Anima e corpo

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 5 mesi 11 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Mario Ricciardi, su Il Riformista di qualche giorno fa (“Anima e Corpo“, 30 giugno), dedica la propria attenzione a una recente omelia di Benedetto XVI, omelia che affronta uno degli scandali (nel senso etimologico di inciampo) del cattolicesimo: il rapporto tra anima e corpo.

Scrive Ricciardi:

Se l’idea aristotelica di un’unita indissolubile non è necessariamente incompatibile con quel che sappiamo della biologia umana, quella cristiana di una separazione momentanea – e di una sussistenza autonoma dell’anima mentre il corpo si decompone – risulta incomprensibile. Tuttavia, ciò non rende il discorso di Benedetto XVI irrilevante dal punto di vista di chi segue la ragione ma non ha la fede.

Affermazione curiosa: la separazione tra anima e corpo è incomprensibile, non errata, sbagliata o semplicistica, ma proprio incomprensibile: una idea che non si può comprendere, insensata.
Cosa c’è di incomprensibile in un’anima separata dal corpo? Direi: proprio nulla! Mi pare una idea perfettamente comprensibile e chiara. Una idea che la biologia umana ha dimostrato, o sta dimostrando, falsa. Ma non incomprensibile o insensata. Se mai il contrario: alcuni studi, sulla cui serietà non sono in grado di pronunciarmi, sembrano mostrare come la credenza in un’anima separata dal corpo sia una esigenza dell’evoluzione della mente.

Incomprensibile è, se mai, la scelta di Benedetto XVI di parlare di tentare un ricupero di questa idea. L’interpretazione che propone Ricciardi è interessante, anche se mi pare un poco forzata:

Le parole del Papa sono anche un atto di accusa nei confronti di una cultura che per sfuggire alla paura della morte, e del decadimento fisico che la preannuncia, si è progressivamente costruita una religione del corpo concepito non più come ciò che rende possibile l’interazione con il mondo – e con gli altri esseri umani – ma come un feticcio. Un simulacro da preservare per poterne far mostra e compiacersene come si gode di un oggetto.[…]
Parlare dell’anima al tempo delle escort non è un modo per eludere le ingiunzioni del mondo. Al contrario, potrebbe essere il modo più appropriato per andare al fondo di quel che siamo e di ciò che corriamo il rischio diventare.

14 pensieri su “Anima e corpo

  1. Cosa c’è di incomprensibile in un’anima separata dal corpo?

    Be’, credo che intendesse dire che l’idea cristiana di una separazione momentanea risulta incomprensibile [nel quadro scientifico attuale].

    E ti dirò che sono d’accordo: è incomprensibile nel senso che non è possibile tradurla in un enunciato preciso di cui si potrebbe dire “non è così”. Non è come dire “le mele sono blu”, che avrebbe un senso, sarebbe comprensibile, ma sarebbe falso. La dicotomia anima/corpo semplicemente non ci entra, nella corrente visione scientifica del mondo.

  2. Per paura di scatenare qualche cattolico, nel contesto appropriato, sto temporalmente zitto 😀

  3. Facciamo un passo indietro: cosa intendi (o intende Ricciardi) con “anima”?

    (per come intendo io l’anima, non può essere unita al corpo, più che altro perché non credo nella sua esistenza)

    Ciao 🙂

  4. una cultura che per sfuggire alla paura della morte, e del decadimento fisico che la preannuncia, si è progressivamente costruita una religione del corpo

    E non ci sono più le mezze stagioni, i giovani d’oggi non hanno voglia di lavorare, e l’Occidente è in pericolo…

    Ma il Riformista è la versione di sinistra del Foglio?

  5. @Lorenzo Pantieri: Se il riferimento all’anima ha più che altro una valenza etica e morale, direi che il conflitto si sgonfia.
    Temo che non sia così

    @hronir: Interpretazione molto convincente. Sono quasi tentato di modificare il post. (Quasi: sono pigro!)

    @juhan: Codardo 🙂

    @FilosofoPortatile: La vera domanda è cosa intende il Papa con anima.
    Io direi che “anima” è ciò che è proprio di alcuni esseri viventi, senza avventurarmi in problematiche ontologie.

    @Kirbmarc: Ma è di sinistra, il Riformista? Ma poi, in Italia esiste la sinistra? (secondo me è più facile dimostrare l’esistenza dell’anima)

  6. @ Ivo
    Sì, ma questa è una definizione che dice tutto e non dice nulla (o meglio, è una definizione che non definisce) 😉
    “ciò che è proprio di alcuni esseri viventi”, non risponde a molte domande, tra cui: quali? perché alcuni sì e altri no? etc…

  7. @ Ivo Silvestro
    “perfido” (nella nuova accezione, riveduta e corretta ad uso degli amici della santa inquisizione) 😀

  8. @ Ivo: per me l’anima è (al più) un concetto, è l’ipostatizzazione del respiro. Per un cattolico, no di certo: l’anima sarebbe un oggetto vero e proprio, reale, infuso nel momento del concepimento (anche se S.Tommaso posticipava questo momento di un paio di settimane), immortale. Inutile dire che questa seconda concezione non ha nulla di scientifico.

  9. Ripensandoci: è troppo bello, lo voglio per me e d’ora in poi sarò Juhan Perfidus 😉
    Se ho tempo cerco Lapo e ci chiedo come si fa a diventarlo ufficialmente. Ma solo se si può continuare a seguire i condimenti di FSM 😀

  10. Salve, posso invitarti sul nuovo social network per blogger?
    Il link è [link rimosso]

    Accetti l’invito?

    Cordiali Saluti
    Lorenzo Sinisi

  11. @Filosofo Portatile: Sì, la mia nozione di anima non spiega nulla. Del resto, non vuole spiegare nulla.

    @Lorenzo:

    @Lorenzo Sinisi: Sì, puoi invitarmi.
    No, non accetto l’invito: per invitarmi bastava un email.
    Un commento simile non è un invito: è un messaggio di spam, e allo spam non rispondo.
    Chissà, prima o poi sarei finito su quel sito e magari mi sarei anche iscritto…

  12. @Lorenzo: Più prosaicamente, che sono distratto e volevo scrivere qualcosa sulla non verificabilità scientifica della concezione cristiana dell’anima…
    Vabbè, è andata così: il commento si è perso e sono troppo pigro per ripensarlo. 😉

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