Ottimismo e pessimismo

closeQuesto articolo è stato pubblicato 11 anni 2 mesi 15 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Come tramonta, l’Occidente? Non certo attraverso una contrapposizione di eserciti (perché noi occidentali siamo i più forti), quanto attraverso operazioni terroristiche. Israele muove uno degli eserciti più attrezzati del mondo, contro la povertà più disperata del mondo, quella palestinese. Eppure l’uno si trova nelle mani dell’altro da cinquant’anni, senza riuscire a cavare un ragno dal buco! La sanguinosa storia d’Israele e dei palestinesi ci sta dunque raccontando il futuro: o siamo capaci di leggerlo, o faremo diventare mondiale quello che, per ora, è solamente un conflitto locale.

Umberto Galimberti, “Terrorismo, Guerra santa e scontro di civiltà” in La lampada di psiche, Casagrande Editore, 2001

Umberto Galimberti è sostanzialmente un pessimista: le sue previsioni sono cupe, quasi apocalittiche. Pessimismo della ragione, al quale andrebbe sempre affiancato l’ottimismo della volontà.
Nella speranza che, dei due, non sia il secondo a rivelarsi illusione.

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