Disparità sociali

Una delle obiezioni più comuni alla libera vendita degli organi per trapianti è l’aumento delle disparità tra ricchi e poveri, tra chi può permettersi di acquistare un rene e chi, invece, si ritroverebbe costretto a venderlo per avere di che mangiare.

Apprendo da Marco la storia di Natalia Cole: durante una popolare trasmissione televisiva la cantante, in dialisi, dichiara di avere bisogno di un rene ed ecco arrivare le offerte: alcuni spettatori, immagino fan di Natalie Cole, offrono il proprio rene.
Difficilmente una persona qualunque avrebbe ricevuto simili offerte. Sicuramente una persona antipatica non ne riceverebbe nessuna.

Vi possono essere disparità anche per le donazioni. Disparità, oltretutto, difficilmente superabili: uno stato (o una assicurazione privata) può, in teoria, pagare il rene anche a chi non se lo può permettere; non può, ovviamente, obbligare le persone a donare il proprio rene anche agli antipatici.

Comma 5: la volontà della persona deceduta prevale sulla volontà dei congiunti

Legge federale sul trapianto di organi, tessuti e cellule dell’8 ottobre 2004, articolo 8, comma 5:

La volontà della persona deceduta prevale sulla volontà dei congiunti.

Questa legge entrerà in vigore il prossimo primo luglio. Il comma 5 non è altro che la semplice e banale conseguenza del primo comma:

È consentito effettuare prelievi di organi, tessuti o cellule da una persona deceduta se:
a. essa ha dato il proprio consenso; e
b. la morte  è stata accertata.

Se essa ha dato il proprio consenso.
E se non si hanno tracce del consenso o del rifiuto?

In mancanza del consenso o del rifiuto documentato della persona deceduta, si chiede ai suoi stretti congiunti se siano a conoscenza di una dichiarazione di volontà relativa alla donazione.

E se a questi stretti congiunti non  risulta nulla?

Se gli stretti congiunti non sono a conoscenza di una siffatta dichiarazione, il prelievo di organi, tessuti o cellule è subordinato al loro consenso. Nel prendere la decisione essi sono tenuti a rispettare la volontà presunta della persona deceduta.

Ai congiunti non viene chiesto che cosa loro considerano giusto, non viene loro chiesto che cosa loro vorrebbero fare. Viene chiesto che cosa, presumibilmente, vorrebbe fare la persona deceduta.
È la volontà della persona deceduta ad essere al centro della legge. Tutto il resto viene dopo. Come è giusto che sia:

Su se stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente, l’individuo è sovrano.
John Stuart Mill, On liberty.

Interessanti anche i criteri di attribuzione degli organi (la sezione 4, alle pagine 6-8 del pdf della legge).

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