Gli intellettuali e gli avvoltoi

closeQuesto articolo è stato pubblicato 9 anni 8 mesi 7 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

C’era una volta nel deserto una carovana che marciava verso occidente. Una voce risuonò dall’alto: “Se andate verso occidente, questa stessa sera cadrete di spada per mano dei predoni. Se invertite la marcia, troverete a oriente una grande oasi, dove si farà festa”.
Tutti udirono la voce. Gran parte la irrise: “Assurde allucinazione del deserto!”. Molti rimasero perplessi, divisi tra desiderio e timore. Pochi dissero “Vediamo se è vero”. I primi, gli increduli, continuarono a camminare verso occidente e caddero trucidati dalla spada dei predoni. I secondi, gli intellettuali, rimasero paralizzati dal dubbio se fosse sensato o no ascoltare una voce dal cielo. Calò la sera, morirono e furono preda degli avvoltoi grandi del deserto. Gli ultimi ascoltarono la voce e fecero festa.

Silvano Fausti, Una comunità legge il vangelo di Luca, Bologna, EDB, 2006, p. 64

18 pensieri su “Gli intellettuali e gli avvoltoi

  1. Mi sembra che la morale sia: devi credere a tutto quello che ti dicono.
    Magari è la parabola che il papa voleva andare a raccontare alla Sapienza.

  2. Mi sembra che la morale sia: devi credere a tutto quello che ti dicono.
    Magari è la parabola che il papa voleva andare a raccontare alla Sapienza.

    Io ho riportato il brano per la fine ingloriosa degli intellettuali, che rimangono paralizzati dal dubbio e fanno una brutta fine…

    La tua interpretazione dei fatti probabilmente piacerebbe a Ratzinger, per quanto più che “devi credere a tutto quello che ti dicono” potrebbe essere “devi credere a tutto quello che nel deserto le voci dall’alto ti dicono”, e le voci dall’alto nel deserto sono abbastanza rare.
    Comunque quelli che si salvano non dicono “Dobbiamo credere a tutto quello che la voce nel deserto dice”, ma “Vediamo se è vero”.

  3. Suvvia, il “vediamo se è vero” è solo un modo di non farli sembrare del tutto idioti. Il punto della parabola è che ubbidiscono, invertono la marcia e quindi si salvano. Chi pensa con la sua testa (gli increduli) o si mette a cincischiare coi dubbi, le verifiche, la riflessione (gli intellettuali) muore.

  4. La soluzione sarebbe: prima agisci, poi pensi. Certo: da una parte contrariare una voce apparentemente divina, dall’altra ignorarla. Io avrei scelto la prima, ma è una scelta contestabile.
    Non direi che gli increduli pensino con la propria testa e gli altri no. Anche gli altri pensano con la propria testa, e si salvano o meno (non perché pensino meglio o peggio. Solo perché sono stati più fortunati ..o no.)

  5. bhe io avrei detto “vediamo se è vero” andando però ad occidente per verificare se sarei andato a morte certa 😀

    bella storiella perchè però una fine così tragica agli intellettuali ? 😛

  6. Per continuare il “gioco”, te la sentiresti, caro Ivo, d’indicare un nome “famoso” per ogni gruppo?
    Per esempio, dove metteresti Paolo Flores d’Arcais? Dove Gianni Vattimo? Dove Giuliano Ferrara? (questo per limitarsi all’attualità “intellettuale” italiana, ma possiamo altresì allargare il campo con Dawkins, Scruton, Onfray.

  7. Morale: gli intellettuali sono degli sfigati e moriranno tutti. Uno psicotico che segue le voci del suo delirio raggiungerà un’oasi verdeggiante dopo aver fatto fuori la nonna con la mannaia.

  8. Vaaal: Penso anche io che sia difficile capire chi pensa con la propria teste e chi no, e che in ogni caso non sia quello il senso del breve racconto.

    Riccardo: Anche quella è una verifica…

    luca massaro: Bella domanda. Paolo Flores d’Arcais nel primo gruppo (quelli che irridono e finiscono dai predoni). Vattimo e Cacciari tra gli intellettuali. Ferrara lo metterei tra quelli che ascoltarono la voce, ma far fare una brutta fine a tutti tranne che a lui non mi va, quindi lo metto in un quarto gruppo: quelli che ascoltano il più forte (e durante la marcia inciampano e vengono divorati dagli avvoltoi).

    Emmyfinegold: La nonna con la mannaia?

  9. La storiella può essere riscritta così:

    “C’era una volta nel deserto una carovana che marciava verso occidente. Un uomo disse di udire una voce risuonare dall’alto, che a suo dire diceva : “Se andate verso occidente, questa stessa sera cadrete di spada per mano dei predoni. Se invertite la marcia, troverete a oriente una grande oasi, dove si farà festa”.
    La maggior parte ci credette, ma nello sforzo di arrivare all’oasi dovette sforzare i cammelli, che morirono per la fatica. E dunque sacrificarono il loro tempo inutilmente.
    Altri invece si misero a VERIFICARE se fosse POSSIBILE che ci fosse un oasi in quella direzione, riscontrarono che era altamente improbabile (così come che era molto improbabile che ci fossero predoni dall’altra parte) e continurarono il loro viaggio orientandosi con le selle, finchè arrivarono in una città, dove trovarno ristoro (anche se non una “festa perfetta”).

    Altri ancora rimuginarono sulla questione trascurando le evidenze (come il fatto che un’oasi in quella direzne, data la conformazione del territorio, era ampiamente improbabile) e concentrandosi nel capire se fosse sensato credere alla voce o no, ma quando le loro scorte si assottigliarono, alcuni decisero di seguire la voce (e sprecarono il loro tempo) altri rinunciarono a possibili feste e si accontentarono della città imperfetta.”

    Così è più realistica (sopratutto, è importante il fatto che non si odono voci dal cielo, ma solo uomini ce dicono di udirle.

    Variante:
    Wsi udì un tuono, e un uomo disse che in realtà era una voce che diceva” ecc ecc… 😉

  10. io farei crepare solo gli intellettuali.

    E poi..andiamo, mi chiedo CHI sentendo una voce dal cielo si rifiuti di ascoltarla.

  11. Quello che la parabola non dice è che l’oasi era un villaggio turistico, e la voce lo spot del tour operator. La morale è per ogni miracolo c’è sempre, prima o poi, una spiegazione razionale e qualcuno che ci guadagna…
    😀

  12. Le voci le sentono i poveri psicotici nei loro deliri uditivi dove sentono la madonna, dio e padre pio che gli dicono cosa fare, non ho mai sentito che uno sano di mente sente le voci.
    Galatea se c’è un villaggio turistico preferisco morire con gli intellettuali sfigati!

  13. Kirbmarc: ma non hai riscritto la storia, ne hai inventata una completamente diversa!

    Riccardo: Ma c’è una soluzione? I problemi hanno soluzioni, e questa storiella non l’avevo pensata come un problema…

    Vaaal: dipende da cosa dice la voce (lector in fabula fa un bellissimo esempio di voce dal cielo che è meglio non ascoltare! 😉 )

    galatea: te l’ha mai detto nessuno che sei meravigliosamente cinica? 🙂

    Emmyfinegold: «non ho mai sentito che uno sano di mente sente le voci». Socrate?
    [e non mi dire che non era sano di mente, che già Russell gli dà dell’epilettico!]

  14. Quella di Socrate era la voce interiore che Kant definisce coscienza morale, non era dio che gli diceva adesso devi prendere a randellate la signora con il vestito rosso, tutti noi abbiamo (da quando esiste la coscienza che secondo Jaynes, se non ricordo male risale alla Mesopotamia) una voce interiore. Dostoevskij era epilettico ed è stato un meraviglioso scrittore. L’epilessia è una malattia neurologica non psichiatrica. Peraltro molti psicotici sono molto intelligenti. Il termine psicotico è molto generico.

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