Riscontro

closeQuesto articolo è stato pubblicato 6 anni 4 mesi 22 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Questo blog ospita circa milleduecento articoli e oltre ottomila commenti. Penso che un terzo circa dei commenti siano opera mia, quindi riduciamo i commenti a cinquemila.
Milleduecento diviso cinquemila fa circa quattro commenti per articolo.
In altre parole: ogni cosa che ho scritto su questo sito ha, in media, generato quattro reazioni, quattro osservazioni, critiche, complimenti, insulti o altro.

Da un po’ di tempo alcune delle cose che scrivo vengono pubblicate su un settimanale e, da un annetto circa, su un quotidiano. Avrò scritto – escludendo le cose infime tipo gli appuntamenti del giorno successivo e i resoconti degli incidenti stradali  – un centinaio di articoli degni di nota. Di reazioni – lettere, telefonate o commenti vari – ne avrò ricevuti si è no mezza dozzina.
In altre parole: ogni cosa che ho scritto per la carta stampata ha, in media, generato un decimo di reazione.

Il costo del commento

Il confronto diventa ancora più impietoso se consideriamo che questo sito riceve un migliaio di visita alla settimana mentre le pubblicazioni che incautamente stampano quello che scrivo, pur non avendo tirature immense, hanno comunque molti più lettori.1

La differenza si spiega facilmente con la difficoltà di commentare un testo stampato.
Un lettore deve cercare l’indirizzo o il numero di telefono della redazione, trovare il tempo di scrivere un testo vagamente presentabile o chiamare e cercare qualcuno che lo possa ascoltare eccetera; anche nell’ipotesi che mi conosca di persona, deve comunque trovare il tempo di chiamarmi o mandarmi un messaggio. Una fatica enorme, rispetto al tempo necessario a scorrere la pagina web fino in fondo, scrivere “sei un idiota” e pigiare il pulsante Pubblica commento.
Insomma, perché arrivi un riscontro il lettore deve essere o molto arrabbiato o entusiasta: se è moderatamente contrario o moderatamente favorevole all’articolo, l’autore dello stesso non lo saprà mai.
Questo non vale, ovviamente, solo per il confronto quotidiani/blog, ma in generale per la carta stampata e il web.

Dialogo con la realtà

Il mondo della carta stampata – ripeto, non solo i quotidiani e i settimanali ma in generale tutto quello che viene stampato – non dialoga con la realtà quanto e come lo fa il mondo del web in generale, quindi non solo blog e social network ma anche le versioni online dei giornali, se prevedono spazio per commenti e condivisioni.
In alcuni casi è forse meglio avere questi ostacoli al dialogo: penso ai commenti-spazzatura che immancabilmente arrivano quando si affrontano temi come gli OGM o l’omeopatia. In generale, però, credo che avere un qualche riscontro sia importante.
A me, lo confesso, un po’ manca: mi piacerebbe ricevere più critiche e apprezzamenti.

  1. Non parliamo del Corriere della Sera, ma comunque di un quotidiano con un centomila lettori circa; lettori del giornale, non di ogni singolo articolo, certo, ma anche supponendo che un lettore su cento ha letto un mio pezzo, arriviamo comunque a un migliaio di lettori. []

2 pensieri su “Riscontro

  1. Ti leggo sempre. Ci tengo a dirtelo. Anche se non commento quasi mai. Non scrivo quasi più nulla, da nessuna parte, e non so se è faccenda passeggera. Ciao.

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