Violazione della privacy

closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 6 mesi 24 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Primo esperimento di fotografia: un merlo (?) che accudisce i nascituri su un gelsomino. Da notare l’occhio vigile.

Merlo

Fotocamera Nikon D40X, Obiettivo Nikkor 135mm.

7 pensieri su “Violazione della privacy

  1. Merlo, sembra un merlo.
    Solo non sapevo che anche i maschi accudissero i figli.
    Aspetta, aspetta… c’è il grande alloro dei vicini sul muretto di confine!
    Quasi quasi prendo una scala e vado a sbirciare anch’io… 🙂

  2. Solo non sapevo che anche i maschi accudissero i figli.

    Ti dirò, potrei passare per profondo conoscitore di ornitologia, ma tanto vale essere sinceri: ho scritto “merlo” intendendo la specie, pensando anche io che a covare fosse una femmina. Invece, su wikipedia, ho scoperto che:

    Il maschio […] presenta un piumaggio in genere completamente nero o marrone scuro; il becco, le zampe e il contorno degli occhi sono di un giallo acceso. […]La femmina è di colore bruno scuro, con la gola biancastra.
    […] La femmina depone le uova (generalmente da 4 a 6) tre volte l’anno; entrambi i genitori collaborano a covarle.

    Dato il becco, direi che è un maschio…

  3. Le femmine sono grigio-marroncino e poco appariscenti, e preferiscono i maschi il cui becco ha un arancione più acceso. Si è scoperto recentemente che l’intensità dell’arancione è un indizio della qualità genetica del maschio. Avendo la fortuna di avere un nido di merli sopra la portafinestra del soggiorno, ho avuto agio di seguire con trasporto telenovelistico le fasi della cova (ogni coppia può prodursi in più covate successive nella stessa stagione). Merlo e merla si danno il cambio sia a covare che a nutrire i merlotti, che quando lasciano il nido hanno l’aspetto e il colore delle femmine.
    Possiamo sperare in una seconda puntata (foto dei piccoli merli, biberon etc.)? 🙂

  4. Beh, mi sembra la dimostrazione che l’evoluzione non coincide con il progresso: sulla parità di diritti tra maschi e femmine i merli se la cavano meglio degli uomini (che oltretutto ignorano la cosa e, almeno per quanto riguarda me, sono convinti che a covare e accudire i piccoli sia solo la femmina).
    Per la seconda puntata dipende dalla velocità dello svezzamento: il gelsomino che offre asilo ai merli è quello della casa di vacanza, quindi niente foto prima di due settimane!

  5. Se tutto va bene e Gottlob il gatto mascherato non si fa vivo, tra due settimane dovremmo per l’appunto trovarci alla più emozionante seconda puntata, Ecco i Miei Gioielli. Questa se non ricordo male dura due o tre settimane, i riflettori si spostano sulle giovani new entries e lo scopo del gioco è di manipolare i genitori (con movenze e suoni) in modo da ricevere più cibo possibile.
    Qui il parallelo con la famiglia umana è effettivamente più diretto 😉

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