Abbozzo di una fenomenologia del concetto di natura

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Che cosa è la natura?
Tento un piccolo abbozzo di indagine fenomenologica (e linguistica) del concetto di natura.
Come tutti gli abbozzi, è sicuramente perfettibile. Come tutte le fenomenologie 1, ha intento descrittivo, non normativo: descrive i concetti come vengono usati e concepiti, non propone riforme nella (vana) speranza di emendare linguaggio – anche se, è ovvio, qualsiasi tentativo del genere dovrebbe partire da una analisi simile. Questa analisi concettuale può, al massimo, ambire a smascherare il concetto, metterlo a nudo ma lasciandolo lì dov’è, nella speranza (forse meno vana della precedente speranza di riformare il linguaggio) che una volta messo a nudo possa incantare meno le persone. Continua a leggere Abbozzo di una fenomenologia del concetto di natura

  1. La fenomenologia, in realtà, avrebbe come oggetto di indagine i fenomeni, non i concetti.[]

Come una volta

L’altro giorno ero a XXXX per assistere alla presentazione di un libro.

Dopo la presentazione e una pizza con alcuni amici, sono andato in stazione per prendere il treno che mi avrebbe riportato a casa.
Lungo la strada mi sono fermato in una gelateria per commettere un piccolo peccato di gola. Continua a leggere Come una volta

Naturalmente

Ho per le mani un simpatico libercolo intitolato Lupo Alberto e l’officina delle erbe (Aboca edizioni, 2009).
Aboca è un’azienda specializzata in prodotti derivati da piante medicinali, e il piacevole racconto a fumetti ha lo scopo di pubblicizzare questi prodotti.
Lettura interessante per vedere un po’ quali possono essere i limiti del vago concetto di naturale. Continua a leggere Naturalmente

Attacco a madre terra e alla natura

È il frutto dell’aggressione di alcune grosse multinazionali che vogliono imporre un pensiero unico, antiambientalista, sostanzialmente di attacco a madre terra e alla natura; e noi non possiamo subirlo senza nessuna reazione.

Alfonso Pecoraro Scanio, Un Italia libera dagli OGM

È un articoletto, quasi un appunto, sul suo blog, non certo un discorso parlamentare o un disegno di legge: non ho problemi a perdonare la caduta di stile e la carenza argomentativa; non posso, tuttavia, non chiedermi: tutto quello che ha da dire contro gli OGM è che sono “un attacco a madre terra”? Madre terra.

Magari il termine lo prende da Lovelock e dalla sua Ipotesi Gaia, ma temo che il modello culturale siano i cartoni animati dei Puffi.

Contronatura

Il concetto di software Open source non è dei più semplici da spiegare ai non addetti ai lavori: la maggior parte delle persone (giustamente) non ha la minima idea di come funzioni lo sviluppo del software e ignora che cosa siano il codice sorgente o una licenza GPL. I vantaggi del software Open source potrebbero inoltre continuare a sfuggire, anche una volta capita la differenza tra software libero e proprietario.

Questa circostanza deve aver posto qualche problema all’ufficio marketing (ammesso che ne esista uno) di Mozilla, i produttori di Firefox. Il fatto di essere Open source è sicuramente uno dei vantaggi di Firefox, ma come spiegarlo ai potenziali utilizzatori? La gratuità del software non basta (anche Internet Explorer è gratis), ed ecco quindi l’uovo di colombo:

Firefox: 100% software naturale

Se Firefox è naturale, Internet explorer e Safari sono contro natura?

Contro natura

Oscar Pistorius non ha più le gambe. Difficile definirlo un disabile: grazie a delle protesi riesce a correre i 400 metri in meno di 47 secondi!

Le protesi sono state giudicate “aiuto tecnico” dalla IAAF, la Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera. Un aiuto che cambia la natura del gesto atletico.
Gianluca Riccio su Futuro prossimo propone un altro punto di vista:

Alcuni atleti utilizzano sottili metodi per aumentare le loro performance, attraverso scarpe da corsa disegnate appositamente, o raffinate tecniche. Si dovrebbe correre scalzi, dunque, per rispettare in pieno ‘lo spirito del gesto atletico’.

Giusta osservazione: perché le scarpe da ginnastica sono naturali e le protesi al carbonio innaturali? Forse perché siano semplicemente abituati a usare le scarpe da ginnastica, mentre le protesi sono invece eccezionali?

Naturalmente maschi

Alex Quinn, dell’Università di Canberra, ha scoperto che con il caldo alcune lucertole australiane cambiano sesso: i maschi diventano femmine, mentre le femmine, pare di capire, rimangono tali.

Evidentemente le lucertole non hanno problemi di identità di genere. Gli uomini sì, c’è una ricca letteratura sul maschile e il femminile
Mi chiedo quanto, questa vasta letteratura, sia conscia della natura culturale della differenze di genere, della contrapposizione tra maschile e femminile.
Quando si parla di forze ed opportunità, come fa Claudio Risé in un articolo meno delirante di altri, si ha ben presente che non vi è praticamente nulla di naturale e che si stanno descrivendo due concetti generali, e non due concrete realtà?

Una realtà che supera ogni comprensione umana

Inizio con una confessione: non ho letto la Esortazione Apostolica Post-sinodale Sacramentum Caritatis del Santo Padre Benedetto XVI all’episcopato, al clero alle persone consacrate e ai fedeli laici sull’eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della chiesa, per il semplice motivo che il testo sembra essere ancora più lungo e noioso del titolo. Questa non è una critica, per quanto si potrebbe obiettare che una esortazione, per sua natura, dovrebbe esortare, ossia convincere delle persone, e un testo di 196291 battute (le ha contate il sempre attento Malvino) non è proprio il massimo per convincere le persone.

Non ho letto tutto il testo, sono andato direttamente alle parti più citate e interessanti. Il Papa desidera che venga «valorizzato il canto gregoriano» (§42), riconferma, anche se con alcune cautele, «la prassi della chiesa di non ammettere ai Sacramenti i divorziati risposati» (§29), raccomanda che «per meglio esprimere l’unità e l’universalità della Chiesa […] è bene che [le] celebrazioni siano in lingua latina», escludendo ovviamente l’omelia, le letture e la preghiera dei fedeli (§62). Il tutto, come ripetuto più volte, nello spirito del Concilio Vaticano II. Continua a leggere Una realtà che supera ogni comprensione umana

Immorale e amorale

È l’altra faccia del naturalismo greco tornata plausibilmente a vivere nella modernità: quella che ci riconsegna per sempre il volto non immorale, ma amorale, di una natura sovranamente e spietatamente indifferente a speranze, gioie e sofferenze di ogni essere vivente. Avere sempre ben presente nella mente anche questo volto di una natura segnata da sofferenze, sprechi e lotte per sopravvivere – quelle che Nietzsche irrideva sostituendole con la sua lotta per l’accrescimento della potenza –, anche a Darwin risultava ben difficile.

Orlando Franceschelli, Dio e Darwin, Donzelli Editore, pag. 89

Nietzsche forse sbagliava a irridere Darwin, anche se sospetto avesse motivazioni più elaborate di quelle riassunte da Franceschelli, però un dubbio su quel volto della natura è molto probabilmente necessario.

La natura non né morale né immorale, bensì amorale, né amica né nemica dell’uomo, bensì altra (aldilà del bene e del male, verrebbe da dire); sarebbe questa la lezione di Darwin. Ma è possibile pensare davvero questa amoralità, questo andare oltre i, o meglio fermarsi prima dei, valori umani? Già le parole impiegate nel testo suggeriscono il contrario: «spietatamente indifferente a speranze» eccetera. Perché spietatamente? E perché indifferente, termine che comunque richiama un orizzonte di moralità (quante volte si è sentito dire “non si può restare indifferenti di fronte a…”)?

Pensare questo volto della natura non è forse difficile, ma impossibile.