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Immemore dolor

Siringa (foto di joeflintham)

Supponiamo che vi feriate o vi ammaliate e che sia necessario un qualche tipo di intervento chirurgico per guarire. Che si tratti di punti di sutura o di una appendicectomia poco importa: l’importante è che l’intervento fa fatto al più presto, e per l’anestesia ci sono solo due sostanze disponibili.

La prima allevia il dolore, ma non lo toglie del tutto. In poche parole: soffrirete, ma non tantissimo. E ricorderete il dolore.
La seconda sostanza non allevia per nulla il dolore: soffrirete, e anche tanto. Ma non ricorderete nulla: la sostanza provoca infatti amnesia.

Dal profilo medico, non ci sono differenze: le probabilità di salvarvi la vita sono identiche. E ovviamente non potete assumere entrambe le sostanze.

Voi cosa scegliereste?

Contrordine compagni!

Quando i comunisti facevano davvero comunisti e non i presidenti della camera, Giovannino Guareschi si divertiva, sulle pagine di Candido, a prendere in giro la loro «obbedienza cieca pronta assoluta» al partito.

Le vignette della serie “contrordine compagni” rappresentano le surreali conseguenze di chi obbedisce ciecamente a quello che legge su l’Unità. I correttori di bozze non sono sempre vigili, e può capitare che un “asilo infantile” si trasformi in “asino infantile”:

Contrordine compagni!

Contrordine compagni! La frase pubblicata sull’Unità: “Per controbattere la delittuosa propaganda clericale, ogni sezione provveda a creare un asino infantile”, contiene un errore di stampa e pertanto va letta: “…provveda a creare un asilo infantile”.

Mi sono venute in mente queste vignette di Guareschi mentre leggevo i risultati di una ricerca effettuata presso la Florida State University: le posizioni del corpo possono influenzare i processi mnemonici.

Ma come, i neuroscienziati non erano tutti convinti che l’uomo si identificasse con il cervello, imponendo così una visione semplificata dell’uomo?
Contrordine, compagni filosofi?

Ricordare al tempo dell’Ikea

Il ricordo è qualcosa del passato che permane nel presente. Questo permanere è da intendersi anche, e forse soprattutto, in senso fisico, materiale: il ricordo è anche e soprattutto un oggetto che era e che, in una qualche maniera, ancora è.
Il ricordo è inoltre un evento: l’evento del ricordare, del ritornare in mente. Un simile evento è solitamente originato, ancora una volta, da un oggetto: ad esempio una madeleine inzuppata nel tè o, per chi non ha la sensibilità del poeta, una vecchia fotografia, un giocattolo di quando si era bambini, un libro e, dal momento che non vi sono limiti spaziali, un armadio, una casa e persino una città. Continua la lettura di Ricordare al tempo dell’Ikea

Agostino contro Vaticano

I visigoti di Alarico saccheggiano Roma nel 410: il cuore dell’Impero è colpito. Anche senza essere esperti di storia antica, è facile immaginare lo sconcerto dei cittadini romani: la fine è vicina, il declino è inarrestabile.
Come è potuto accadere tutto ciò? Quale è l’origine di questo male? Continua la lettura di Agostino contro Vaticano

Scritture e letture

Winston Smith è un normale impiegato in un normale ministero. Normale, ovviamente, è riferito all’inquietante futuro tratteggiato da George Orwell in 1984: Winston lavora infatti per il Ministero della Verità, e il suo lavoro consiste appunto nel preservare e diffondere la verità, ossia l’opinione di Big Brother, alterando libri e giornali. Continua la lettura di Scritture e letture

Conoscenza e memoria

Secondo Platone, apprendere altro non è che ricordare ciò che la nostra anima immortale aveva conosciuto quando abitava il mondo delle idee.
Questa, in estrema sintesi, l’anamnesi platonica: una tesi molto suggestiva, che ha ovviamente senso unicamente se si accetta l’esistenza di un’anima immortale e di molti altri aspetti della filosofia platonica.
In ogni caso, non si può negare che vi sia un profondo legame tra apprendimento, conoscenza e memoria: si conosce qualcosa solo se la si ricorda, ciò che si è dimenticato è come se non lo si fosse mai appreso. Continua la lettura di Conoscenza e memoria

La giornata della memoria. Ma quale memoria?

Il 27 gennaio è, da alcuni anni a questa parte, la giornata della memoria. Una giornata dedicata al ricordo, all’inquietante e insopportabile ricordo dell’Olocausto.
Perché una giornata del ricordo? Quale tipo di ricordo si vuole celebrare con una giornata come questa? Continua la lettura di La giornata della memoria. Ma quale memoria?