Famiglia-fai-da-te

closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 10 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Per noi è inaccettabile ogni forma di famiglia-fai-da-te

Va bene. Vorrei solo chiedere ai senatori Cdl della commissione Giustizia Mantovano (An), Bianconi (Fi) e Polledri (Lega): chi fa la famiglia?
Lo Stato? Lo Stato, quindi, viene prima della famiglia. No, non credo che i baldi senatori approverebbero.

Allora è la natura a fare la famiglia! Già, però se è naturale fare famiglia, vuol dire che la famiglia si fa da se, ossia è una famiglia-fai-da-te.

Non resta che Dio, che però a questo punto, suona molto come un deus ex machina.

Grazie a forma mentis per la segnalazione.

4 pensieri su “Famiglia-fai-da-te

  1. E’ una frase affascinante, cretina a molteplici livelli. Oltre al punto che segnali, c’è il fatto che i Dico, o i CUS, o i Pacs sono esattamente tentativi di uscire dal fai-da-te, chiedendo che lo Stato sancisca l’unione. Quindi, se sapessero ciò che dicono, i tre caballeros dovrebbero essere a favore.

  2. Uno scivolone buffo davvero! 🙂
    Mi ricorda… Una volta notai che un mio amico neotomista era tutto res&intellectus e realismo ontologico quando parlava di filosofia, e quando si parlava in assemblee politiche attaccava senza timore con le “diverse realtà della città”.
    Sono d’accordo: i Pacs erano un ( malriuscito ) tentativo di sancire “società naturali” che di fatto già esistono.
    Lo spirito del “fai-da-te” effettivamente esiste, e in tutt’altro senso. Non è il costruirsi da solo delle famiglie reali o di altre istituzioni spontanee, ma l’abitudine di costruirsi schemini mentali, a occhi chiusi, su come dovrebbero essere o pensiamo che siano…
    Fantapolitica, fantasociologia, prove tecniche di ingegneria sociale… fai tu… 😉
    ciao!

  3. Filter: i tre caballeros sanno quello che dicono, o meglio sanno chi li ascolta: si rivolgono ad un certo elettorato che non bada al contenuto ma solo al gesto, e si sente appagato dalla (idiota) opposizione.

    eno: Ma che male ti ha fatto l’ingegneria sociale? Confesso di non aver mai incontrato ingegneri sociali… ho un cugino ingegnere elettrico e una cugina acquisita, se non erro, ingegnere biomedico, ma ingegneri sociali proprio nessuno! Comunque non ci vedo nulla di male in un approccio ingegneristico nel senso di sperimentale, molto meglio di quello filosofico da Repubblica platonica 😉
    [più seriamente: i pacs, dico o cus o qualsiasi altra diavoleria cambieranno di pochissimo la società, che ubbidisce a leggi sue. E questo ridimensiona la pericolosità degli schemi mentali a occhi chiusi]

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