Scienza, filosofia, politica: la ricerca sulle cellule staminali

closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 8 mesi 27 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

L’amico Cantor, in un commento al dibattito oramai europeo sulle ricerche sulle cellule staminali, cita la mia recensione del testo di Severino Sull’embrione.

Il discorso di Severino, e quindi anche la mia recensione, è squisitamente filosofico. Il commento di Cantor, invece, è prettamente politico. La ricerca sulle cellule staminali è infine un problema scientifico.
Scienza, filosofia, politica: come si intrecciano questi tre temi?

John Maynard Keynes scrisse in una lettera alla moglie Lydia che “l’economista non è il re, è vero. Ma dovrebbe esserlo!” (citato in F. Galimberti, L’economia spiegata a un figlio, Laterza, 2004, pag. 22).
Keynes aveva scarsa fiducia nei politici, e probabilmente a ragione. Tuttavia è tutto da dimostrare che uno stato retto da economisti sarebbe migliore di uno retto da politici: magari un economista sarebbe riuscito ad evitare la Grande Depressione, ma avrebbe sicuramente commesso altri errori (gli economisti sono, dopotutto, anche loro semplici uomini, e gli uomini sbagliano) e trascurato altri temi con conseguenze forse più gravi della crisi del 1929. È meglio augurarsi che ognuno continui a fare il proprio lavoro: che i politici si occupino dello stato e gli economisti di economia.

Lo stesso vale ovviamente per scienziati e filosofi: un governo di scienziati o di filosofi potrebbe anche non essere migliore di quelli attuali, e anzi molto probabilmente sarebbe peggiore.
È comunque meglio per tutti, politici, economisti, scienziati e filosofi, se i primi sono disposti ad ascoltare gli altri.
Ecco il nocciolo del problema: quali sono gli argomenti per i quali i politici dovrebbero ascoltare scienziati e filosofi?

La scienza, semplificando e banalizzando, è lo studio della struttura e comportamento del mondo. La filosofia, sempre semplificando e banalizzando, è lo studio della struttura e comportamento della conoscenza e della realtà.
Il politico dovrebbe chiedere allo scienziato, e lo scienziato dovrebbe avere la pazienza di rispondere, come funziona il mondo, come vanno in realtà le cose. Al filosofo, invece, dovrebbe chiedere cosa quali discorso hanno senso e quali no.

La risposta è schematica e quindi difficilmente applicabile alla realtà. Eppure sarebbe bello se i politici, tutti i politici, prima di aprire bocca su tematiche indubbiamente importanti e politiche come il finanziamento di cui sopra, si chiedessero, ma soprattutto chiedessero ad altri e ascoltassero le risposte “ma come funziona davvero la ricerca che dobbiamo decidere se finanziare o vietare?”, “come funziona il congelamento degli embrioni?”, “quale è la differenza tra persona, individuo e essere vivente?”, “ha senso legare il concetto di dignità e protezione a quello dei diritti?”.

Sarebbe bello. Per capire invece cosa dicono e chiedono davvero i politici, si può leggere questo interessante articolo di Massimo Adinolfi.

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