Questione di categorie

closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 2 mesi 5 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Savino Pezzotta, ex sindacalista e uno dei portavoce del Family Day, ha espresso la sua opinione sui diritti degli omosessuali:

I gay, per esempio, sono persone ma non categorie e perciò hanno dei bisogni, non diritti.

Marco Griffini, fondatore e presidente dell’Associazione Amici dei Bambini e anche lui promotore del Family Day, non approva le adozioni alle coppie omosessuali:

Mi occupo di bambini abbandonati da trent’anni. So quali ferite provochi l’abbandono, i gravi problemi di identità che ne scaturiscono. Problemi che sarebbero ingigantiti dall’essere affidati a due genitori dello stesso sesso.

Voglio prendere sul serio le due dichiarazioni.
Se gli omosessuali non sono una categoria, per favore, non parliamo più di omosessuali in generale. Parliamo di persone, di singole persone, e non di categorie.
Aboliamo quindi tutte le leggi che stabiliscono in generale i criteri per poter adottare un bambino: che si decida caso per caso. E se una coppia omosessuale risulta sufficientemente stabile e accogliente, che le si conceda di adottare un bambino.

Un pensiero su “Questione di categorie

  1. “I gay, per esempio, sono persone ma non categorie e perciò hanno dei bisogni, non diritti.”

    Questa è una stupidaggine. A goddere di diritti sono proprio le singole persone, non le categorie.

Lascia un commento