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Sì, c’è una questione antropologica

“Stranamente su questa teoria son d’accordo col papa” cantava Giorgio Gaber1 e altrettanto stranamente son d’accordo anch’io col papa, quando afferma che «la famiglia è il centro naturale della vita umana e della società».2 Continua la lettura di Sì, c’è una questione antropologica

  1. Aggiungendo subito un “però quella lì mi arrapa”, introducendo quella che secondo me è la miglior rima della canzone italiana. La canzone è Il corrotto. []
  2. Dalla Dichiarazione comune firmata all’Avana da Papa Francesco e dal Patriarca Kirill, punto 19. []

Pena di morte e matrimonio omosessuale

Due mappe da Wikipedia.

La prima è Samesex marriage in USA, la diffusione negli Stati Uniti delle unioni coniugali tra persone dello stesso sesso:

1000px-Samesex_marriage_in_USA.svgLa seconda è Death penalty statutes in the United States, la diffusione, sempre negli Stati Uniti, della pena di morte:
1000px-Death_penalty_statutes_in_the_United_States.svgNon sono proprio identiche, ma in parte sono sovrapponibili.

È sociologia spicciola, ma le proteste parigine – in parte violente – contro i matrimoni omosessuali avvengono in un paese che ha abolito la pena di morte nel 1981.

Hanno sempre riconosciuto la validità del matrimonio non sacramentale

Francesco D’Agostino, presidente dell’Unione giuristi cattolici italiani, intervistato da Aleteia:

Si dice spesso che i cattolici sono contrari al matrimonio tra persone dello stesso sesso perché lo ritengono un’offesa alla religione cristiana: è così?

Il matrimonio eterosessuale non è un istituto tipicamente cristiano. È presente in tutte le culture e in tutte le epoche. La dottrina cristiana puntella un modello naturale ma non lo fonda. Ciò che aggiunge all’istituto del matrimonio è la dignità sacramentale ma riconoscerlo come sacramento è questione che riguarda i credenti. Infatti i cristiani hanno sempre riconosciuto anche la validità del matrimonio non sacramentale, che ha la stessa funzione sociale di garantire l’ordine delle generazioni.

Rileggiamo la parte che ho evidenziato in corsivo: «Infatti i cristiani hanno sempre riconosciuto anche la validità del matrimonio non sacramentale, che ha la stessa funzione sociale di garantire l’ordine delle generazioni».
I cristiani, secondo Francesco D’Agostino, hanno sempre riconosciuto anche la validità (morale? legale?) del matrimonio non sacramentale. Continua la lettura di Hanno sempre riconosciuto la validità del matrimonio non sacramentale

Emoticon (quasi) per tutti

Tra le emoticon che Apple ha inserito nei suoi iPhone e iPad, ce ne sono alcune ‘di coppia’:

foto

Coppia eterosessuale senza figli; coppia eterosessuale con pargolo; coppia omosessuale maschile, coppia omosessuale femminile.
La parità si vede anche da queste piccole cose. Unico appunto: mancano le coppie omosessuali con figli.1

  1. E poi non capisco bene perché l’unico a portare i baffi è il maschio-padre. []

Un duro colpo per la famiglia tradizionale

A partire da oggi, primo gennaio 2013, i coniugi svizzeri potranno scegliere liberamente il loro cognome. In altre parole, entrambi i promessi sposi potranno scegliere se mantenere il cognome da celibe o nubile oppure portare quello del partner.

Il fatto che la moglie possa mantenere il proprio cognome o – addirittura! – che possa essere il marito a cambiare cognome è già stato definito da alcuni “un duro colpo per la famiglia tradizionale”.

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È possibile opporsi al matrimonio omosessuale senza essere omofobi?

“È possibile opporsi al matrimonio omosessuale senza essere omofobi?” si chiede Giorgio Israel riprendendo lo scrittore francese Alexandre Thomas.
La risposta di Israel – e immagino anche di Thomas, che però non ho letto – è affermativa, e viene argomentata sostenendo che il matrimonio omosessuale non è semplicemente un modo per eliminare un’ingiustizia e una discriminazione, ma «risponde a un altro progetto ben più ambizioso: l’eliminazione delle differenze di genere».

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La struttura naturale del matrimonio

Il messaggio del papa per la giornata mondiale della pace è lungo poco meno di venticinquemila battute.1
Non l’ho letto tutto, ma solo la parte più citata e criticata in questi giorni, quella sui matrimoni omosessuali che minacciano la pace. Ecco il passaggio, con alcuni tagli e enfasi mie:

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  1. A volerlo mettere su Twitter, ci vorrebbero più di centocinquanta tweet. []

Il suicidio dell’Occidente

Di Roger Scruton, filosofo conservatore britannico, avevo letto solo Gli animali hanno diritti?, un testo potenzialmente interessante, purtroppo rovinato dall’arroganza dell’autore e da una impostazione generale inaccettabile.

Con una certa curiosità ho letto Il suicidio dell’Occidente, un libro-intervista che si legge in otto minuti1 Alla fine della lettura, lo devo riconoscere, Scruton mi sta un po’ più simpatico di prima. Non perché riconosca in lui un grande e acuto pensatore, ma per come risponde ad alcune domande di Luigi Iannone. A pagina 24, ad esempio, di fronte alle insistenti citazioni di Nietzsche dell’intervistatore, l’intervistato risponde secco: «Nietzsche ha chiesto di essere ignorato. Quindi lo ignoro».

Per il resto, Scruton continua a sacrificare la chiarezza all’arroganza, liquidando sbrigativamente obiezioni e argomenti contrari., senza curarsi troppo di giustificare le proprie conclusioni. Continua la lettura di Il suicidio dell’Occidente

  1. L’ho letto mentre ero in cosa all’Inps e il biglietto con il mio numero di prenotazione recitava “Attesa: 8 min.”; nonostante secondo il mio orologio io abbia aspettato circa un’ora, io mi fido dell’Inps e affermo di aver letto tutto il libro in otto minuti. []

Contagio sociale

Pare che il divorzio sia contagioso:

Uno studio mostra che se un amico o un parente divorzia, il vostro rischio di divorziare aumenta di conseguenza.

Un risultato interessante: come conclude il paper originale, «il divorzio deve essere inteso come un fenomeno collettivo che si estende ben oltre i diretti interessati» («divorce should be understood as a collective phenomenon that extends far beyond those directly affected»).
Ancora più interessante sarebbe avere un quadro complessivo dei fenomeni all’apparenza individuali e in realtà collettivi: ho il sospetto che anche il matrimonio e la genitorialità presenti aspetti collettivi simili al divorzio.

Credo sia riduttivo considerare questo fenomeno un caso di influenza della società sull’individuo:  interpretarlo come invito alla ridefinizione dei concetti di individuo e società potrebbe essere più proficuo.