La funzione primaria

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 1 mese 22 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Weissbach segnala un fatto curioso e un po’ ipocrita: su Facebook verrebbero rimosse le foto di madri che allattano mentre i banner pubblicitari soft-porno rimarrebbero al proprio posto.

Nel denunciare questa decisione, qualcuno (immagino una delle madri giustamente inviperita per la censura) ha affermato:

La funzione primaria del seno delle donne è di alimentare i propri piccoli.
La visione “erotica” associata ad essa è solo una invenzione che appartiene agli uomini.

Funziona primaria del seno?
Questa espressione ha un qualche senso, tenendo conto che il seno umano non ha un progettista?
Oltretutto, evolutivamente parlando, credo che la visione erotica maschile abbia avuto un ruolo non trascurare nel “disegnare” il seno femminile umano.

8 pensieri su “La funzione primaria

  1. L’accezione di “primaria” che uso io (non so se è quella degli autori della frase) è in senso squisitamente cronologico.
    La mammella ha primariamente (originariamente) la funzione di allattare.
    In ogni caso, in senso evolutivo, c’è spesso una funzione “primaria” precedente: sembra che le ghiandole mammarie si siano originate da ghiandole sudoripare.
    La mia critica era all’idea un po’ veterofemminista che la funzione erotica delle mammelle umane sia un fatto unicamente “culturale”, per non dire peggio (maschilista); mi risulta che ci siano ancora in ballo delle ipotesi biologiche diverse.

  2. Non credo che in ambito biologico il termine ‘funzione’ indichi necessariamente una progettualità, cioè che sia sinonimo di ‘scopo’.

    Per il resto sono d’accordo con chi ribadisce che non c’è nulla di male (o di “innaturale”) nel riconoscere anche una funzione erotica. 🙂

  3. Le scimmie non hanno le tette, e allattano lo stesso. Questo per dire che la funzione primaria del seno (qualunque cosa essi siano – sia la funzione sia il seno – visto che quest’ultimo dovrebbe indicare il solco fra le due mammelle) non è l’allattamento, ma l’attirare i maschietti con la simulazione delle callosità ischiatiche presenti nelle altre antropomorfe. Questa me la sono inventata io, forse.

    Marco

  4. @Weissbach: Nella tua accezione penso sia corretto dire che primariamente il seno serve per allattare. Però, per coerenza, temo occorra riconoscere: che la bocca serva per cibarsi, e parlare sia una funziona secondaria (il che può ancora andare bene); che la funzione primaria delle mani sia camminare (il che va già meno bene).

    @Joe Silver: Tocchi una questione molto complicata. Tieni presente che “avere la funzione” è diverso da “fare”.
    Il cuore pompa il sangue, ma ha anche la funzione di pompare il sangue? La luna provoca le maree, ma la luna ha la funzione di provocare le maree? Mia moglie prepara il pranzo di capodanno, ma la sua funzione è preparare il pranzo di capodanno? Il presidente della repubblica firma le leggi, la sua funzione è firmare le leggi?
    Searle affronta questo problema ne La costruzione della realtà sociale, magari più tardi lo cito (ma non credo di riuscirci).

    @Marco Ferrari: callosità ischiatiche? Rendi tutto ciò molto poco romantico! 😉

  5. Premesso che non sono un biologo (e tanto meno un filosofo :)) – per cui mi scuso per l’improprietà del linguaggio – continuo a scorgere una netta differenza tra il dire che “il cuore ha la funzione di pompare il sangue” e il dire che “la luna ha la funzione di provocare le maree”. Anzi è un esempio che, a mio avviso, evidenzia molto bene come nel caso di strutture biologiche possa essere legittimo utilizzare il termine “funzione”.

    Prendiamo un altro esempio: l’ala di un uccello.

    Si può ragionevolmente pensare al volo dell’uccello come a un effetto collaterale della struttura biologica “ala”, allo stesso modo in cui le maree sulla Terra sono solo un effetto collaterale della presenza della Luna? E’ vero che la Luna non è “fatta per” provocare le maree, ma è vero, pur rimanendo al di fuori di ogni ragionamento teleologico, che l’ala è “fatta per volare”.

    Non esisterebbero oggi ali se esse non servissero (o non fossero servite ai progenitori degli uccelli di oggi) per volare. L’ala, come oggetto complesso e perfettamente integrato con la struttura corporea dell’uccello, esiste solo grazie alla sua utilità (o meglio: grazie all’utilità che i vari stadi evolutivi dell’arto che è diventato ala hanno avuto nel corso della sua storia naturale), ovvero l’ala è stata “forgiata” dall’evoluzione naturale (sia pure con meccanismi del tutto non finalistici).

    Viceversa la Luna non è stata “forgiata” dalle leggi fisiche che l’hanno prodotta perché i suoi effetti mareali sono stati “utili”… alla Luna!

    Vabbe’, mi rendo conto di aver introdotto un altro concetto problematico, quello dell’utilità…

  6. Senza piaggeria: tutti questi aspetti erano contenuti in nuce nel tuo post originale.
    La faccenda è più complicata e composita di quanto sembri a prima vista: comprende – oltre al resto – la definizione di funzione, la differenza tra funzione e scopo e non ultimo (io l’avevo un po’ trascurato) il fatto che da alcuni sia ventilata la “necessità” di giustificare eticamente un comportamento o un valore con una funzione naturale.
    Non so come, ma si torna sempre lì.

    PS: come è stato il concerto?

  7. @Joe Silver: La mia fretta nello scrivere il commento precedente è stata cattiva consigliera: non intendevo dire che la risposta a tutte quelle domanda sia negativa. Lo è per la luna e per mia moglie, è sicuramente affermativa per il presidente della repubblica ed è probabilmente vera per il cuore – ma in un senso diverso da quello del presidente.
    In altre parole: si può benissimo parlare di “funzione” in biologia, avendo presente che il cuore ha la funzione di pompare il sangue in un senso diverso del martello che ha la funzione di martellare.

    @Weissbach: Naturale è meglio.
    Chissà quando abbandoneremo questa idea…

  8. @Weissbach: Il concerto è stato molto bello, nonostante l’esecuzione non sia stata delle migliori, ma è certo anche questione di gusti (il direttore, che non era Fedoseyev ma Leopold Hager, ha secondo me banalizzato diversi passaggi, soprattutto nei primi tre movimenti).

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