Socialdemocrazia

closeQuesto articolo è stato pubblicato 7 anni 8 mesi 1 giorno fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Che cos’è la democrazia? Un sistema di strutture e istituzioni che incoraggiano la trasparenza e la responsabilità dei governanti di fronte al proprio operato. Le istituzioni e le strutture delle nostre democrazie sono invenzioni del XVII e del XIX secolo. Oggi abbiamo bisogno di nuovi modelli e nuovi metodi perché, grazie anche ai social network, è aumentata la domanda di trasparenza e di responsabilità. La sfida del nostro tempo sta nel trovare forme democratiche che sappiano utilizzare le tecnologie, da Facebook ai sistemi satellitari, farne parte viva del processo politico, della scelta e della messa in pratica delle decisioni.

Steven Livingston intervistato da Mauro Buonocore

5 pensieri su “Socialdemocrazia

  1. Sono perfettamente d’accordo. La sfida del futuro sarà proprio quella di accrescere la funzione partecipativa della democrazia mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie, superando i sistemi tradizionali e le loro contraddizioni.
    Ma ci sono anche scenari alternativi, invero non sempre così ottimistici. Staremo a vedere.

  2. Mi pare che la televisione continui ad essere decisiva. La retorica sul potenziale democratico delle nuove tecnologie mi sembra, appunto, retorica: finora non vedo grandi novità, e quelle poche (Obama, rivolta in Tunisia) mi paiono di molto esagerate dai media. Il potenziale democratico non sta tanto nell’informazione alternativa disponibile in rete (vedi Wikileaks), ma nella capacità di contrastare gli oligopoli dell’entertainment, ché sono loro i veri opinion maker.

  3. @lector: Gli scenari alternativi che hai in mente riguardano la rete come strumento di propaganda e controllo?

    @Ulpio: È solo question di tempo.

  4. No. Questo è già stato abbastanza discusso.
    Riguardano la differenza tra chi ha il possesso delle tecnologie e chi non ce l’ha.
    Il possesso non inteso come semplice proprietà, bensì come insieme di conoscenze, di know-how.
    Uno dei possibili scenari futuri, potrebbe essere la formazione di un’elite di persone, in grado di progettare, costruire, controllare e dunque manipolare i mezzi tecnici, distinta da chi si limita ad esserne un mero fruitore.
    Come direbbe Frank Herbert: ” Chi controlla la spezia, controlla l’Universo”.
    Sempre rimanendo nell’immaginario herbertiano, il divario tra questa sorta di “Gilda” e il cittadino comune, sarebbe talmente grande da rendere addirittura impensabile qualsiasi tentativo di colmare il gap.
    Per esemplificare: una classe ristretta, capace di ragionare in termini di spazio multidimensionale e di comprendere la fisica delle particelle ed un’altra, la stragrande maggioranza, che fatica anche a capire i dialoghi dei reality televisivi. E’ ovvio che, per i primi, impossessarsi “sine die” del potere sarebbe uno scherzo.

  5. @lecotr: Analisi interessante.
    Per certi versi è già così. Non ho la minima idea di come funzioni il computer che sto usando per scrivere questo commento e, nonostante lo abbia installato io, pure il software che fa funzionare questo sito è per me un mistero. E senza tirare in ballo lo spazio multidimensionale!
    Però lo scibile umano è così ampio, che le élite sarebbero molte. E forse questa concorrenza renderà le relazioni più aperte.

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