Se la pseudoscienza è meglio della scienza

closeQuesto articolo è stato pubblicato 6 anni 11 mesi 9 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Ho letto Sulla scena del mistero di Stefano Bagnasco, Andrea Ferrero e Beatrice Mautino.
Un volume molto interessante, dedicato in buona parte a quello che i filosofi della scienza chiamano problema della demarcazione, ossia la differenza tra scienza e pseudoscienza.

A pagina 17 viene esposto l’imperativo categorico di Hyman:

Non cercare di spiegare qualcosa finché non sei sicuro che questo qualcosa esista.

e se ne fornisce immediatamente un esempio pratico: il triangolo delle Bermuda.
Lo scienziato, prima di lanciarsi in ipotesi, studia se davvero in quella zona dell’Oceano Atlantico siano avvenute scomparse inspiegabili. Nello specifico, Larry Kusche, consultando rapporti della Guardia costiera e vecchi giornali, scopre così che non è vero (quasi) nulla: si tratta di invenzioni o esagerazioni.
E lo pseudoscienziato? Beh, Roberto Giacobbo, conduttore di Voyager, va alle Bermuda per indagare di persona sul mistero.

Ricapitolando: lo scienziato si chiude in biblioteca a consultare noiosi rapporti scritti da annoiati marinai alla fine del turno e vecchi giornali ammuffiti; lo pseudoscienziato si fa una settimana alle Bermuda senza cacciare un soldo, che paga tutto la Rai.

Io da grande voglio fare lo pseudoscienziato.

11 pensieri su “Se la pseudoscienza è meglio della scienza

  1. E la cosa peggiore è: le spiegazioni di fenomeni inesistenti venno credute più spesso delle dimostrazioni di inesistenza dei fenomeni…

  2. Povero Roberto Giacobbo ha rischiato la sua vita!!
    Mica come quel Larry lì che s’é fidato di libri scritti da gente che prima di lui voleva screditare i complotti alieni e del governo USA per far sparire navi ed aerei nel Triangolo delle Bermuda.
    E poi lo sanno tutti che molte sparizioni misteriose son state negate dalle forze aeree americane..blabla.. xfiles.. blabla scully & mulder.. blabla Area51

  3. Per motivi complicati, stavo leggendo oggi la pagina wiki sui ganzfeld experiment

    http://en.wikipedia.org/wiki/Ganzfeld_experiment

    La ho trovato un’altra citazione di Hyman che sembra in contraddizione con l’imperativo categorico

    Obviously, I do not believe that the contemporary findings of parapsychology, […] justify concluding that anomalous mental phenomena have been proven. […] [A]cceptable evidence for the presence of anomalous cognition must be based on a positive theory that tells us when psi should and should not be present. Until we have such a theory, the claim that anomalous cognition has been demonstrated is empty.[…] I want to state that I believe that the SAIC experiments as well as the contemporary ganzfeld experiments display methodological and statistical sophistication well above previous parapsychological research. Despite better controls and careful use of statistical inference, the investigators seem to be getting significant results that do not appear to derive from the more obvious flaws of previous research.
    —Ray Hyman, The Journal of Parapsychology, December 1995[22]

  4. Avanti, ammettetelo: Roberto Giacobbo è un grande! Indici d’ascolto da capogiro per narrare cose che non esistono: triangoli maledetti, piramidi aliene, pietre che volano, uomini farfalla e quant’altro riesca a tirar fuori dal suo magico cilindro in quella sorta di Circo Barnum che sono le sue trasmissioni. Fra non molto lo metteranno addirittura la domenica mattina, su RAI 1, verso le 11:00, al posto dell’omino bianco che ormai ha stancato tutti con le sue storie di pesci moltiplicati, acque che si tramutano in vino, morti che risorgono, serpenti che parlano, angeli asessuati che fecondano vergini in barba ai loro mariti, roveti che vanno a fuoco senza bruciare, mari che si dividono. Giacobbo è il nuovo che avanza nel gran mondo dello spettacolo, il suo successo se lo merita.

  5. @Mr.Bash: Ma il paradiso esiste? Giacobbo ci ha fatto una puntata di Voyager?

    @Stefano: Sospetto semplificazione della posizione di Hyman da parte dei tre autori del libro – che è pur sempre opera divulgativa.
    Oppure Hyman, come tutti gli uomini, si contraddice. Del resto, i criteri scientifici con i nemici si applicano, con gli amici si interpretano.

    @catta: dimenticavo il complotto! (dimenticanza o in realtà faccio parte del complotto e quindi devo negare tutto?)

    @lector: Giacobbo si merita il successo che ha. E noi ci meritiamo Giacobbo con il suo successo.

  6. Ho letto non molto tempo fa dei lavori di Gieryn sulla questione della demarcazione, tipo questo, interessante:
    http://www.jstor.org/pss/2095325

    Attenzione, però, Ivo: molti ideologi della scienza hanno considerato, e continuano a considerare, i filosofi alla stregua di pseudo-scienziati! 😉

    Per quanto riguarda Giacobbo: a parte le critiche del caso, a onor del vero non mi pare che si professi scienziato, né che pretenda di illustrare teorie scientifiche…

  7. @Roberta: Grazie per l’articolo. La prima volta che andrò in università lo scaricherò (dall’esterno vedo solo l’abstract).
    Sulla filosofia: che non sia scienza è abbastanza ovvio (ma bisognerebbe approfondire); che sia pseudoscienza come oroscopi e maledizioni del faraone… mi sembra esagerato!

  8. Ivo, sono d’accordo! infatti non mi piace che si diano valutazioni sulla filosofia in base a criteri di scientificità, proprio perché la filosofia non ha alcuna pretesa di scientificità; sono gli “esterni” ad attribuirle questa pretesa. Semplicemente, il criterio non è pertinente. L’articolo di Gieryn parla in parte anche di questo, sebbene non con riferimenti specifici alla filosofia (ma se ne potrebbero trovare a iosa).
    Invece, quando va meglio, i detrattori (anche scienziati, anche colti) riducono la filosofia a “chiacchiere”. Una buona strategia di “demarcazione del campo”, per gli scienziati, detto chiaramente.
    A proposito… ma secondo te, si può parlare di un criterio “oggettivo” di valutazione delle materie umanistiche, visto che si comincia a chiedere di rendere il peer review più sistematico anche in queste discipline? O altrimenti quale buon criterio di metodo può essere usato?
    Saluti!

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