Filosofia e letteratura

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 10 mesi 22 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Padre: Leggi qui

Ma chi si sente male sono io, non la Manica, disse Ill, quando la nave beccheggia, quando vedo la costa salire e scendere. E teneva gli occhi chiusi, un poco sofferente. Poi li apre di colpo e si meraviglia: posso fissare con te l’orizzonte e allora tutto mi sembra quasi sopportabile.
Non ero stata io che ultimamente nell’autobus avevo detto: soltanto chi è senza anima, non sta male in queste condizioni, disse Ill dopo un poco, gli occhi di nuovo chiusi.
Era un punto di vista buddista o una fondamentale critica nei miei confronti? Cosa è meglio: vomitare, ma con l’anima, o fare a meno dell’anima e stare allegri?

Valentino Braitenberg, La vergine e i filosofi, Traven Books, 2006

Figlio: Ho letto. Cosa vuoi che ti dica?

Padre: Cosa mi dici della domanda finale? Cosa rispondi?

Figlio: Non è una domanda. È una frase con un punto interrogativo alla fine

Padre: Lo sapevo: troppo letterario per te!

Moglie (del figlio) e Nuora (del padre): rivolgendosi al figlio-marito – Come sei spocchioso.

Figlio: …

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