Metaforicamente parlando

closeQuesto articolo è stato pubblicato 12 anni 9 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Le metafore sono pericolose, e come tali andrebbero maneggiate con cautela.
Paragonando entità diverse indicando, o creando, parallelismi e simmetrie è rischioso perché la mente umana ha limitate capacità di concentrazione, e può quindi capitare che i giochi di rimandi propri delle metafore offuschino l’oggetto di studio invece di aiutare a chiarirlo.
Assumere un atteggiamento scettico di fronte alle spiegazioni solo metaforiche è d’obbligo per le menti che vogliono cercare la verità: occorre praticare la sana diffidenza di chi vuole sperimentare ma senza concedere cieca fiducia.
Un criterio utile per orientarsi è porsi la seguente domanda: “il ragionamento espresso attraverso le metafore, sarebbe concepibile senza di esse?” Chiaramente, dovrebbe esserlo: se la metafora è un ausilio, senza di esse si potrà anche zoppicare, ma si sarà comunque in grado di avanzare.

Per riassumere tutto in poche parole, la metafora è come una lente: può aiutare a mettere a fuoco ma può anche distorcere completamente il discorso: meglio dunque diffidare di chi non è in grado di vedere anche con i propri occhi, senza ausilio di strumenti ottici.

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