Sessanta anni fa

Repubblica Italiana

Il 1º gennaio 1948 entrò in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana.

Propongo un gioco: segnalare un articolo o un paragrafo della prima parte della Costituzione particolarmente gradito e meritevole e un altro che, invece, andrebbe aggiornato, modificato o addirittura cancellato.

A me piace molto il terzo paragrafo dell’articolo 34:

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Mi convince poco il secondo paragrafo dell’articolo 7:

I rapporti [tra lo Stato e la Chiesa cattolica] sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

12 commenti su “Sessanta anni fa

  1. Io vado sul classico, ma occorre ricordarlo sempre:

    Art. 3.
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    Quello che secondo me dovrebbe essere rivisto è l’articolo sulla famiglia, che dovrebbe contenere una nozione di rapporto coniugale più moderna e adeguata alle evoluzioni sociali di questi sessant’anni:

    Art. 29.
    La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
    Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

    Molto bella la tua iniziativa 😉
    Buon anno!

  2. A me garba molto l’articolo 27:

    La responsabilità penale è personale.

    L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

    Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

    Non è ammessa la pena di morte.

    Mentre trovo molto ipocrita – e probabilmente già lo era alla fine del ‘700 – l’artcolo 3:

    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

    perché, permettimi il facile populismo d’inizio anno, io ed il figlio di Agnelli non abbiamo gli stessi diritti. Oh, no.

  3. Curioso che l’articolo 3 apprezzato da medita partenze sia invece quello criticato da Marco (immagino per le stesse ragioni).

    Comunque, se l’iniziativa vi piace, riprendetela sui vostri blog (con o senza link: è indifferente). Più persone rispondono più il giochino diventa interessante…

  4. 🙂
    Probabilmente perché si può confondere l’eguaqlianza formale con l’eguaglianza sostanziale, che è quella “nostra”, così come elaborata dalla Corte Costituzionale nell’applicazione dell’articolo 3, proprio per evitare l’effetto “agnelli” temuto da Marco.
    Peraltro se si applicasse il secondo comma (la rimozione degli ostacoli all’eguaglianza reale e sostanziale senza limiti), saremmo ben avanti sulla strada della libertà vera e concreta!

  5. Non abbiatene a male, ma dopo sessant’anni io proporrei un doveroso aggiornamento basato sulla realtà fattuale:

    Art. 1 “L’Italia è una repubblica oligarchica fondata sul furto.
    La sovranità appartiene a Berlusconi, Tronchetti Provera, Profumo, Prodi, D’Alema, Cordero di Montezemolo, Provenzano, che la esercitano un po’ come cazzo pare a loro.”

    f.to Hannibal Lector (il mr. Hyde di Lector in Fabula)

  6. medita partenze: si può confondere l’uguaglianza formale da quella sostanziale perché, per quanto distinte, tra le due non c’è soluzione di continuità, e pensando a quante cose può fare un ricco rispetto a un povero, un po’ di rabbia viene.

    lector in fabula: Critica un po’ alla Grillo, ma va benissimo. Non hai però detto quale articolo ti piace.

  7. Grillo mi è molto simpatico. L’unico problema del suo messaggio è che non presenta ancora alternative credibili all’esistente. Quando ve ne saranno, potremo finalmente azzardarci a incendiare la Bastiglia.
    La nostra Costituzione nel complesso è buona. Dovrei rifletterci,prima d’esprimere paricolari preferenze. Poi però dovrei andare sul tecnico. Comunque, se le parole non sono veramente sentite dalla gente, anche quelle più belle rimangono solo segni su pezzi di carta.

  8. Il migliore :
    Par1.
    Art 13

    È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

    (putroppo ho paura che ci sarà una modifica a questo paragrafo…)

    Il peggiore:

    Anche per me il secondo paragrafo dell’articolo dell’articolo 7.

  9. @Ivo -> mettiamola così: è vero, soprattutto è reale, che le diseguaglianze ci siano e possano anche essere “legittimate” da una eguaglianza fasulla e “pelosa”. L’articolo 3, però è una norma di principio dalla portata molto ampia, che dovrebbe essere la leva da agire per spostare sul terreno concreto il cncetto di eguaglianza. Per questo penso che sia uno degli snodi della nostra Costituzione, soprattutto, ribadisco, il secondo comma, che dovrebbe essere il programma legislativo e di governo 🙂

  10. Il giochino non mi sembra prendere come speravo. Vabbè, vuol dire che non era una idea così buona 😉

    lector in fabula: concordo con la tua affermazione conclusiva (se le parole non sono veramente sentite eccetera).
    Il problema della costituzione è che, prima ancora di essere poco sentite, le sue parole sono temo poco lette.

    medita partenze: già, il secondo paragrafo dovrebbe essere il programma di governo…

  11. No Ivo, scusami se dissento parzialmente. Magari saranno poco lette dalla gente, ma non certo dagli addetti ai lavori. Solo che chi è chiamato ad applicarle e a farle applicare (in primo luogo i giudici, costituzionali e non) spesso si piega alla “ragion di stato” (stato “persona” e non stato “comunità”). Cosicchè molti principi fondamentali rimangono null’altro che meri esercizi di stile.

  12. lector: mica ti devi scusare se dissenti! 😉
    Quello che intendevo dire è che, secondo me, anche i non esperti dovrebbero conoscere la costituzione italiana, almeno la prima parte.

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