Sì, c’è una questione antropologica

closeQuesto articolo è stato pubblicato 2 anni 5 mesi 2 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

“Stranamente su questa teoria son d’accordo col papa” cantava Giorgio Gaber1 e altrettanto stranamente son d’accordo anch’io col papa, quando afferma che «la famiglia è il centro naturale della vita umana e della società».2

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Foto di ** RCB **

Però c’è un però. Anzi due: il primo è che vorrei capire che significa, lì, “naturale”, visto che è un termine molto ambiguo. Il secondo però è che non condivido affatto il punto successivo, quello che afferma che “la famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna”, sia perché non credo che la famiglia si fondi esclusivamente sul matrimonio (anche legami non matrimoniali sono famiglia) sia perché non credo che la cosa riguardi solo coppie eterosessuali.

Altrettanto stranamente, sono d’accordo con chi afferma che il riconoscimento delle coppie omosessuali, e del loro essere genitori, sia una questione antropologica.
Sì, credo che in ballo ci sia il nostro concetto di umanità: non è solo una questione legislativa, di estendere alcuni diritti anche alle coppie omosessuali, ma riguarda anche, e forse soprattutto, la nostra concezione di società umana.
Stiamo davvero cambiando il concetto di famiglia e di umanità, negarlo mi pare sottovalutare la questione, trascurando che la società umana è fatta innanzitutto di simboli, di cose che rimandano ad altre.
Il problema è che questo cambiamento non si limita a una legge e neppure al riconoscimento (giuridico e sociale) delle coppie omosessuali, per cui non lo si contrasta bloccando un emendamento; soprattutto è un mutamento in atto da tempo e che, mi pare, stia portando non all’annichilazione dell’umanità, ma semplicemente a dei rapporti sociali più equi e giusti. Meno tradizionali, forse, ma non mi pare un grosso problema.

  1. Aggiungendo subito un “però quella lì mi arrapa”, introducendo quella che secondo me è la miglior rima della canzone italiana. La canzone è Il corrotto. []
  2. Dalla Dichiarazione comune firmata all’Avana da Papa Francesco e dal Patriarca Kirill, punto 19. []

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