Pubblicità costituzionale

closeQuesto articolo è stato pubblicato 7 anni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Può una pubblicità contrastare la costituzione italiana?
Così pensa Giovanardi, sottosegretario alla famiglia: intervistato da Klaus Davi, ha dichiarato che l’Ikea, che in una pubblicità si dichiara aperta a tutte le famiglie, eterosessuale e omosessuale, si scontrerebbe con l’articolo 29, che sancirebbe l’esistenza di un’unica famiglia, quella “naturale” e “fondata sul matrimonio”.

All’articolo 29, è vero, si legge che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio. Ma il testo completo è: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. La Repubblica, non l’Ikea: o il governo italiano ha acquistato l’Ikea, e la popolare fabbrica di mobili svedesi è in realtà di proprietà dello Stato italiano, oppure l’articolo 29 ha poco a che fare con il caso in questione.
Più pertinente sarebbe l’articolo 41, nel quale si afferma che l’iniziativa economica è libera a meno che non contrasti l’utilità sociale o rechi danno alla sicurezza, alla libertà o alla dignità umana.
Ecco, la domanda è: dare la carta Ikea Family anche alle persone non legalmente sposate è in contrasto con l’utilità sociale, minaccia la sicurezza delle persone, limita la loro libertà o la dignità umana?

7 pensieri su “Pubblicità costituzionale

  1. La famiglia può essere costituita anche da una sola persona. La carta è personale, ma non ti chiedono il documento (almeno fino all’ultima volta che ci sono stato) quindi, catalogherei l’ennesima boutade del prode giovinastro tra le armi di distrazione di massa… (tagli a fondi sulla famiglia in arrivo?)

    Un Sorriso

  2. Secondo me l’Ikea alle persone non legalmente sposate dovrebbe vendere, al massimo, le posate per la cucina. L’importante è che non vendano agli uominisessuali gli stessi materassi che vendono ai buoni cristiani. La Costituzione dovrebbe essere emendata in questo senso.

  3. L’analisi che fai della sciocchezza del pur buon Giovanardi – ce ne fossero in questi cupi tempi fascisteggianti di Zagrebelskies e di Zagrebelsky boys! – mi pare non centri il bersaglio.

    Il fatto che la Repubblica riconosca certi diritti comporta, nella gran parte dei casi, l’obbligo per chiunque di riconoscerli e di tutelarli.
    Si chiama Drittwirkung, o effetti orizzontali.

    Se la costituzione riconosce, per esempio, la proprietà privata, questa fonda tutte le norme che la proteggono.
    Certo, se rubi violi il codice penale e non direttamente la costituzione. Se però un referendum proponesse di abrogare tutti i reati contro la proprietà la corte costituzionale potrebbe anche stopparlo.

    Inoltre, chi ti dice che con Repubblica si intendano le istituzioni e non anche la comunità?

    L’obiezione a Giovanardi è più banale.
    La costituzione tutela esplicitamente la famiglia, facendo uso di un concetto chiaramente eterosessuale, ma non esclude affatto tutele per altri tipi di coppie.

    Ogni organizzazione sociale che non abbia fini illeciti ha diritto a un riconoscimento.
    Quindi, l’IKEA si limita a rivolgersi a tutti e non solo a certe formazioni sociali.

    Non è forse la cosa più bella essere rivolti a tutti e non solo ad alcuni?
    Non è forse libero mercato?

  4. @il più cattivo: una manovra per distrarre? Mi sa che sopravvaluti il nemico…

    @Ulpio: l’idea di un certificato di moralità per l’acquisto di materassi matrimoniali è deliziosa.

    @eno: ma “ce ne fossero” di Giovannardi???
    Comunque: grazie di aver alzato il livello del dibattito con un bel termine in tedesco, che fa sempre scena! 🙂
    Ho solo una obiezione, o osservazione: non mi sembra che nella costituzione Repubblica possa riferirsi alla comunità, ma solo allo stato. Ma attendo smentite.

  5. @Ivo: Con Repubblica si intendono normalmente Stato, Regioni, enti locali.
    Va anche detto che non c’è un uso univoco dei termini e la mia è solo una osservazione dubitativa.
    Faccio un esempio. Di solito “stato” indica le istituzioni in grisaglia, eppure anche il comitato promotore di un referendum è considerato un potere dello stato. A volte è stato-apparato, a volte è stato-comunità. Qui non so davvero.

  6. Non c’entra molto ma stamattina una persona che lavora a una radio mi ha contattato per domandare se conosco qualcuno, meglio se un politico ma non candidato alle amministrative, che possa difendere la posizione di Giovanardi in un contraddittorio sui matrimoni omosessuali e i giovani.
    E’ la richiesta più strana che sento da mesi, anche perché non capisco che cavolo ci azzecchino i giovani.

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