Universalmente locale

closeQuesto articolo è stato pubblicato 11 anni 7 mesi fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

È in edicola Left, la nuova rivista settimanale nata dalle “ceneri” di Avvenimenti, settimanale dell’Altritalia.
Nel primo numero è possibile leggere due interessanti interventi sui diritti umani. Il primo, indicato con pro, è di Carlo Garbagnati, vicepresidente di Emergency; il secondo, indicato con contro, è invece di Franco Cardini, docente di Storia presso l’Università di Firenze.

Left AvvenimentiGarbagnati inizia con un po’ di storia: il 10 dicembre 1948 le Nazioni Unite adottano la famosa Dichiarazione universale dei diritti umani. L’approvazione non avvenne all’unanimità: alcuni paesi, otto per la precisione, si astennero: alcuni paesi del blocco sovietico per l’assenza di diritti sociali ed economici, mentre alcuni paesi musulmani sentivano la dichiarazione lontana dalla loro tradizione e cultura.
L’universalità dei diritti umani risulterebbe quindi limitata al solo occidente, al percorso culturale europeo, e concepire la non condivisione di questo percorso come una arretratezza o una mancanza rischia, chiaramente, di vanificare il valore dei diritti umani. L’invito di Garbagnati è quindi di pensare all’universalità dei principi insieme al loro non poter essere assoluti.

L’intervento di Cardini si muove nella stessa direzione: il concetto stesso di diritto umano è possibile solo se vi è il diritto, che nasce nell’antica Roma, e l’autonomia e libertà dell’uomo, altra concezione radicata nel secolare percorso dell’occidente.
Dimenticando questo orizzonte di significato, il concetto di diritti umani universali rischia di diventare semplice instrumentum regni, stratagemma con il quale dominare l’altro. Cardini propone di affiancare al principio di uguaglianza un principio di differenza: abbandonare la astratta natura umana universale in favore della concreta realtà dell’uomo. Compito difficile.

Nonostante il settimanale impieghi le due etichette di favorevole e contrario, nessuno dei due interventi è contrario ai diritti universali dell’uomo; d’altra parte non vi è neppure una acritica fiducia in essi: non se ne tacciono limiti e pericoli. Un ottimo esercizio di pensiero critico.

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