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L’embrione e il maialino

Leggo il seguente passaggio di un intervento dell’arcivescovo Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita:

Dall’embrione non nasce un’aquila o un maialino, ma nasce un uomo o una donna.

È un virgolettato riportato da diversi siti (qui mi limito a citare l’AGI) , quindi immagino siano le fedeli parole di Fisichella, non la menomata interpretazione di qualche giornalista.

Adesso, mi rendo perfettamente conto che è un aspetto marginale della faccenda, che il discorso dell’arcivescovo vola alto mentre io resto in basso, ma da un embrione può benissimo nascere un maialino, un elefante o un topo (non mi pronuncio sull’aquila: sono laureato in filosofia, non in biologia).
L’uomo non è l’unico essere vivente ad avere uno stadio embrionale. L’eccezione umana, ammesso che vi sia, non riguarda l’esistenza allo stadio embrionale.

Quisquilie, ne convengo. Ma se l’arcivescovo vuole volare alto, dovrebbe fare attenzione a non inciampare in basso: rischia un bel tonfo.

L’embrione non è una persona

L’embrione non è una persona.
È quanto emerge dall’istruzione Dignitas personae, preparata dalla Congregazione per la dottrina della fede e approvata da Benedetto XVI:

L’essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita.

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Non serve a nulla

Il Vaticano, per bocca del presidente del Pontificio Consiglio per la Salute Javier Lozano Barragan, critica Obama per l’annunciata decisione di sospendere il veto posto da Bush sui finanziamenti pubblici alla ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Lozano Barragan, a leggere il suo intervento, ha affrontato molti altri temi: dai 300000 bambini soldato agli oltre 4 milioni e 300 mila bambini morti di AIDS, giusto per limitarsi al primo paragrafo del testo; la ricerca sulle cellule staminali, pare di capire, è stata tirata in ballo da qualche giornalista. È lecito pensare che il cardinale non fosse preparato a una simile domanda, e quindi abbia fornito la risposta standard: l’embrione è persona e non si può mai usare una persona come un mezzo per gli altri; inoltre le cellule staminali embrionali non servono a nulla. Continua la lettura di Non serve a nulla

Scienza, filosofia, politica: la ricerca sulle cellule staminali

L’amico Cantor, in un commento al dibattito oramai europeo sulle ricerche sulle cellule staminali, cita la mia recensione del testo di Severino Sull’embrione.

Il discorso di Severino, e quindi anche la mia recensione, è squisitamente filosofico. Il commento di Cantor, invece, è prettamente politico. La ricerca sulle cellule staminali è infine un problema scientifico.
Scienza, filosofia, politica: come si intrecciano questi tre temi? Continua la lettura di Scienza, filosofia, politica: la ricerca sulle cellule staminali

Severino, l’embrione e l’occidente

Emanuele Severino, Sull’embrione, Rizzoli, 2005.

Il primo dicembre del 2004 il Corriere della Sera pubblicò un articolo di Emanuele Severino intitolato La potenza e l’embrione: un intenso distillato di filosofia risultato indigesto a molti lettori, nonostante la bravura espositiva dell’autore.
Il corriere pubblicò altri interventi di Severino in risposta ad alcune critiche ed obiezioni. Gli articoli di Severino sono adesso pubblicati, insieme ad altri testi, in Sull’embrione (Rizzoli 2006), un agile libretto di un centinaio di pagine circa. Continua la lettura di Severino, l’embrione e l’occidente

Certezze

Invidio chi si può permettere una certezza. Non è una cosa da poco: le certezze, nel senso di un sapere talmente indubitabile che l’idea stessa di una obiezione ci ripugna, sono dei beni rari e preziosi, almeno quelle non banali.
Perché di certezze banali è pieno il mondo: la terra è una sfera, il fuoco illumina e scalda, io ho due mani: tutte certezze indubitabili e accessibili a chiunque. Ci siamo talmente abituati che neppure le nominiamo, le riserviamo giusto ai matti e ai bambini. Continua la lettura di Certezze