Del perché un po’ mi vergogno di fare il giornalista

closeQuesto articolo è stato pubblicato 4 anni 8 mesi 6 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

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E il problema non è che ci sia una persona convinta che la teoria della relatività di Einstein (non si precisa se quella generale o quella ristretta, ma non è questo il problema) non sia ancora stata dimostrata perché finora non si erano trovati gemelli da mandare nello spazio.
Il problema è che a questa persona – sicuramente un competente esperto in qualche altro campo dello scibile umano, chessò la politica internazionale o lo sport – venga affidato un articolo di scienza.

7 pensieri su “Del perché un po’ mi vergogno di fare il giornalista

  1. Ivo, ha proprio bisogno di questo per vergognarti? Non t’erano bastati Emilio Fede, Vittorio Feltri e tutti gli altri?

  2. Per me la stupidità è peggio della malafede.
    E per ogni Fede o Feltri c’erano altri due che criticavano e altri cinque che prendevano le distanze; qui, a parte qualche isolato giornalista scientifico, il vuoto.

  3. Si era più meno nel ’95 e a quel tempo seguivo un gruppo parlamentare all’interno della X Commissione – Attività Produttive. Predispongo un pezzo a firma di quei deputati e lo trasmetto alla redazione del Sole 24 Ore, lasciando i miei recapiti telefonici. L’argomento era l’obbligo da poco introdotto di versamento contributivo all’Inps – Gestione Commercianti e Artigiani, da parte dei soci di società a responsabilità limitata.
    Mi chiama il Sole 24 Ore nella persona del giornalista incaricato dell’articolo che inizia a farmi tutta una serie di domanda strampalate, lasciandomi chiaramente intendere che dell’argomento non sapeva una beneamata cippa. Al che, io gli obbietto: “Ma come fa a non conoscere la materia? Siete il quotidiano nazionale più autorevole sulle questioni economico finanziarie. Non può dirmi di non aver sentito parlare di questa questione”. E lui mi replica:”In redazione siamo tutti generalisti. Io personalmente, sono laureato in lettere. Gli esperti sono solo i pubblicisti quelli che scrivono gli approfondimenti. Noi ci limitiamo a riportare le notizie”.

  4. beh, ma si spiega, e senza lavorare alla nasa:

    il giornalista ha un gemello (o altro parente – in questo caso è davvero relativo, sia in senso generale che in senso ristretto) influente, per così dire. per questo fa il giornalista.

  5. secondo me invece la vedete dalla prospettiva sbagliata: il giornalista è un fisico teorico e vuole stimolare i lettori ad approfondire i temi della relatività… no?

  6. @lector: Al tuo racconto posso solo aggiungere la mia citazione preferita: “il giornalista è uno che spiega agli altri cose che non sa”.

    @ricco&spietato: tesi da non scartare, ma come ho scritto nell’articolo mi auguro che sia il giornalista in questione sia esperto in qualche altro campo dello scibile umano.

    @lamespior: tutto può essere, ma non so perché dubito della tua tesi

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