Faccio bene a iscrivermi a Filosofia?

closeQuesto articolo è stato pubblicato 6 anni 1 mese 25 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Quindi a chi ti chiede «faccio bene a iscrivermi a Filosofia» che dici? «Dico senz’altro di sì. È un atto di coraggio, di dissenso verso il nostro mondo nichilista, che seppellisce valori, credenze e tutti i cardini della civiltà a favore della merce.
Diego Fusaro sul sito del Corriere della Sera.

A me studiare Filosofia è servito soprattutto a sviluppare una certa diffidenza verso espressioni come “mondo nichilista che seppellisce i cardini della civiltà a favore della merce”. Ma evidentemente io e Diego Fusaro abbiamo studiato cose diverse.

4 pensieri su “Faccio bene a iscrivermi a Filosofia?

  1. Ho seguito (in parte) il qui citato D.F. nella sua lezione carpigiana. Ha di certo un approccio non usuale e diretto. Aggiungerei che in quelle poche parole da te estratte ritrovo il senso del suo discorso. La diffidenza però è un’arte che va esercitata correttamente, sia nei confronti di mondi nichilistici che delle espressioni di dissenso in proposito. Quello che non mi piace di “certa” filosofia è la sua certezza, quello che non ho è la “certezza” che le espressioni apparentemente complesse ed articolate non nascondano posizioni che espresse in maniera semplice verrebbero accantonate come poco interessanti. Ma il dubbio è forte….
    Un Sorriso

  2. se volete il parere di un esperto (nel senso di “uno che ha esperienza di individui che credono che la filosofia, come diceva heidegger, se diventa chiara si suicida – e quindi non deve essere chiara), io sarei del parere che la diffidenza verso certi modi di esprimersi è una cosa molto buona. se qualcuno ha qualcosa di importante da dire, lo dice in modo chiaro. per il semplice motivo che se è importante lo deve capire anche il più stupido. altrimenti, se non vuoi che il più stupido capisca, o sei uno stronzo classista snob (e non vale la pena ascoltarti, anzi l’umanità dovrebbe fare qualcosa per eliminarti), o non hai niente di importante da dire, e allora non inquinare.

  3. Chi parla in maniera oggettivamente incomprensibile, ti fa perdere un sacco di tempo prezioso nel tentativo di comprendere pregiudizialmente se ciò che ha scritto valga in effetti la pena di essere letto.

  4. @il più cattivo: Diciamo che il mio requisito è molto semplice: parli di “mondo nichilista”, di “cardini della civiltà” e di “merce”? Bene, puoi farlo, ci mancherebbe, ma spendi almeno un minuto per dirmi che cosa è il mondo nichilista, quali sono i cardini della civiltà e che cosa intendi con merce. Se non lo fai sei un poeta che lavora sulle suggestioni: professione nobilissima, ma che non c’entra nulla con la filosofia.

    @alex: Magari la cosa importante da dire non è semplice – cosa abbastanza comune in ambito scientifico, ad esempio.

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