Ideologismo

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 1 mese 23 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

L’ideologismo abitua a non pensare, è l’oppio della mente, ma è anche una macchina da guerra intesa ad aggredire e “silenziare” il pensiero altrui. E con la crescita della comunicazione di massa è anche cresciuto il bombardamento degli epiteti: una guerra di parole tra “nomi nobili”, nome apprezzativi che l’ideologo assegna a se steso, e “nomi ignobili”, squalificanti e dispregiativi, che l’ideologo affibbia ai suoi avversari. Il guaio è che per l’ideologo l’epiteto esonera dal ragionamento e lo sostituisce. La squalifica ideologica non deve essere spiegata e non occorre che sia motivata. L’ideologismo dà certezza assoluta e quindi non richiede prove né presuppone dimostrazione.

Giovanni Sartori, La democrazia in trenta lezioni, Lezione 18, Mondadori, 2008

Il libro raccoglie le trenta lezioni trasmesse da RaiSat.
Una lettura interessante per la chiarezza espositiva (per quanto non ci sia molto di originale – ma lo scopo delle lezioni non è certo quello di proporre analisi originali).

5 pensieri su “Ideologismo

  1. Quando sento qualcuno dare dell’ideologizzato ad un altro ho sempre l’impressione sia anch’egli ideologizzato.

    Non è che l’uso denigratorio dell’epiteto “ideoligizzato” e quello dispregiativo della parola “ideologia”, facciano parte anch’essi di un atteggiamento ideologico?

    Ci si può dire realmente liberi da ideologie e soprattutto: siamo sicuri che una visione del mondo completamente de-ideologizzata sia interessante?

    Non pretendo che tu risponda, ovviamente. Sono solo riflessioni (inutili)… 😉

  2. @Joe Silver: E io, invece, rispondo!
    La tua riflessione, secondo me, coglie nel segno: è indubbiamente, e tragicamente, vero che accusare di ideologia è un buon modo per non pensare – è anche vero che, quando ti scontri con uno che non pensa, ma ripete vuote formule, non puoi fare molto altro che fargli presente l’insensatezza del suo parlare.
    Forse vale la pena mettere in pratica il detto del saggio: non discutere con gli idioti, qualcuno potrebbe non notare la differenza.

  3. Se l’accusa di ideologismo resta priva di argomenti, allora probabilmente è un ideologo anche l’accusatore. E’ la ricerca di argomenti solidi ed eventualmente il rifiuto di confrontarsi con essi, che fa la differenza.

  4. Io parto da prima.

    La parola principale è idea ovvero la capacità di rappresentare l’esistente. Essere in grado di sviluppare idee non è unicità della specie umana, ma non vorrei divagare.

    Il primo problema è cosa fare delle idee. Ovvero se imparo che un frutto rosso è buono posso mangiare con più tranquillità dei frutti rossi piuttosto che verdi.

    A questo punto entra il sociale: posso insegnare a qualcuno (esempio il mio partner o mio figlio) come sopravvivere meglio trasmettendogli la mia idea?

    Questo genere di operazioni sono analizzabili e strutturabili ? Quindi ne traggo una rappresentazione che in pochi passi diventa ideologia : Non mangiare carne di maiale se non è ben cotta (piuttosto che sotenibile) –> la carne di maiale può far male –> ecc… –> ideologia

    Condivido 🙁 con Sartori l’idea che la trasmissione di conoscenze in modo semplificato (ovvero acritico) annebbi la mente, ma è esattamente quello che ci consente di non dover ogni mattina chiederci chi è quello strano individuo assonnato che ci sta guardando in bagno (al di là dello specchio). 😉 🙂

    Il secondo millennio era volgare è certamente intriso di metodi semplificati di creazione delle rappresentazioni… questa cosa ovviamente pesa per gli spiriti liberi ed è indifferente per quelli accomodanti.

    Tutto il resto è pura propaganda (quindi ideologia)

    Un sorriso ed un arrivederci a dopo le ferie (le mie e vi auguro le vostre)

    P.S. Ivo l’argomento come evidente mi stuzzica e mi era venuta voglia di farne un post mio, ma oggi sono troppo pigro….perdonami.

  5. @renzo: D’accordo. Anche se è difficile, in faccende politiche, capire cosa è un solido argomento.

    @il più Cattivo: Mi sembra che il discorso di Sartori si limiti alla discussione politica, mentre tu lo estendi al sapere in generale, e anzi superi quello che in genere chiamiamo sapere (e che i filosofi chiamano Sfondo).
    Insomma, parlate di cose diversete

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