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Sì, c’è una questione antropologica

“Stranamente su questa teoria son d’accordo col papa” cantava Giorgio Gaber1 e altrettanto stranamente son d’accordo anch’io col papa, quando afferma che «la famiglia è il centro naturale della vita umana e della società».2 Continua la lettura di Sì, c’è una questione antropologica

  1. Aggiungendo subito un “però quella lì mi arrapa”, introducendo quella che secondo me è la miglior rima della canzone italiana. La canzone è Il corrotto. []
  2. Dalla Dichiarazione comune firmata all’Avana da Papa Francesco e dal Patriarca Kirill, punto 19. []

Io sono per la famiglia naturale

Io sono per la famiglia naturale.

Il problema è che l’affermazione precedente non significa nulla di preciso, tanto è ambiguo e vago il termine “naturale”. Per dire: la società è naturale o artificiale? E il diritto? La religione? 
Che cosa intendo, quindi, con famiglia naturale? Al di là, o meglio prima, di sacramenti religiosi e istituzioni giuridiche, intendo due (o più) persone (di qualsiasi sesso o genere) che decidono di condividere insieme un progetto di vita. Questa, per me, è la famiglia naturale, o meglio quella cosa che ha senso chiamare famiglia naturale, quella dove la dimensione socialmente costruita è minima.

Il resto – cerimonie, firme, fidanzamenti, anelli… – è appunto socialmente costruito. Il che significa che possiamo costruirla più o meno come vogliamo.

Pubblicità costituzionale

Può una pubblicità contrastare la costituzione italiana?
Così pensa Giovanardi, sottosegretario alla famiglia: intervistato da Klaus Davi, ha dichiarato che l’Ikea, che in una pubblicità si dichiara aperta a tutte le famiglie, eterosessuale e omosessuale, si scontrerebbe con l’articolo 29, che sancirebbe l’esistenza di un’unica famiglia, quella “naturale” e “fondata sul matrimonio”.

All’articolo 29, è vero, si legge che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio. Ma il testo completo è: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. La Repubblica, non l’Ikea: o il governo italiano ha acquistato l’Ikea, e la popolare fabbrica di mobili svedesi è in realtà di proprietà dello Stato italiano, oppure l’articolo 29 ha poco a che fare con il caso in questione.
Più pertinente sarebbe l’articolo 41, nel quale si afferma che l’iniziativa economica è libera a meno che non contrasti l’utilità sociale o rechi danno alla sicurezza, alla libertà o alla dignità umana.
Ecco, la domanda è: dare la carta Ikea Family anche alle persone non legalmente sposate è in contrasto con l’utilità sociale, minaccia la sicurezza delle persone, limita la loro libertà o la dignità umana?

Naturalmente famiglia

La Convenzione [ONU sui diritti dell’infanzia], nel preambolo, indica la famiglia “quale ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli”. Ebbene, è proprio la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, l’aiuto più grande che si possa offrire ai bambini.

Così Benedetto XVI ai partecipanti alla XIX Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia.
L’aiuto più grande per un bambino è una famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. È l’ambiente naturale, qualsiasi cosa il termine naturale, qui, voglia dire. L’uomo è un animale naturalmente culturale: contrapporre natura e cultura non ha molto senso. Non ha quindi molto senso neppure l’accostamento tra le parole del papa e la notizia nella quale mi sono imbattuto oggi:

Una coppia di albatros femmine, hanno fatto schiudere con successo un uovo nella colonia neozelandese del Royal Albatross Centre.
Il padre appartiene alla colonia degli albatros reali, ma non si sa esattamante chi sia.
Certamente ora le due mamme si prenderanno cura del loro pulcino.
Lyndon Perriman del Dipartimento di conservazione della Nuova Zelanda, ha detto che per i prossimi sei mesi i genitori si alterneranno, scambiandosi i ruoli ogni due giorni: uno proteggerà il figlio dai predatori, mentre l’altro andrà a cacciare in mare.

Non è detto che quello che accade agli albatros abbia una qualche importanza per “l’ambiente naturale per la crescita e il benessere” degli esseri umani. Certo è interessante pensare che, forse, come uomini potremmo avere più possibilità di quelle di cui dispongono gli albatros.

Nemo, la regina della barriera corallina

Il pesce pagliaccio (Amphiprion ocellaris) è un ermafrodita sequenziale proterandrico. In parole più semplici: questi pesci nascono maschi e diventano femmine in caso di necessità, ossia quando la femmina muore. Il maschio maturo cambia sesso e il suo posto viene preso da un maschio immaturo.
L’ho scoperto leggendo Sesso ed evoluzione di Andrea Pilastro (Bompiani, 2007).

La femmina muore, lasciando soli un maschio maturo e uno immaturo… È l’inizio del cartone animato Alla ricerca di Nemo (Finding Nemo, USA 2003 )! Nel film, dopo la morte di Coral (la femmina adulta), Marlin (il maschio adulto) cresce da solo il figlio Nemo. Nella realtà, Marlin si sarebbe trasformato in una femmina per poi accoppiarsi con il proprio figlio.
Dubito che in questo caso la Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI avrebbe parlato di «una osmosi tra regno umano e regno animale», giudicando il film accettabile e poetico.

Se c’è qualcosa che mi spaventa

Le uniche condizioni necessarie per essere genitori e per creare una famiglia sono amare e coccolare i bambini tutto il resto è secondario, nonostante quanto dica il Moige di turno o le gerarchie clericali. E noi siamo una famiglia a tutti gli effetti. Se c’è qualcoa che mi spaventa è la società, non le domande dei miei figli.

Testimonianza di Francesco, insieme ad Arthur padre di Violetta e Niccolò. Testimonianza raccolta da Chiala Lalli in Buoni genitori, Il Saggiatore 2009.

A volte mi dico che sono fortunato ad essere eterosessuale, perché se fossi stato omosessuale la vita sarebbe stata molto più dura. Mi piacerebbe vivere in un mondo dove un pensiero simile è privo di senso.

Famiglia-fai-da-te

Per noi è inaccettabile ogni forma di famiglia-fai-da-te

Va bene. Vorrei solo chiedere ai senatori Cdl della commissione Giustizia Mantovano (An), Bianconi (Fi) e Polledri (Lega): chi fa la famiglia?
Lo Stato? Lo Stato, quindi, viene prima della famiglia. No, non credo che i baldi senatori approverebbero.

Allora è la natura a fare la famiglia! Già, però se è naturale fare famiglia, vuol dire che la famiglia si fa da se, ossia è una famiglia-fai-da-te.

Non resta che Dio, che però a questo punto, suona molto come un deus ex machina.

Grazie a forma mentis per la segnalazione.

Un pensiero particolare

Aioros propone il dialogo ideale tra Benedetto XVI e Lula:

Papa: – E la famiglia?
Lula: – Bene, grazie.

In effetti, a Joseph Ratzinger interessano anche le famiglie concrete e particolari oppure solo quella universale e naturale fondamento della società?

(Su un tema simile, anche Yoshi)