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Struldbrug

Dopo varie vicissitudini che non stiamo qui a ripercorrere, Lemuel Gulliver si trova nel paese di Luggnagg, dove gli abitanti del luogo gli raccontano degli Struldbrugs o immortali: esseri che, per qualche misterioso motivo, non possono morire.
Gulliver si lascia affascinare dall’esistenza di questi uomini immortali e si dilunga in un dettagliato elenco di cose che farebbe, se solo gli fosse toccato il privilegio di nascere immortale.
Questa la risposta di un abitante di Luggnagg:1 Continua la lettura di Struldbrug

  1. Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, Parte terza, capitolo X []

L’immortalità è in un bunker anti-atomico (Svizzero, ovviamente)

Oggi ho scoperto l’esistenza della Swiss DNA Bank.
Dalle FAQ del sito:

Swiss DNA Bank è un servizio on-line di raccolta e conservazioni dati personali digitali e biologici (DNA). All’interno della tua pagina web sicura personale potrai raccogliere le tue memorie, i tuoi file, le foto e i video. Un sistema di sicurezza a livello bancario garantisce totale privacy. Assieme alle tue memorie puoi custodire nei nostri bunker anti-atomici un tuo campione di DNA.

Quello che garantiscono, a prezzi neppure troppo elevati, è di conservare virtualmente in eterno i miei ricordi (la mia anima) e il mio DNA (il mio corpo), garantendomi, in un certo senso, l’immortalità (per la resurrezione è ancora prematuro, ma non si può avere tutto).

Come primo commento, mi sembrano abbracciare un approccio un po’ troppo deterministico. Intuitivamente, sono convinto che la mia identità sia qualcosa di più dei miei ricordi e del mio codice genetico. Scientificamente, pur non essendo un esperto, sono abbastanza sicuro che queste informazioni non siano sufficienti a creare un altro me stesso in un lontano futuro: nello sviluppo di un essere umano intervengono fattori non riconducibili a dna e che non lasciano traccia nella memoria; fattori, in un certo senso, irripetibili.

In secondo luogo: cosa diavolo se ne potrebbero fare, i miei discendenti, del DNA di un loro lontano avo?

Immortalità

Nel leggere questa intervista a Laura Boffi sull’immortalità e la possibilità di registrare tutta l’esperienza di un individuo, non posso fare a meno di pensare a Woody Allen:

Non voglio raggiungere l’immortalità con le mie opere. Voglio raggiungerla non morendo.

Immortalità a parte, l’idea di ricorrere a dei sensori microscopici, la smart dust, per registrare informazioni sulle nostre esperienze e sensazioni è molto interessante, e non solo per studiare strani marchingegni in grado di aiutare l’elaborazione del lutto, come il “cerotto celeste” (nell’intervista si spiega bene che cosa sia questa sorta di rosario tecnologico). Continua la lettura di Immortalità