Genova secondo giorno

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 5 mesi 6 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Complice il largo anticipo (i treni sono sempre così: o arrivano un’ora prima o quindi minuti dopo), per raggiungere Palazzo Rosso da Principe non ho fatto il percorso più logico e razionale (Balbi e Cairoli, che è come dire: vai sempre dritto e non ti puoi sbagliare). Ho deciso di perdermi per i carrugi, passando ovviamente da via del campo. Arrivare in via Garibaldi dal basso (sono sbucato dal vicolo dei 4 Canti di San Francesco) è una esperienza notevole, di quelle che ti lascia per qualche minuto a bocca aperta. Riesci a intuire cosa fosse il barocco agli occhi dei contemporanei: una innovazione nel concepire gli spazi, un qualcosa di inaudito e sorprendente. Uno Sgarbi dell’epoca, probabilmente, avrebbe demolito tutto.

Intanto scopro che, all’inaugurazione del festival, non c’era neppure un sottosegretario.

Lascia un commento