Chi sono i nemici della scienza?

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 7 mesi 1 giorno fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Chi sono i nemici della scienza

Giorgio Israel, Chi sono i nemici della scienza? Riflessioni su un disastro educativo e culturale e documenti di malascienza, Torino, Lindau, 2008

Sono, lo confesso, molto curioso di leggere le riflessioni di Giorgio Israel sul disastro educativo e culturale (gli editoriali di Israel su questo tema, pubblicati da Il Foglio, mi sono sembrati ottimi per quanto riguarda la descrizione del fenomeno ma carenti e un po’ ingenui nell’identificazione delle cause).

9 pensieri su “Chi sono i nemici della scienza?

  1. Specifico che questo post è una spudorata marchetta per avere una copia omaggio del libro (sì, mi lascio corrompere, ma almeno lo faccio alla luce del sole).

  2. Scusa la paranoia del rozzo ingegnere di fronte all’affermazione “mi inchino” del filosofo, ma spero di non essere intervenuto in maniera scorretta. Mi rendo conto che la validità delle argomentazioni di Israel non dipende dal fatto che scriva o meno sul Foglio. Solo non posso fare a meno di pensare come su quel giornale, con fondi pubblici, si butti metodicamente in vacca qualsiasi argomento(la discussione sull’evoluzione ne è stato un esempio). E come il portare su campo ideologico ogni cosa, specialità del direttore di quel giornale, finisca per ostacolare qualsiasi discussione o tentativo di trovare una soluzione ad un problema

  3. Mi sa che di Ferrara abbiamo la stessa opinione, e il mio era un inchino di approvazione: il tuo commento (ingegneristico o filosofico che fosse) racchiudeva in una fulminante battuta una giustissima osservazione.

  4. Intanto leggi qua cosa dice (sul suo blog) del darwinismo e dell’evoluzionismo:
    http://gisrael.blogspot.com/2005/09/su-darwinismo-ed-evoluzionismo.html
    Se non ho capito cosa dice (molto probabile) ti chiedo di illuminarmi.
    Inoltre la reazione al libro di alcuni filosofi della scienza (Giorello e Pievani) è stata tutto meno che positiva. Specie (ancora) per quel che riguarda la sua reazione all’evoluzionismo. Io il libro non l’ho letto, ma se rispecchia quello che dice lui sul suo blog, credo che non lo leggerò mai. Tanto più che all’ultima festival della scienza a Genova l’ho sentito dire qualcosa come : “Gli studenti sono stufi di sentirsi dire che il mondo è nato per caso”.
    Sai, noi evoluzionisti siamo un po’ paranoici…

  5. @Marco Ferrari: Sì, siete paranoici 😉
    Scherzi a parte, se cerchi su questo sito altri articoli che parlano di Giorgio Israel troverai testi anche critici nei suoi confronti. Non è escluso che, quando avrò letto il libro, ne scriva qui, o altrove, in termini negativi (o positivi, chissà).
    Ah, sull’articolo di Israel che hai citato: mi sembra che giochi di retorica (ho parlato di “darwinismo in senso stretto”: basta che nell’angusto spazio del darwinismo stretto non ci includiamo la genetica, che Darwin effettivamente ignorava, che già abbiamo mostrato come il darwinismo, stretto, non è più sostenuto da nessuno) e sul principio di autorità.

  6. Non solo. Dato per scontato che nessuno oggi può definirsi darwinista in senso stretto (per dire, Darwin ipotizzava anche la trasmissione dei caratteri acquisiti, perché non conosceva tante cose) molti oggi sono evoluzionisti darwiniani. Sottile distinzione, che Israel non può non conoscere, ma che è cruciale; i darwinaiani prendono ispirazione da Darwin, come atteggiamento e approccio, non certo come idee – a parte la selezione naturale e sessuale e decine di altre cose. Per questo penso che sia in malafede. Sarebbe come citare l'”einsteinismo in senso stretto” e dire che Einstein è un pirla perché non sapeva cos’erano i quark. Fra l’altro cita anche lettere di D’Ancona a Volterra negli anni 30. Figurati chi se ne frega.

    Non volevo dire che avresti potuto essere positivo, ma solo metterti in guardia. Dalla malafede di Israel.

  7. @Marco Ferrari: “einsteinismo in senso stretto” rende perfettamente l’idea.
    Vedremo: mi è sembrato di capire che il libro non parlerà di evoluzionismo.

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