L’immortalità è in un bunker anti-atomico (Svizzero, ovviamente)

closeQuesto articolo è stato pubblicato 7 anni 9 mesi fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Oggi ho scoperto l’esistenza della Swiss DNA Bank.
Dalle FAQ del sito:

Swiss DNA Bank è un servizio on-line di raccolta e conservazioni dati personali digitali e biologici (DNA). All’interno della tua pagina web sicura personale potrai raccogliere le tue memorie, i tuoi file, le foto e i video. Un sistema di sicurezza a livello bancario garantisce totale privacy. Assieme alle tue memorie puoi custodire nei nostri bunker anti-atomici un tuo campione di DNA.

Quello che garantiscono, a prezzi neppure troppo elevati, è di conservare virtualmente in eterno i miei ricordi (la mia anima) e il mio DNA (il mio corpo), garantendomi, in un certo senso, l’immortalità (per la resurrezione è ancora prematuro, ma non si può avere tutto).

Come primo commento, mi sembrano abbracciare un approccio un po’ troppo deterministico. Intuitivamente, sono convinto che la mia identità sia qualcosa di più dei miei ricordi e del mio codice genetico. Scientificamente, pur non essendo un esperto, sono abbastanza sicuro che queste informazioni non siano sufficienti a creare un altro me stesso in un lontano futuro: nello sviluppo di un essere umano intervengono fattori non riconducibili a dna e che non lasciano traccia nella memoria; fattori, in un certo senso, irripetibili.

In secondo luogo: cosa diavolo se ne potrebbero fare, i miei discendenti, del DNA di un loro lontano avo?

23 pensieri su “L’immortalità è in un bunker anti-atomico (Svizzero, ovviamente)

  1. A parte che fa davvero figo dire: ” ho messo il mio dna al sicuro”, credo che la Swiss Dna Bank in realtà non serva ai tuoi discendenti quanto a te stesso: nutrimento supremo dell’ego. Sono, sono stato, sarò così necessario e indispensabile che è inaudito che tanta magnificenza vada persa… ecco che la Swiss dna Bank giunge in soccorso e i miei ricordi e il mio dna saranno al sicuro per sempre… identità e personalità sono dettagli trascurabili se come scrivono nel sito: ‘custodire un campione di DNA è come memorizzare la ricetta del vostro corpo’…

  2. Con il DNA potrebbero clonarti e far crescere un qualcosa di molto simile (ma non _identico_, comunque con diversita’ irrelavanti diciamo), fisicamente e fisiologicamente, a cio’ che sei adesso. Se ti facessero fare uno sviluppo fetale e di primissima infanzia normale, senza scossoni, il tuo clone non dovrebbe essere poi molto differente da come eri tu da feto e da neonato.

    Il problema sorgerebbe crescendo. Con le esperienze, si formerebbe una persona sicuramente differente da come sei tu, ma probabilmente simile a come saresti stato tu nascendo in quello stesso posto, in quello stesso tempo.

    Il clone, ad un certo punto, diverebbe abbastanza grande da essere istruito riguardo la motivazione della sua nascita, cioe’ la “reincarnazione” di un tale che ha messo il DNA in banca. Le reazioni potrebbero essere le piu’ disparate, ma poniamo il caso che il tuo clone voglia prendere a cuore la questione e tentare di proseguire la tua vita con la sua, da dove tu la hai lasciata.

    Basterebbe avere la registrazione video/audio/testo/altro della tua vita? Non credo proprio. Tu sei laureato in filosofia, e se lui fosse cresciuto come ballerino professionista? O come pugile, o come ingegnere, o tutte queste cose insieme.

    Risulta ben chiaro che se ad esempio tu lasciassi nella “TODO LIST” del futuro clone, ad esempio, il completamento di un’opera magna di filosofia della mente, il tuo povero clone non saprebbe dove mettere le mani. O potrebbe non volercele mettere.

    Insomma, mi sembra una boiata per far soldi su qualche romantico/egocentrico/ignorantericcone, fregandosene di essere coerenti. Piuttosto, che mi diano la ricetta dell’immortalita’ vera: al contrario di lector, io di vite ne vorrei infinite 😉

    O meglio, una sola ma infinita 😛

  3. @—>koteko
    Probabilmente perché sei giovane e non provi l’effetto del deja vue (deja vu?) per ogni cosa che vedi, senti, dici, provi … ho tanta stanchezza sulle spalle … 😉

  4. Di soldi su questi argomenti mi sembra che se spellino già molti. Mi sembra di ricordare che in una strana costruzione all’angolo ci sia un tizio che la domenica mette un drappo bianco sull’abito nero e per un po’ di attenzione e qualche soldo (molti, molti soldi) ti promette nientemeno che proprio la vita eterna. Secondo me anche nel vostro quartiere ne potreste trovare qualcuno. Chissà se tra di loro si conoscono? Magari hanno studiato insieme.

    Un Sorriso

  5. “cosa diavolo se ne potrebbero fare, i miei
    discendenti, del DNA di un loro lontano avo?”

    non ne ho una vaga idea ma non dire a berlusconi di questo servizio: ho comunque paura delle conseguenze!!!!
    un saluto

  6. @Tommy David: Dici che ci sono in giro feticisti del dna?

    @marimari: In effetti, il mio ego sarebbe molto nutrito dall’idea di avere dna e ricordi in un bunker. Quasi quasi lo faccio.

    @alex: Sì, le leggo. Ma questa mi era sfuggita (o l’avevo rimossa, chissà).

    @lector: Cosa scriverai, sulla tomba: «per favore non clonare»? 😉

    @koteko: Se non sbaglio (e ci sono elevate probabilità che mi sbagli), durante lo sviluppo avvengono diversi processi casuali, per cui anche partendo dallo stesso dna l’aspetto fisico potrebbe essere diverso…

    @Tupaia: Non sono neppure moltissimi soldi (e mi sembra una offerta anche economica, prendendola per quello che è: storage online eterno ultra-sicuro).
    Tra l’altro: quando a lungo si conserva un campione di dna?

    @il più Cattivo: Questa banca mi sembra più affidabile.

    @troubledsleeper: Credo che Berlusconi cerchi (abbia ottenuto?) l’immortalità quella vera. Un po’ come Andreotti.

  7. @Ivo: assolutamente vero quello che dici, ma secondo me “abbastanza simili” almeno fisicamente e, quasi del tutto, fisiologicamente (assolutamente non psicologicamente, e ad esempio neanche da un punto di vista immunologico).

    La dimostrazione la danno i gemelli monozigoti. Succede che gemelli separati alla nascita diventino persone decisamente diverse, e/o che abbiano allergie differenti, etc. Questo per il reciproco e continuo feedback della natura sul nostro corpo, e per la sua intrinseca adattativita’ durante la vita.

    Ma rimane il fatto che, a un esame superificiale, due gemelli omozigoti anche separati alla nascita, vestiti, pettinati e fotografati nella stessa posa sarebbero irriconoscibili (escludendo chiaramente incidenti o lesioni). Poi si possono fare tutta una serie di test biologici che li sgamerebbero. Ma anche le rispettive madri de facto, sicuramente, li riconoscerebbero.

    Modi di sorridere, di parlare, di muoversi, dipendenti dalla costruzione della personalita’, probabilmente (ma non necessariamente) sarebbero diversi.

    Pero’ oggettivamente, ritornando alla banca DNA, al clone prendere l’album delle foto del suo “originale possessore di DNA” e compararle con la propria immagine alla specchio dovrebbe fargli sicuramente impressione 😛

    scusate la lunghezza, sono patologicamente logorroico :X

  8. @Koteko: Ti suggerirei di buttare un’occhiata su un libro che tratta diffusamente l’argomento: Tabula Rasa” di S.Pinker

    Riguardo la capacità di identificare gemelli omozigoti mi sembri un po’ troppo “semplificativo”

    @Ivo: Eh???? 😉 Esistono banche di cui ci si può fidare???? 🙁
    Ma dai!!! E magari esistono anche creazionisti disposti a portare prove !!!
    😎 😀

    Un Sorriso

  9. Allora meglio farsi ibernare, in attesa che scoprano il modo di riportarti in vita.
    Quantunque riescano a creare un tuo clone in tutto e per tutto simile a te, è comunque un’altra persona, non sei tu, è come un tuo figlio.
    Quella creatura non proverà mai il continuum richiesto per essere una tua continuazione della vita.
    Se voglio farmi ricordare con i miei “ricordi” li pubblico a pagamento o li schiaffo su internet, costa ancora meno.

  10. @Paopasc: Grande… sentivo la tua mancanza…. Però mi permetterai che l’amore nei confronti dei figli (non sempre ovviamente, c’è chi vi giura suall testa sapendo di mentire… evidentemente non è superstizioso) può essere ancora più grande del desiderio di auto-conservazione….

    Un Sorriso

    P.S: Un figlio ha il 50% del tuo genoma…..

  11. @il piu’ cattivo: grazie, me lo sono segnato 😉 sembra molto vicino alle mie idee in materia, quindi sara’ una lettura piacevole.

    Per quanto riguarda i gemelli, mi sembrava una posizione piuttosto condivisibile, ancorche’ semplificata (per ovvi motivi, non ho il dono della sintesi e i commenti di un blog diventano velocemente illeggibili :).

    Ho conosciuto gemelli omozigoti, e all’inizio avevo grosse difficolta’ a distinguirli. Con il tempo queste difficolta’ sono diminuite, e ho saputo che era cosi’ anche a casa. Ma quando conoscevano gente nuova, mi divertivo ad osservare che quasi sempre la difficolta’ iniziale era enorme 😉

  12. Io sono stato fidanzato con “una” gemella omozigota. Se mi credi ti posso confidare che non sarei stato in grado di confonderle mai. E sempre se mi concedi un minimo di margine ti posso dire che le tematiche della “comunanza” erano in lei particolarmente sentite.

    Riguardo le posizioni del Pinker, ti rovino la sorpresa anticipandoti (ma mi sembra di ricordare che lo esponga già nelle prime pagine) che l’esito degli studi dai lui citati sono relativi al fatto che quelli separati dall’infanzia (sembra che sia un dato sufficientemente ampio da determinarne validità statistica) siano più simili in “vecchiaia” o comunque in maturità quando, sempre secondo gli studi da lui citati, l’effetto della “cultura” diventa minoritario. Pinker si concentra principalmente su questioni “attitudinali” piuttosto che su questioni “di somiglianza”. In tal proposito aggiungerei che la capacità di distinguere individui è legata ad un insieme di fattori tra cui certamente la “prossimità” non è l’ultimo. Per chi non li frequenta “gli asiatici” piuttosto che “gli africani” possono sembrare quasi tutti ugauli… Ma qui mi fermo perchè non vorrei entrare in argomenti che finiscono per trattare temi di ben altra portata….
    Un Sorriso

  13. Felice di avere un esempio alternativo. Pero’ il fatto che fosse la tua ragazza, forse, ti metteva nella condizione di non essere un “osservatore superficiale”. Infatti anche io, pur non avendo un rapporto vicinissimo con i due gemelli, ho imparato a riconoscerli (e, cosa ancora piu’ importante, non solo razionalmente, ma istintivamente). Pero’ all’inizio, io come tutti, avevo difficolta’ (quando si vestivano uguali) 😛

    Per curiosita’, ti e’ mai capitato di confonderle, i primissimi tempi in cui le hai conosciute? Chiaramente se si vestivano diversamente, o erano molto diverse caratterialmente, il discorso cambia 🙂

    La mia “tesi”, per chiarire e tornare al cuore del discorso, e’ questa:

    – il clone sarebbe, in media e ad un’analisi superficiale, molto simile all’originale.

    – analizzando i cloni di milioni di persone, e in particolare gli “scarti dalla media”, sarebbe possibile notare anche grandi variazioni, e un grandissimo numero di “piccole variazioni”, e tutte queste a livello somatico e/o psicologico e/o immunitario e/o fisiologico etc.

    Questo perche’, dalla formazione dell’embrione in poi, avvengono tutta una serie di processi sensibili all’ambiente (uno fra tutti, la carenza di acido folico nell’alimentazione della madre causa spesso gravi patologie del tubo neurale), non ancora del tutto chiari, che incidono piu’ o meno pesantemente su come sara’ il futuro essere umano.

    Tuttavia questa e’ la mia opinione, non sono esperto del settore, sto facendo giusto uno studio di base in psicobiologia dello sviluppo. Questo testo in particolare analizza “bene” (ricercatrice autorevole, bibliografia molto nutrita, ma un po’ datato) la questione dell’influenza sullo sviluppo neurobiologico di feto e bambino:

    http://www.ibs.it/code/9788843014118/giovanelli-giuliana/prenascere-nascere-rinascere.html

    Ma mi rendo conto che tutto questo l’ho scritto solo per amor di dialettica, purtroppo le mie conoscenze scientifiche in materia si fermano qui 🙂

    Per caso hai altri validi testi sull’ontogenesi, in particolare, di gemelli omozigoti?

    Ciao e grazie per lo scambio proficuo di idee 🙂

  14. @Il più cattivo: Fidare è una parola grossa, ne convengo, ma tra un banchiere che si propone di custodire i tuoi soldi con un basso tasso d’interesse e un sacerdote che si premura di custodire la tua anima in cambio della vita eterna… io mi fido più del primo che del secondo!

    @paopasc: Un clone è un’altra persona… anche se… piccolo esperimento mentale: se la convincessimo, mediante pesanti condizionamenti psicologici, di essere non un semplice clone, ma la reincarnazione dell’ormai defunto originale, sarebbe ancora un’altra persona?

    @koteko: Hai innestato una discussione molto interessante, e con un paio di consigli librari molto interessanti. Grazie.

  15. @Ivo: dopo la tua risposta al caro paopasc non posso esimermi: Domanda:
    Quando o in quali condizioni si può essere la stessa persona?

    Un Sorriso

    A proposito della questione di prima, se quegli strani individui sono interessati soltanto alle anime potrebbero lasciare in pace i nostri soldi…

  16. @ Ivo: Ovviamente puoi, ma non te lo perdonerei mai…. E’ uno dei temi che mi appassionano di più dal tempo della lettura de “l’io della mente” del magico duo Dennett-Hofstadter

    Un Sorriso (decisamente deluso)

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