Il gelato OGM

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 3 mesi 3 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

A proposito di gelato OGM, Metro ha pubblicato ieri (23/6/09) una breve intervista a Andrea Campelli, Corporate communication manager Unilever Italia, raccolta da Giovanni Pasimeni.

Dopo la decisione della Commissione europea, quest’estate nei 27 Paesi della Ue si potranno vendere gelati ogm capaci di resistere a temperature polari senza perdere cremosità. Vero?
Non si tratta di ogm perché, qualora decidessimo di produrli, utilizzeremo la Ice structuring protein, una proteina presente in natura proveniente da pesci artici e vegetali.

Gelato al gusto di pesce?
La Isp viene usata da tempo negli Stati Uniti perché migliora la qualità del gelato. Con l’approvazione dell’Autorità per la sicurezza alimentare e della Commissione Ue potrà essere inserita come ingrediente nel ghiaccio.

La Coldiretti è preoccupata.
La Coldiretti ha parlato impropriamente di “sorbetti transgenici”. Unilever non si sogna di mettere in commercio questi prodotti. Faremo dei test. Qualora i consumatori si mostrassero favorevoli, commercializzeremo questa nuova linea, ma si tratterà soltanto di due o tre prodotti che conterranno meno grassi e avranno più frutta.

Non si rischia di danneggiare l’immagine di un settore del made in Italy?
Unilever investe in ricerca e sviluppo. Siamo stupiti per come la nostra idea rivoluzionaria è stata accolta.

Oggi (24/6/09) viene pubblicata la lettera di una certa Luigina:

Ho letto il vostro “Mi consenta” di ieri sui gelati industriali. Le aziende negano la modificazione genetica, ma io non sto per niente tranquilla.

Questa lettera si è guadagnata l’inquietante titolo La genetica contro i gelati e un commento di Michele Fusco:

Lette le dotte spiegazioni del rappresentante della Unilever, mi sono comunque sparato un gelatuccio artigianale, sulla cui preparazione avrei messo tranquillamente una mano sul fuoco. Io le capisco le aziende, i prodotti industriali hanno certe regole, c’è il problema della conservazione, del gusto, della penetrabilità del mercato. Volgarmente, se piacciono. Ma perché metterci dentro “una proteina presente in natura proveniente da pesci artici e vegetali”? A quel punto, il problema non è più se il gelato è buono – ci mancherebbe pure – ma se gli ingredienti utilizzati avranno una compatibilità (anche sulla lunga distanza) con il corpo umano e le sue esigenze. Non è che avete frequentato troppo i cuochi stellati che nei loro ristoranti propongono accostamenti da denuncia penale?

In tutti e tre gli interventi è presente lo schema «naturale = buono, innaturale = cattivo». Gli OGM, ovviamente, sono l’essenza dell’innaturale e sono, quindi, cattivi per definizione.
Da notare che Andrea Campelli non si difende affermando che gli OGM non sono necessariamente il male: la sua tattica è diversa. Giocando sull’ambiguità del termine OGM, che propriamente indica un organismo con patrimonio genetico modificato e non le sostanze da esso ricavate, Campelli afferma che la proteina esiste in natura e quindi non è OGM.

Il povero Corporate communication manager non riesce comunque a rassicurare Luigina e Michele Fusco che, fedeli allo schema «naturale = buono, innaturale = cattivo», respingono i sorbetti con Ice structuring protein in quanto innaturali. I sorbetti industriali senza Ice structuring protein, pare di capire, sono invece naturali, anche se non quanto il gelatuccio artigianale che tanto piace a Fusco.

Non commento la sparata finale sui “cuochi stellati” e gli “accostamenti da denuncia penale”.

2 pensieri su “Il gelato OGM

  1. Ma i funghi velenosi sono OGM ?
    Quello che rifiuto categoricamente è l’idea dell’innaturale.
    Il miele è un prodotto innaturale in quanto dovuto a processo eseguito da esseri senzienti?
    Noi (nel senso di specie umana) siamo DENTRO la natura e quindi qualsiasi cosa possa essere prodotta da noi (OGM, inquinamento e bombe atomiche incluse) sono NATURALI. Questo dualismo che ci pone fuori dalla Natura (ma a questo punto entriamo in ambito religioso) è assolutamente fuorviante e dannoso. Salvare la Natura è in realtà il cercare di evitare che l’evoluzione della stessa ci ponga fuori gioco come specie… Tutto il resto sono chiacchiere da bar (chiedo scusa ai baristi che in molti casi sono persone deliziose)
    Un Sorriso

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