Le brioches di Maria Antonietta

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 2 mesi 28 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Maria Antonietta, in realtà, non affermò mai che i contadini affamati, in assenza di pane, avrebbero dovuto mangiare delle brioches. La frase, tuttavia, è diventata ugualmente simbolo dell’incapacità di rendersi conto della realtà, e così la usa Giancarlo Bosetti in un suo recente saggio:

Domande urgenti e drammatiche sorgono nella mente degli individui a causa di povertà, violenza, ignoranza, umiliazioni. Rispondere a queste difficoltà con una lista di diritti individuali – il diritto a rifiutare le cure non desiderate in caso di coma irreversibile, il diritto di adottare bambini da parte di una coppia gay – equivale spesso a cambiare discorso. Ricorda le brioches di Maria Antonietta.

Giancarlo Bosetti, Il fallimento dei laici furiosi. Come stanno perdendo le scommessa contro Dio, p. 81

È vero, parlare del diritto individuale a rifiutare le cure non desiderate quando qualcuno è preoccupato della povertà o della violenza è cambiare discorso. Non credo però che i laici furiosi1 pensino ai diritti individuali come a una risposta a questi problemi.

Mi lascia quantomeno perplesso l’accostare i diritti alle brioches, lasciando intendere che i primi siano superflui quanto le seconde.
Gli appelli di Bosetti alla ricerca di un punto di incontro tra laici e cattolici mi vedono d’accordo, ma non capisco se i diritti devono far parte di questa ricerca di un punto d’incontro. Se, in altre parole, sia possibile, e giusto, venire a compromessi sui diritti, rinunciare, in tutto o in parte, al diritto di rinunciare alle cure non desiderate per cercare un punto di incontro con i credenti di una qualche fede perché quella fede, forse, è in grado di rispondere alle domande generate da povertà, violenza, eccetera.

  1. Almeno nel titolo Bosetti evita il termine laicisti – che comunque utilizza nel corso del testo. []

18 pensieri su “Le brioches di Maria Antonietta

  1. Non ho letto il libro, ma ho letto l’intervista a Bosetti sul Giornale e la critica di Scalfari su Repubblica. La domanda che sorge sempre spontanea di fronte a chi auspica una convergenza tra laici e clericali è come si farebbe a trovare un compromesso se da una parte ci sono valori non negoziabili. Per fare solo un esempio, sulle unioni civili non si può certo incolpare la parte laica di essere stata ferma sulle sue posizioni: dai pacs ai dico ai didore al nulla, è stata tutta una rincorsa ai dettami vaticani. Allora, di che parla Bosetti?

  2. Due obiezioni:
    1) Non capisco che male ci sia a usare il termine “laicisti”, che mi pare il più corretto per definire coloro che rivendicano la laicità.
    2) Indipendentemente dalla validità dell’accostamento tra brioches e diritti (anche se credo che una figura sia affidata al buon senso dell’interprete) io credo che sia esattamente il modo in cui vengono percepite queste battaglie radicali, ed è la ragione per cui vengono continuamente sanzionate in sede elettorale. L’argomento dei “problemi veri” è certamente in sé demagogico, ma non é demagogico rimarcare che statisticamente questi temi non hanno un grande successo, e politicamente (ma é una mia opinione) mi paiono suicidari.

  3. La ribalto:
    “Perché vi preoccupate tanto per degli zigoti quando milioni di bambini muoiono di malaria o diventano ciechi per tracoma?”
    Penso che funzioni anche meglio, no?

  4. Ha ragione Weissbach & oz.
    Che senso ha discutere con questi fondamentalisti?
    W i biechi illuministi!!!11

  5. l’ho visto oggi in libreria. ma non ho nemmeno voluto raccoglierlo per vedere la quarta, ho provato un senso di – repulsione fin dal titolo. come fai a leggere certe cose? che stomaco hai?

    quanto alla domanda finale, sono confuso: una soluzione a povertà, malattie, violenza eccetera – non è un “diritto”?

  6. Quoto Weissbach, la cui contro-obiezione avrebbe impedito Bosetti di pubblicare la sua di obiezione, se solo egli avesse avuto la bontà di essersi posto tale problema.

  7. @oz: Di cosa parla Bosetti? Non lo so, non l’ho capito – e lo dico sinceramente.

    @RAV: 1) Il problema di laicista è che significa tutto e niente – e il suo impiego a me fa pensare che il discorso che segue sarà più che altro retorico.
    Bosetti si rende conto del problema e infatti compie «un qualche sforzo preliminare per accordarsi» sul significato del termine. Curiosamente questo sforzo preliminare è a metà libro – forse occorre uno sforzo per accordarsi sul significato di preliminare. 😉
    2) Il Partito Democratico mi sembra seguire la linea di Bosetti – c’è dentro gente come Franceschini, Binetti, Rutelli mentre non c’è più Odifreddi. Politicamente quanto ha pagato?
    Inoltre: Bosetti mi deve dimostrare che ciò che elettoralmente paga è anche giusto – se possibile escludendo il dichiarare fuorilegge l’opposizione, che elettoralmente paga di sicuro ma proprio giusto non credo sia.

    @Zar: Concessa. Sei di Modena?

    @Weissbach (ma vale anche per quelli che lo hanno approvato): Sei un laico furioso.
    Ma non ti preoccupare: puoi accomodarti sul lettino per una bella seduta di psicoanalisi con il dottor Bosetti (testuali parole: o Bosetti pensa di convincere i laici furiosi insultandoli, oppure i destinatari del suo libro non sono i laici furiosi – e allora chi sono?)

    @alex: È ginnastica: devo (me lo sono imposto) leggere un libro peggiore, e utilizzo Bosetti come allenamento.

  8. È vero, parlare del diritto individuale a rifiutare le cure non desiderate quando qualcuno è preoccupato della povertà o della violenza è cambiare discorso.

    Anche citare a sproposito povertà e violenza quando si parla di diritti dell’invididuo è cambiare discorso, ed è una tattica molto usata.

    perché quella fede, forse, è in grado di rispondere alle domande generate da povertà, violenza, eccetera.

    Sarò un “laico furioso”, ma in duemila anni di fede mi sembra che povertà e violenza non siano mai mancate, quindi queste “risposte” non mi sembrano tanto valide.

  9. Beh, ma davvero c’è qualcuno di voi che osa difendere “il diritto a rifiutare le cure non desiderate [comprese alimentazione e idratazione] in caso di coma irreversibile”?

    Ma lo sapete che sul Catechismo della Chiesa Cattolica c’è scritto a Chiare Lettere che questo diritto è infondato? Cristo, ragazzi! La Vita è un Dono dio Dio, non è dell’uomo.

    La Chiesa Cattolica, in quanto depositaria della Verità (le altre religione sono tutte false, naturalmente), non sbaglia mai: ci sono diritti non negoziabili, che tutti gli Stati del mondo devono riconoscere.

    Questo chiude la questione, gente.

  10. Ivo, sull’opportunità di certe scelte politiche si puo’ discutere (all’infinito, temo — o mi auguro). Quello che volevo dire, in risposta al tuo post, é che al di là dell’argomento demagogico dei “problemi veri” (i problemi veri non sono *mai* l’oggetto dei discorsi politici), i cosidetti temi etici fanno spesso la parte di “capricci borghesi”, se considerati prioritari. Oppure, dall’altra parte, appaiono come “derive fondamentaliste”, vedi l’insuccesso della lista di Ferrara. Personalmente considero che vadano derubricati dall’agenda politica perché chi ha tutto da perdere, in un paese in cui l’unica scelta che ci rimane é tra il leghismo e il catto-comunismo, sono i liberal. In questo senso non é “giusto” fare cio’ che elettoralmente paga, ma “razionale” stabilire le proprie priorità. Quindi hai ragione a sostenere queste posizioni se le consideri prioritarie, pure se dovessero essere fallimentari, tuttavia tieni conto che chi non le considera prioritarie (e quindi evita di farle emergere) lo fa forse per nobilissime ragioni strategiche.

  11. (Ovviamente “catto-comunismo” é una caricatura, soprattutto per la parte “comunismo”… ormai parlo come il premier…)

  12. @Lorenzo: Sì, chiude la questione – o chiuderebbe, perché c’è chi si ostina a cercare il dialogo, non si capisce bene su quali termini. Ma qui è il laico furioso (o disilluso?) che parla.

    @RAV: Il problema è che l’espressione “temi etici” non significa nulla. È un termine introdotto con l’unico scopo di ritagliarsi un territorio nel quale l’opinione di alcuni diventerebbe più importante che in altre questioni.

    @Kirbmarc e lector: Siete laici furiosi – dovrei togliervi il saluto, credo. 😉

  13. Su questo hai ragione. Suppongo che il tuo bersaglio siano le commissioni di bioetica, e hai perfettamente ragione sull’anomalia che rappresentano, anche per via della loro composizione…

  14. @RAV: Le commissioni di bioetica?
    In generale credo siano una buona idea – poi la singola commissione può essere di pessima qualità, ma è un altro problema.

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