La giuria postmoderna

closeQuesto articolo è stato pubblicato 4 anni 3 mesi 27 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Il film Tableau noir del regista svizzero Yves Yersin ha ricevuto una menzione speciale della giuria del Concorso internazionale del Festival del film Locarno.
Il problema è che – come ha raccontato il regista durante la cerimonia di premiazione – al mattino gli era stato detto che il film aveva vinto il Pardo d’argento e solo dopo, mentre già stava andando immaginiamo tutto felice verso Locarno, gli è stato detto che no, in realtà aveva solo una menzione speciale.

Al di là delle comprensibili lamentele per un incidente decisamente imbarazzante, Yves Yersin ha detto una cosa molta interessante: le menzioni delle giurie sono una facile soluzione per risolvere le divergenze interne delle giurie. In altre parole – ma qui interpreto io –, la presenza di una o più menzioni speciali significa che la giuria non ha fatto il proprio lavoro, ossia decidere quale è la miglior opera tra quelle in concorso.
Una decisione soggettiva, forse arbitraria e sicuramente discutibile, ma una decisione della quale i giurati si assumono la responsabilità, sia per i film che hanno premiato sia per quelli che hanno dimenticato.
Le menzioni sono da postmoderni.

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