Hanno sempre riconosciuto la validità del matrimonio non sacramentale

closeQuesto articolo è stato pubblicato 5 anni 4 mesi 14 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Francesco D’Agostino, presidente dell’Unione giuristi cattolici italiani, intervistato da Aleteia:

Si dice spesso che i cattolici sono contrari al matrimonio tra persone dello stesso sesso perché lo ritengono un’offesa alla religione cristiana: è così?

Il matrimonio eterosessuale non è un istituto tipicamente cristiano. È presente in tutte le culture e in tutte le epoche. La dottrina cristiana puntella un modello naturale ma non lo fonda. Ciò che aggiunge all’istituto del matrimonio è la dignità sacramentale ma riconoscerlo come sacramento è questione che riguarda i credenti. Infatti i cristiani hanno sempre riconosciuto anche la validità del matrimonio non sacramentale, che ha la stessa funzione sociale di garantire l’ordine delle generazioni.

Rileggiamo la parte che ho evidenziato in corsivo: «Infatti i cristiani hanno sempre riconosciuto anche la validità del matrimonio non sacramentale, che ha la stessa funzione sociale di garantire l’ordine delle generazioni».
I cristiani, secondo Francesco D’Agostino, hanno sempre riconosciuto anche la validità (morale? legale?) del matrimonio non sacramentale.

Come si spiega, allora, la vicenda dei concubini di Prato?
Quando Mauro Bellandi e Loriana Nunziati decisero di sposarsi solo civilmente, Pietro Fiordelli, vescovo di Prato, rese pubblico l’interessante testo che segue:

Oggi, domenica 12 agosto, due suoi parrocchiani celebrano le nozze in Comune, rifiutando il matrimonio religioso. L’Autorità Ecclesiastica ha fatto ogni sforzo per impedire il gravissimo peccato. Questo gesto di aperto sprezzante ripudio della religione è motivo di immenso dolore per i sacerdoti e per i fedeli. Il matrimonio cosiddetto civile, per due battezzati, assolutamente non è matrimonio ma soltanto inizio di uno scandaloso concubinato.
Pertanto lei, Sig. Proposto, alla luce della morale cristiana e delle Leggi della Chiesa, classificherà i due tra i pubblici concubini e, a norma dei canoni 855 e 2357 del Codice di Diritto Canonico, considererà a tutti gli effetti il Sig. Bellandi Mauro come pubblico peccatore e la Sig.na Nunziati Loriana come pubblica peccatrice. Saranno loro negati i SS. Sacramenti, non sarà benedetta la loro casa, non potranno essere accettati come padrini a battesimi e cresime, sarà loro negato il funerale religioso. Solo si pregherà per loro perché riparino il gravissimo scandalo.
Infine, poiché risulta alla Autorità Ecclesiastica, che i genitori hanno gravemente mancato ai propri doveri di genitori cristiani, permettendo questo passo immensamente peccaminoso e scandaloso, la Signoria Vostra, in occasione della Pasqua, negherà l’Acqua Santa alla famiglia Bellandi e ai genitori della Nunziati Loriana.
La presente sia letta ai fedeli

Per il resto, D’Agostino ribadisce che «l’unica ragione sociale del matrimonio è la generazione dei figli».
Se proprio dobbiamo parlare di figli, direi che più che la generazione – che viene benissimo anche da non sposati –, il matrimonio sembra occuparsi della crescita e dell’educazione dei figli, attività nella quale anche le coppie omosessuali possono eccellere.

3 pensieri su “Hanno sempre riconosciuto la validità del matrimonio non sacramentale

  1. Non bisogna farsi ingannare dai toni pacati e dai modi gentili di Ivo Silvestro. Egli, come ben dimostra questo suo post, è cattivissimo, dentro.

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