L’Uruguay sfida il papa o il papa sfida l’Uruguay?

closeQuesto articolo è stato pubblicato 5 anni 1 mese 23 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

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La notizia su laStampa.it è che in Uruguay c’è un primo sì alla marijuana legale.

L’articolo, in realtà, è abbastanza confuso, perché si dice che non si vuole legalizzare la droga, ma solo regolare la produzione e la distribuzione: significa forse che sarà possibile coltivare e vendere marijuana ma non fumarla? Boh, nel testo non si spiega e il giornalista che ha inserito questa notizia non si è preoccupato più di tanto.
Comunque, il titolo in Homepage è: “L’Uruguay vota sì alla cannabis di Stato”. Perché “cannabis di Stato”? Dal quel (poco) che se ne capisce, lo Stato regolerebbe produzione e commercio, non li gestirebbe. Se l’Uruguay avrà la cannabis di Stato, noi abbiamo già il cappuccino di Stato, visto che ci sono leggi sugli esercizi pubblici…

Il meglio, però, è l’articolo correlato: IL CASA (che immagino sia IL CASO). “La sfida alle parole di Papa Francesco”.
In effetto il papa, durante la sua recente visita in Brasile, aveva affermato di essere contrario alla legalizzazione delle droghe. Ora, o questa proposta di legge è stata presentata dopo che il papa ha detto le cose che ha detto, oppure non è l’Uruguay che sta sfidando le parole del papa, ma il papa che con le sue parole ha sfidato il parlamento dell’Uruguay. E, almeno per ora, ha perso.

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