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Pubblicità costituzionale

Può una pubblicità contrastare la costituzione italiana?
Così pensa Giovanardi, sottosegretario alla famiglia: intervistato da Klaus Davi, ha dichiarato che l’Ikea, che in una pubblicità si dichiara aperta a tutte le famiglie, eterosessuale e omosessuale, si scontrerebbe con l’articolo 29, che sancirebbe l’esistenza di un’unica famiglia, quella “naturale” e “fondata sul matrimonio”.

All’articolo 29, è vero, si legge che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio. Ma il testo completo è: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. La Repubblica, non l’Ikea: o il governo italiano ha acquistato l’Ikea, e la popolare fabbrica di mobili svedesi è in realtà di proprietà dello Stato italiano, oppure l’articolo 29 ha poco a che fare con il caso in questione.
Più pertinente sarebbe l’articolo 41, nel quale si afferma che l’iniziativa economica è libera a meno che non contrasti l’utilità sociale o rechi danno alla sicurezza, alla libertà o alla dignità umana.
Ecco, la domanda è: dare la carta Ikea Family anche alle persone non legalmente sposate è in contrasto con l’utilità sociale, minaccia la sicurezza delle persone, limita la loro libertà o la dignità umana?

Costituzione della Repubblica Italiana – Articolo 10

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Grazie a carlimoretti per avermi ricordati l’esistenza di questo articolo.

Sessanta anni fa

Repubblica Italiana

Il 1º gennaio 1948 entrò in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana.

Propongo un gioco: segnalare un articolo o un paragrafo della prima parte della Costituzione particolarmente gradito e meritevole e un altro che, invece, andrebbe aggiornato, modificato o addirittura cancellato.

A me piace molto il terzo paragrafo dell’articolo 34:

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Mi convince poco il secondo paragrafo dell’articolo 7:

I rapporti [tra lo Stato e la Chiesa cattolica] sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.