Uomo e[‘] natura

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 2 mesi 29 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Del recente discorso di Monsignor Fisichella avevo commentato (con eccessiva pignoleria) l’imprecisione sugli embrioni non umani, lasciando da parte il resto.

Oggi Marco Ferrari rimedia a questa mia mancanza, mettendo a fuoco il problema di fondo dell’approccio di Fisichella (e della chiesa cattolica in generale): la supremazia umana. L’uomo è creatura eccezionale, unica e, soprattutto, in posizione privilegiata rispetto agli altri esseri viventi:

“[il papa] esige anche che ci sia la difesa della vita umana in tutta la sua pienezza. Vanno bene le leggi per salvaguardare i lupi o gli scimpanzè, ma prima di tutto occorrono leggi per salvaguardare l’uomo, dalla sua nascita naturale alla sua fine naturale”. Eccoci, questo è il clou: prima l’uomo, poi, casomai, il resto del mondo. Se c’è un’alternativa, e l’alternativa c’è sempre, prima si danno i fondi per “salvare” bambini e città, monumenti e anziani, poi forse parchi nazionali e animali in via d’estinzione. E’ ovvio che di questo passo per “lupi e scimpanzé” non avanza niente.

In poche parole: l’uomo è parte della natura o – per evitare l’impiego del compromesso termine “natura” – l’uomo è un essere vivente sullo stesso livello degli altri, non vi sono salti ontologici, non c’è un particolare privilegio.

PS Detesto scrivere e’ invece di è – utilizzare l’apostrofo come accento è una cosa che posso tollerare, ma non approvare, se chi scrive si ritrova con una tastiera priva di accenti. Nei miei sogni il titolo di questo post sarebbe stato Uomo è natura con l’accento, ma non la e, rossa:
Schermata 2009-09-16 a 10.01.00
Purtroppo non è possibile farlo nel titolo, e ho usato – orrore! – l’apostrofo come accento mettendolo tra parentesi quadre. Un gesto del quale mi vergognerò a lungo.

31 pensieri su “Uomo e[‘] natura

  1. Non parlarmi di accenti e tastiere stranier, guarda! Pensavo che quelle svedesi fossero le peggiori al mondo ma dopo aver usato quelle anglosassoni mi sono dovuto ricredere…

  2. Lopo hai ragione, ma se vuoi vengo a colorartelo io a mano, se vuoi ho anche altri colori…
    Dai è un modo facile per avere sempre a disposizione caratteri indispensabili come ß, æ Æ Ð Ħ ü (quest’ultima usatissima in Padagna)

  3. Interessante anche questo passo (dallo stesso post di Marco Ferrari):
    “Capisco, in un discorso pubblico non si può andare tanto per il sottile. Ma è proprio questo che mi stupisce; un’organizzazione millenaria, che è sopravvissuta e ha preso il potere a forza di sottili distinguo e di somma capziosità, quando si tratta di salvaguardia dell’ambiente e di confrontare (in qualsiasi modo) uomini e natura, ne fa una dicotomia precisa e decisa, sbraca senza possibilità di compromessi tra le posizioni.”
    Eh già…

  4. @Ivo: …al fine giungesti…
    La mia tolleranza sulle sgrammaticature è molto più alta della tua.
    Sono invece arrivato alla soglia (o forse ormai trabocco) per quanto riguarda questa storia della eccezione umana…. ale jaja (per dirla alla polacca).
    L’eccezione umana (da definire con cautela) non deve conenstire il diffondersi di questo dualismo.
    La nostra specie è parte indisgiungibile dalle altre… faccio solo un esempio: la digestione.
    Per i dettagli suggerisco di rivolgersi alla vostra enciclopedia preferita.

  5. Il problema delle tastiere senza lettere accentate non è l’impossibilità di scrivere àéèìòù, ma la velocità con qui scrivo. Certo, per una lettera di grazia al presidente della repubblica uno si impegna, ma per una email o una chat non è proprio comodo stare a ricostruire la combinazione di tasti o fare copincolla da una tabella caratteri!

    @.mau.: Ma il latinorum non è roba da azzeccagarbugli?

    @Mia: Sì, interessante anche quel passaggio – ma mica potevo mettere qui tutto il post 😉

    @il più Cattivo:

    La nostra specie è parte indisgiungibile dalle altre… faccio solo un esempio: la digestione.

    Nel senso che quando mangiamo altri esseri viventi diventano parte indistinguibile di noi? 😉

  6. Non sono certamente titolato per intricami in questi discorsi, ma da quello che capii a suo tempo leggendone, la digestione è un processo “simbiotico” con microorganismi presenti nel nostro intestino. Per farla breve c’è un “prodotto medicinale” che si cura di riimetterne alcuni quando li perdiamo per esempio con la diarrea…non sono molto pratico…sul sito di eniscuola ho trovato la dizione forse più semplice “flora batterica”.

    P.S. la tua di proposta è molto più avvincente mi ricorda qualcosa sulla “continuità delle cellelule viventi” per cui gli atomi che componengo un uomo alla nascita sarebbero tutti espulsi dal corpo umano ben prima della sua maturità….

  7. sulla simbiosi e sulla a-specificità umana, suggerisco un libro che non tratta particolarmente questo tema ma fa cambiare molte idee: frank ryan, virolution, collins 2009.

    ryan è un virologo e sostiene che l’evoluzione umana è pesantemente condizionata dai virus che ci siamo presi. molti si sono endogenizzati e ormai fanno parte del nostro dna – nel 43% del codice umano letto ci sono segni di mutazioni indotte da virus, e il 9% è di fatto dna di virus piuttosto che umano. e svolge funzioni utili (tipo: produzione della sincitina assolutamente indispensabile per la placenta e la sopravvivenza del feto) oltre a essere una bomba a orologeria.

    non siamo diversi dagli altri animali, e la stessa influenza suina lo dimostra (una parte è umana)

  8. @Zar e il più Cattivo: Purtroppo anche quest’anno non sono riuscito a venire a Modena per il festival…
    Spero di avere maggior fortuna l’anno prossimo.

    @Marco Ferrari: Grazie a te per aver scritto l’articolo 😉

    @alex: Se ne era già parlato commentando l’espressione “DNA umano” utilizzato in una proposta di legge di non so quale stato americano.
    Alla fine la storia dell’uomo (come specie) è lì, con tutte le sue tracce che ci collocano all’interno degli altri esseri viventi.
    L’uomo è unico – ma è la stessa unicità che può avere una pulce o una muffa!

  9. L’altroieri ho visto una mia alunna portare a passeggio il cane. Lei pesa a occhio e croce 30 kg, il cane le arrivava alle spalle e pesava almeno il doppio di lei. Secondo natura — lo so che non si può usare questa espressione su questo blog, ma una volta tanto voglio fare il provocatore — la piccola umana avrebbe dovuto essere cibo per cani, un po’ scarsino; invece era inspiegabilmente lei a condurre lui. Dai retta, l’uomo è la bestia più eccezionale che ci sia: lo capisce anche un cane.

  10. @Galliolus: E chi ti dice che non sia così. Se il cane dovesse essere portato alla fame non scarterei l’idea che possa passare al contrattacco. 🙂
    Che l’ homo sapiens sapiens abbia sviluppato delle doti peculiari non credo che vi sia qualcuno che lo neghi. Il punto mi sembrava correlato al fatto che siano doti naturali e non extra o sovra naturali. Chi sarebbe così poco lucido da non ritenere che organizzazioni diverse abbiano caratteristiche diverse?

    Un Sorriso

  11. Non c’è dubbio che quella umana sia una specie tra le altre, che non esiste alcun salto ontologico e che le differenze con le altre specie siano fondamentalmente quantitative, non qualitative (la massa del cervello, tanto per dirne una).
    Siamo però la specie (almeno per ora, l’unica) che sta imboccando la strada della possibilità di modificare in maniera radicale le proprie basi biologiche, la propria “natura” (con tutte le virgolette del caso). Questo non comporta nulla di “extranaturale” o di non materiale, ma certo modificherà di non poco tutte le precedenti configurazioni concettuali, proprio a partire da quello di “natura”.
    Anch’io in effetti lamento molto i limiti ortografici imposti dalla titolazione dei post…
    Un saluto

  12. @Galliolus: Beh, se l’eccezionalità umana consiste nel fatto che pure un cane capisce come sfruttare un essere umano facendosi nutrire e curare per tutta la vita, ricambiando con uno scondizolio di coda ogni tanto… non mi sembra un grande affare! 😉

    @md: Nessuno nega che l’essere umano faccia cose che gli altri esseri viventi non fanno – il punto è che ci sono molte cose altri esseri viventi fanno e l’uomo no, e non ci sono graduatorie, solo differenze.

  13. Raramente ho letto cose così interessanti.
    🙂

    @Ivo: il tuo spirito darwiniano mi commuove. Principalmente ammetto che l’ultima tua frase, secondo il mio modesto parere, conclude la disputa per KOT.

    Avrei solo rimarcato che l’uomo in quanto specie non sta apprestandosi a modificare la natura e comunque e chiunque lo faccia non potra farlo che dentro la natura e seguendone le leggi che a differenza di quelle leggi umane non sono violabili ma eventualemente solo comprese meglio.

    Un sorriso

  14. @il più Cattivo:

    comunque e chiunque lo faccia non potra farlo che dentro la natura

    Non mi convince. O, meglio: mi convince fino a un certo punto: tutte le modifiche sono naturali, nel senso che avvengono (natura come tutto ciò che esiste) – ma c’è una differenza tra ciò che avviene naturalmente e ciò che avviene artificialmente (natura come ciò che fa l’uomo). Queste ultime sono moralmente impegnate, e ha senso proporre alcune “regole di condotta” per le modifiche artificiali al nostro DNA – cosa che non ha senso fare per le mutazioni naturali.
    Questo per rispondere a Galliolus: si può usare l’espressione secondo natura – specificando il senso e senza trarre conclusioni da questo essere naturale.

  15. @Ivo : devo riconoscere che mi ero emozionato troppo facilmente. 🙁 😉

    Come ho appreso da Dawkins e Dennett bisogna diffidare di chi sembra darwinista 😉

    In realtà il problema è qualora ci sia

    una differenza tra ciò che avviene naturalmente e ciò che avviene artificialmente

    occorrerebbe giustificarla. Se si autodesume si fugge da DNA (nel senso del mai abbastanza compianto Douglas Noel Adams) quando afferma (forse non è sua ma la ricordo da lui riportata) che non c’è bisogno immaginare che ci siano le fate nel giardino per ammirarne la bellezza.

    Quello che si trova (per esempio) in Dennett è che non c’è bisogno di “ganci appesi al cielo” per giustificare la complessità (quella che chiami artificialità) ma si tratta sempre e comunque di gru e di gru appoggiate su altre gru.

    Un sorriso

    P.S. Ieri sera ho iniziato il libro di A.Pascale “Scienza e Sentimento” e vi ho ritrovato anche le questioni che qui continui a porre. Sapendo che talvolta (o spesso) ti segue ne approfitto per mandargli un saluto

  16. @il più Cattivo: Aspetta.
    Non dico che una mutazione genetica naturale sia di per sé diversa da quella artificiale o che una identica mutazione se è naturale va bene se è artificiale no. Se la mutazione è buona o cattiva (passami i termini) lo è indipendentemente dall’origine.
    Certo una legge che evita le mutazioni artificiali cattive o pericolose ci vuole.
    Se vuoi, è come per la morte: se è naturale imprechiamo, se è provocata da un uomo lo mettiamo in galera, anche le la morte è identica in entrambi i casi.

  17. @Ivo: …e chi si muove 🙂 🙂

    Tu però stai mischiando credo un po’ troppi temi e di solito (non credo sia il tuo caso) chi lo fa, vi si trova costretto ed essendo in difficoltà alza la posta (se fossimo nel post sulla tassa dell’ignoranza diremmo che rilancia).

    Nonostante le premesse, il titolo ed alcuni tue risposte noto che potevi risparmiarti l’accento (o l’apostrofo). 😉


    L’eccezione umana è intra naturale.

    Se un uomo muore passando sotto un balcone perchè cade un vaso c’è la possibilità che vi sia una colpa.
    Se un uomo muore per “influenza” o “attacco cardiaco” si tralascia…

    E allora … è soltanto un modo per testimoniare la limitatezza del nostro diritto.

    Il problema che mi sembrava posto e sul quale mi ero peritato di intervenire non riguardava il diritto, ma l’appartenenza imprescindibile dell’uomo alla biosfera (per le sue repliche lascio la parola ad Azimov e compagni).

    Il punto per me saliente non è se una “sostantivo a tua scelta” è controllata da una configurazione biologica di un certo grado, ma che qualunque configurazione biologica (homo sapiens incluso) deriva esclusivamente da condizioni non trascendenti.

    Mi raccontarono che A.Einstein si rifiuto di occuparsi di metereologia riportando che se ne sarebbe occupato quando fosse divenuta metereonomia, io aggiungo che sono (ma non saprei giustificare semplicemente il perchè) attratto dalla conoscenza delle realtà naturali.
    Evito invece come la peste l’etica ed il diritto se non nello stesso modo in cui potrei studiare quella delle genti maori.
    Lascio alla fantasia il compito di parlare di immaginifico: ho amato “la storia infinita” ma il suo volume è su un’altro scaffale rispetto ai libri di Eric_J._Hobsbawm
    http://www.anobii.com/contributors/Eric_J._Hobsbawm/1030637/
    e di Mammarella
    http://www.anobii.com/contributors/Mammarella_Giuseppe/373450/

    Concludo testimoniando la limitatezza del nostro lessico.
    Giovanni di Aldo, Giovanni e Giacomo direbbe che l’Italiano è un dialetto perchè non è preciso ed utilizza parole ambigue o ambivalenti come legge o natura… fino a giungere alla legge naturale che i cattolici spesso invocano finchè, sempre soltanto su temi specifici, non sono costretti a rinunciarvi, a volte anche secoli dopo.

    🙂 🙂 🙂

  18. @il più Cattivo: Ti muovi, ti muovi: dialetticamente, ma ti muovi. E mi muovo anche io: certo che ci sono argomenti diversi, qui. E sono appunto i diversi significati di natura. Termine che è ambiguo finché non lo si specifica – che è quello che secondo me conviene fare. È utile usare il termine “naturale”, a condizione che a) non è un vantaggio; b) si specifichi in quale senso lo si usa e ci si attenga ai limiti di questo utilizzo.
    Separare l’uomo dalla natura non ha senso se si utilizza natura nel senso di ciò che esiste. Ma ha senso in altre situazioni: un parcheggio è naturale quanto un bosco, però preferisco il bosco…

  19. @Ivo:
    Dopo aver concesso molto di più di quello che dovrei in qualità de il più Cattivo, cerco di entrare direttamente nel punto dolente:
    Cosa significa definire “extra” natura.
    Il problema (cercherò di essere sintetico) è quale vantaggio si cerca di perseguire. Quello che osteggio è la trascendentalità imposta.

    In “La culla della vita” http://www.anobii.com/books/La_culla_della_vita/9788845917547/01d8ba194fe99667eb/
    per esempio ho scoperto quante delle “verità rivelate” siano incompatibili con le scoperte scientifiche.
    Immagino che tu non stia intenzionalmente (nel senso volgare del termine) facendo il gioco di chi vuole farci credere nella religione del cargo. Ma dobbiamo comprendere che l’intenzionalità (nel senso darwinista del termine) è soltanto un frutto evoluzionistico che ci consente di continuare la nostra avventura all’interno della natura meglio di altre specie. Se però il frutto marcisce e diventa ideologia (politica, religiosa o simili) il vantaggio svanisce. L’ Eco-sostenibilità può davvero raggiungere dei risultati solo quando (a mio immodesto modo di vedere) sono verificate due premesse:
    1) Comprendiamo che soltanto in queste specifiche condizioni ambientali, con piccolissime altrazioni accettabili possiamo sopravvivere come specie

    2) Comprendiamo che la terra l’abbiamo ricevuta in prestito dalle future genrazioni e non in eredità dai nostri avi.

    Un sorriso

  20. @Ivo: Io !! 🙂
    Quello che osteggio è il pensiero alla “Padre Pio” o “sangue di San Gennaro” (ma gli esempi derivano dalla mia frequentazione con la chiesa cattolica, che ovviamente è per me solo una delle tante, ne meglio ne peggio di altre).
    Se esistesse qualcosa di trascendente (forse è un ossimoro) sarebbe opportuno che sia dimostrabile e non “rivelato”. Tale problema è talmente sentito da “tutti” che gli imbrogli non si contano più.

  21. @Ivo: Beh… povero non direi… Mentre ero in vacanza in Puglia dei vicini di ombrellone si sono peritati di andare al santuario e di raccontarmi con dettaglio lo sfarzo e le ricchezze ostentate. Non vorrei dire castronerie ma temo che abbia una tomba d’oro o qualcosa di simile.

    Se il povero è perchè defunto allora diresti povero anche di Cagliostro e affini?

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