A me ventun anni non sembrano pochi

closeQuesto articolo è stato pubblicato 5 anni 1 mese 3 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Pare che la pena massima in Norvegia sia di 21 anni di prigione. Pare che per i reati di terrorismo la pena diventerà presto più severa, ma questo in ogni caso non riguarda Anders Behring Breivik, perché una persona viene giudicata in base alle leggi in vigore al momento del fatto, non in base a quelle entrate in vigore successivamente.
E così Breivik, che ha ucciso 93 persone, tornerà probabilmente ad essere un uomo libero tra ventun anni, sempre che, allo scadere della pena, non lo si reputerà ancora pericoloso e quindi si deciderà di prolungare la detenzione di altri cinque anni.

Secondo alcuni ventun anni sono pochi. Pochi per quello che ha fatto, pochi per le vite cui ha posto fine, pochi per il dolore che ha causato.

Ventun anni, a me, non sembrano pochi. Tra ventun anni sarà il 2032. Quante cose farete voi da qui al 2032? Oppure, al contrario, quante cose avete fatto negli ultimi ventun anni, dal 1990 a oggi?
Ma è questione di punti di vista, e il mio è un punto di vista abbastanza privilegiato, a non so neppure quante centinaia di chilometri da Oslo.

Potrei metterci un bel discorso sul senso, sul significato, sugli scopi della pena, su come è giusto stabilirne l’entità, sulle modalità di esecuzione, sul sentimento di giustizia che tutti noi abbiamo e sulla giustizia della legge e del diritto.
Ma sarebbe discorso lungo e poco sensato.

Meglio lasciar perdere e tenerci l’indignazione per una pena insufficiente e inadeguata.

12 pensieri su “A me ventun anni non sembrano pochi

  1. Il problema è che se davvero Breivik ha passato gli ultimi dieci anni a preparare questo attentato, quindi se la sua ossessione è così totalizzante da prendergli una fetta abbondante della sua vita, cosa saranno per lui ventuno o ventisei anni di carcere? E’ un tempo sufficiente per redimersi, o c’è il serio pericolo che Breikiv esca come è entrato, senza aver cambiato convinzioni?

  2. Questo è un problema se la pena ha scopo redentivo. Se ha scopo punitivo (retributivo, dicono i giuristi) la mancata redenzione non è un problema.
    Comunque, dieci anni in libertà sono molto diversi da venti in detenzione. Non escludo redenzioni o pentimenti. E non escluso misure cautelari anche pesanti una volta terminata la carcerazione.

  3. Ho sempre pensato che le carceri fossero un controsenso.
    In Italia mi risulta che, pur non avendo mai approfondito davvero, siano strapiene di persone in attesa di giudizio e di deliquentelli più o meno “comuni”. In generale sapevo che difficilmente (ovvero a meno che tu non sia curato da un avvocato che non sappia neanche leggere) le misure ristrettive in carcere superino il 50% della condanna. Magari all’estero la situazione è diversa. Sinceramente non saprei se sarei in grado di reagire ad un dolore del tipo di quello provocato ai familiari delle vittime (ovviamente se fossi morto sarebbe più …facile). Però non mi meraviglierei se tra vent’anni all’uscita dal carcere qualcuno pensasse di supplire alla “brevità” della pena.
    Ecco forse questo potrebbe essere un metro di valutazione per determinare la lunghezza della pena: una specie di detenzione cautelare, non tanto da quello che potrebbe ancora fare lui, ma per quello che sarebbero disposti ad aspettare chi oggi vorrebbe vedergli applicata una pena “più severa”…. e qui mi fermo.

    Un Sorriso

  4. @il più cattivo:
    Evitare la vendetta delle vittime è indubbiamente una delle “funzioni accessorie” della pena. Non essendone lo scopo, la vedo dura commisurare la condanna agli istinti vendicativi.
    La situazione delle prigioni in Italia è nera; altrove è migliore e rende più agevoli discussioni serie su questo istituto.

    @raser: leggo di gente che si chiede come mai non lo si è monitorato prima… Questione complessa.

  5. direi che è più facile monitorare un pluriomicida dopo averlo scarcerato a pena scontata, piuttosto che monitorare la totatlità di imbecilli che pubblica idiozie nazisteggianti sulla rete, a meno che quella gente riesca a realizzare un sistema all “Minority report”

  6. @raser: quel che traspare da una intervista, letta su un giornale svizzero, a un ex dei servizi segreti o roba del genere, il problema è legale e politico, non tecnico.
    Certo, minority report è lontano, ma schedare gli estremisti e tenerli, discretamente, sotto controllo non è impossibile. Ma simili procedure sono previste, al massimo, solo con chi ha già commesso reati.

  7. Ci sembrano pochi perché in Italia non verrebbero scontati totalmente, trattandosi, le nostre, di pene più simboliche che effettive. E’ probabile che in Norvegia non sia così e che i 21 anni dovrà farseli tutti.

  8. @lector: Sono abbastanza ignorante in materia; penso che misure alternative, soprattutto verso la fine della pena, siano presenti in molti ordinamenti, così come sconti e riduzioni. Probabilmente non come in Italia.

  9. Si fa tutto un gran parlare di quanto sia civile la Norvegia perché incarcera per una ventina di anni anche per reati gravissimi come questo. Mah, ci ho pensato e ripensato ma per me il tipo andrebbe soppresso. Punto e basta. Un individuo che si permette di uccidere senza alcun ragionevole motivo il prossimo come ha fatto lui va tolto di mezzo perché ha dimostrato di non essere in alcun modo capace di vivere in società. Alternative? Abbandonarlo su un’isola popolata da suoi simili e sforzarsi per una volta di non provare compassione. Sembra crudele ma con un pò di impegno ce la si può fare.
    Di fronte ad un fatto così enorme le disquisizioni su quale sia la “pena” più meritata per lui o più efficiente per la società mi sembrano perfino offensive nei confronti di chi si è visto uccidere un familiare dalla pura e semplice stupidità altrui.
    Saluti

  10. Badate bene: io non sono assolutamente un sostenitore della pena di morte per gli assassini sempre e comunque. Ammetto che ci possono essere mille motivi, sempre illegittimi ma comunque più o meno ragionevoli, per uccidere il prossimo. Ma in questo caso? I morti sono vittime di uno stupido. E per la stupidità spinta a questi livelli non c’è alcuna cura.
    Risaluti

Lascia un commento