La giuria postmoderna

Il film Tableau noir del regista svizzero Yves Yersin ha ricevuto una menzione speciale della giuria del Concorso internazionale del Festival del film Locarno.
Il problema è che – come ha raccontato il regista durante la cerimonia di premiazione – al mattino gli era stato detto che il film aveva vinto il Pardo d’argento e solo dopo, mentre già stava andando immaginiamo tutto felice verso Locarno, gli è stato detto che no, in realtà aveva solo una menzione speciale.

Al di là delle comprensibili lamentele per un incidente decisamente imbarazzante, Yves Yersin ha detto una cosa molta interessante: le menzioni delle giurie sono una facile soluzione per risolvere le divergenze interne delle giurie. In altre parole – ma qui interpreto io –, la presenza di una o più menzioni speciali significa che la giuria non ha fatto il proprio lavoro, ossia decidere quale è la miglior opera tra quelle in concorso.
Una decisione soggettiva, forse arbitraria e sicuramente discutibile, ma una decisione della quale i giurati si assumono la responsabilità, sia per i film che hanno premiato sia per quelli che hanno dimenticato.
Le menzioni sono da postmoderni.

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