Il nuovo incubo

closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 10 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Il giudizio di Mario Iannaccone sul transumanismo (o transumanesimo) non potrebbe essere più netto: un incubo, come recita il titolo dell’articolo su Avvenire, e «una grave minaccia per l’umanità», come ribadisce nel testo rifacendosi a Francis Fukuyama.

I transumanisti sostengono una tesi abbastanza semplice: l’uomo deve superarsi, deve sfruttare le proprie conoscenze per migliorare, per aumentare le proprie capacità fisiche e cognitive e per superare i limiti della condizione umana.

CyborgIl progetto è indubbiamente affascinante, e sul sito dell’associazione italiana transumanisti c’è un semplice test per scoprire quanto si è colpiti dal fascino di queste idee.
Vi è forse una concezione troppo fantascientifica della scienza e della tecnica, ed è indubbiamente difficile valutare le conseguenze sociali e politiche di simili superamenti dell’uomo. Per avere un piccolo assaggio dei dilemmi etici che si potrebbero presentare basta seguire le vicende di Oscar Pistorius, l’atleta che, al posto delle gambe, ha due protesi con le quali riesce a raggiungere notevoli risultati.

Iannaccone, probabilmente per limiti di spazio, non argomenta la propria condanna, e accosta senza vergognarsi Friedrich Nietzsche, Aldous Huxley, Ayn Rand e Richard Dawkins.

Un passaggio, soprattutto, meritava maggiore spazio:

La prima conferenza [di David Pearce] che un anno fa, all’Università di Stanford, ha affrontato le conseguenze legali ed etiche del «potenziamento umano» ha lasciato intendere quale sarà il fronte prossimo della bioetica: l’accesso alle tecniche del potenziamento umano sarà articolato nel linguaggio dei diritti civili. Chi vorrà usare memorie artificiali da impiantare nel cervello, organi di senso potenziati dall’elettronica, arti cibernetici, s’appellerà ai diritti che garantiscono la cura delle disabilità. La «progettazione dei bambini» – eugenetica ringiovanita – si collegherà al diritto di accedere alle cure per la fertilità. La transumanista «libertà morfologica», cioè il diritto a modificare il proprio corpo anche in forme mostruose, sarà garantita dalla conquista, di fatto già avvenuta, del diritto al cambiamento di sesso per motivi psicologici.

Ammettiamo che i transumanisti siano dei folli che abbiamo completamente perso il lume della ragione, che il loro progetto rappresenti una terribile minaccia per l’umanità e, quindi, che vadano fermati.
Visto che questi scellerati si appellano ai diritti civili, cosa facciamo? Aboliamo i diritti civili? Li limitiamo? È giusto che lo stato possa limitare il diritto di curare la disabilità, la fertilità e di cambiare sesso? Come stabilire questi confini?

Il transumanesimo pone molti problemi etici, ma anche la sua condanna li pone.

6 pensieri su “Il nuovo incubo

  1. Interessanti i tuoi commenti. Ma interessante anche l’articolo di Iannaccone, che parla dei diritti civili. Attenzione però: chi scrive gli articoli non decide il titolo dell’articolo! In realtà lo scrivente mi pare abbastanza affascinato dal Transumanismo, oltre che preoccupato.

    Ciao
    kk

  2. Gianluca: Grazie per i complimenti! 😉
    Sui pensieri inutili… Le rubriche di questo sito funzionano grosso modo così:
    spilli: citazioni o appunti; pensieri inutili: espongo il problema senza tentare risposte o analisi approfondite; pensieri diversi / ricerche filosofiche: esposizione più ragionata e approfondita.
    Comunque, spesso inizio con una citazione, poi la integro con qualche frase, una introduzione, alcune conclusioni, altre annotazioni e mi ritrovo un testo lungo, e non sempre mi ricordo di cambiare rubrica!

    kk : Già, il titolo non lo sceglie l’autore, e a volte accadono cosa curiose: mi ricordo un delizioso editoriale di Scalfari, se non ricordo male, nel quale criticava gli idioti che cercano la celebrità a tutti i costi, come quel tale che incendiò il tempio di Diana per tramandare il proprio nome ai posteri; Scalfari omise a bella posta il nome del piromane, ma il titolista non colse e scrisse: “Siamo tutti come Erostrato” o una cosa del genere.
    In questo caso, comunque, il titolo mi sembra buono: è Iannaccone stesso, per quanto affascinato, a parlare, in chiusura, di incubi.

  3. A proposito: nessuno di voi ha fatto il test “sei transumanista?”?
    Io oscillo tra i 6 e gli 8 punti, a seconda di come interpreto le domande (dovrebbero dare maggiori possibilità di risposta).

  4. La cosa interessante riguarda il concetto di limite che corrisponde in qualche modo a quello di libertà. Iannaccone, per ovvi motivi, identifica la libertà nella sua divinità. da qui derivano le sue malate considerazioni… molte volte ho letto articoli di questo pseudo-giornalista: ogni volTa però mi vengono i brividi.

    Sul concetto di libertà ho scritto un articolo sul mio blog. aspetto anche dei vostri commenti.

  5. Omnibus: Iannaccone, almeno in questo articolo, non è da brividi. È solo un po’ dogmatico, ma penso lo sia solo per problemi di spazio.
    Mi sto documentando sulle critiche di Fukuyama che, almeno, sono argomenti, non condanne.

    Quanto alla libertà: ho letto il tuo articolo e ho avuto poco da commentare: la libertà, come la razionalità, è uno dei temi dove, tra credenti e non credenti vi è maggiore distanza, quasi incomunicabilità. Mi chiedo quanto questa diversità di approcci sia importante per il vivere civile.

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