passato, si utilizza il termine “secoli bui”: prima degli anni Settanta non esisteva la luce. Curioso che mio padre , nato prima del 1960, non me ne abbia mai parlato: deve far parte di un qualche complotto per celare a noi giovani la verità sulla fine del mondo.

Oggi ho scoperto che le profezie sulla fine del mondo il 21 dicembre 2012  hanno ispirato il registra specializzato in cataclismi Roland Emmerich.2 A novembre arriverà nelle sale 2012. Il trailer promette molto male:

Mentre lo vedevo pensavo agli studiosi di storia del 3000. Guardando il film di Emmerich e leggendo il libro di Giacobbo che idea si faranno di noi, uomini di inizio terzo millennio?
Ignoranti e superstiziosi.

La cosa tragica è che potrebbero non avere tutti i torti.

  1. Non sono stato il solo a imbattermi in questa affermazione []
  2. Roland Emmerich non solo è il regista di Independence DayThe Day After Tomorrow, ma anche il regista che si vanta di aver diretto questi due film. []

9 pensieri su “Duemiladodici

  1. Mentre lo vedevo pensavo agli studiosi di storia del 3000. Guardando il film di Emmerich e leggendo il libro di Giacobbo che idea si faranno di noi, uomini di inizio terzo millennio?
    Ignoranti e superstiziosi.

    Speriamo che leggano anche il libro di Dario Bressanini (se non sbaglio in uscita a ottobre)* e vedano The Genius of Charles Darwin di Richard Dawkins… (questo nell’ipotesi ottimista che nel 3000 siano messi meglio di ora, ti immagini una comunità scientifica costituita prevalentemente da tanti Giacobbo? argh…)

    *So che non dovrei dare giudizi a priori su un libro che non è ancora uscito, ma basandomi su quanto ha prodotto sul suo blog l’autore, mi aspetto qualcosa di molto interessante 🙂

  2. Io penso che i libri di Giacobbo potrebbero essere aggiunti alla Bibbia. Contengono profezie di catastrofi, sono incredibili e misteriosi. E inaffidabili ma il nostro non ha dubbi, come un profeta che si rispetti.
    (A dire tutta la verità non ho mai letto un libro di Giacobbo, immagino siano come le sue trasmissioni. Ahem, non ho visto nemmeno quelle, solo qualche pezzettino, spero rappresentativo).
    Per quanto riguarda il 2012 da piccolo all’asilo avevamo il numero venti-dodici, era grandissimo!

  3. Mi sembra che il vero problema del film di Eymerich è che l’eroe sia John Cusack, il quale, indipendentemente dal film che recita, ha sempre su quella faccia un po’ così di chi pensa a quale canzone meglio rappresenti il dolore che prova per l’ultima ragazza che lo ha lasciato.
    Oltretutto si conferma la regola per cui in un disaster movie USA le due prime cose che vengono distrutte/invase/allagate sono gli Champ de Mars e piazza San Pietro.

    Comunque questa cosa che nel 2012 c’è la fine del mondo l’ho letta da piccina sulle cose dei Maya e mi è piaciuta tantissimo, trovo ingiusto da parte tua togliermi questa certezza.

  4. Ragazzi non parlate male di Giacobbo, Egli è un vero scienziato e profeta. Infatti la sua è una previsione falsificabile; basta aspettare il 2013 per avere la prova sperimentale. L’ironia è che se fosse corretta, non esisteremmo per attribuirgliene il merito. Ha fatto la scommessa perdente. E’ molto meglio la mia di previsione:

    Nel 2010 il mondo non finirà.

    Almeno non avrò lo scotto della smentita.

    (ne ho formulate di analoghe per gli anni dal 2010 al 2020 e sto lavorando ad altre decadi; mi aspetto dei riconoscimenti per tutto questo lavoro).

  5. @FilosofoPortatile: Sì, speriamo che leggano e vedano anche quelli. E speriamo che non diano una occhiata al numero di lettori / spettatori, perché dubito che Bressanini e Dawkins facciano i numeri di Giacobbo e Emmerich.

    @juhan: Fai come me: vai in libreria, prendi il libro e te lo sfogli un po’. Cercando di non ridere (o piangere) per quello che leggi.

    @meristemi: È una idea. Il risultato, però, mi fa un po’ paura…

    @Irene: Mi spiace averti tolto una certezza ma, parafrasando Bogart: è la filosofia, bellezza! 😉

    @tomate: Sempre che non esista un al di là. Pensa: ritrovarsi all’inferno con Giacobbo che viene a trovarti e ti dice, in continuazione, “l’avevo detto, io!”.

  6. cari amici nel mondo esistono da sempre i furbi e i fessi, i primi riescono a fare i soldi giocando sulla poca intelligenza degli ultimi, e cosi’ sulla bufala del 2012 si fanno libri, film, programmi e dibattiti,
    i furbi si arricchiscono e i fessi, ahime’, sono sempre pronti ad alzare la testa “in attesa delle mucche volanti”.

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